Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

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Cantautori (continua)

"Che il Mediterraneo sia"

Eugenio Bennato

 

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Cantautori (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  "Che il Mediterraneo sia"
                               

 

 

 

 

 

 

 

(Abbi pazienza ed aspetta il caricamento dell'audio:
dipende anche dalla qualità della tua connessione...)

 

 

 

 

 

 

 

Il testo

 

 

 

 

 

 

الــــــبـــحــــر الأبــيـــض الــمــتــوســــــــط
[al bahar al albiad al mutahuassed,

"il bianco mare centrale", cioè "Mediterraneo"]
 


Che il Mediterraneo sia
quella nave che va da sola
ch'a mmusica è tutta vele
su quell'onda dove si vola
tra la scienza e la leggenda
del flamenco e della taranta
e fra l'algebra e la magia
nella scia di quei marinai
e quell'onda che non smette mai
che il Mediterraneo sia...
 


Andare, andar, simme tutt'eguale
affacciati alle sponde dello stesso mar
e nisciune è ppirate

e nisciune è emigrante
simme tutte navigante
.


Allez, allez il n'y a pas de barrière,
nous sommes tous enfants de la même mer
il n'y a pas de pirate, il n'y a pas d'émigrant
nous sommes tous des navigants.

 


Che il Mediterraneo sia
la fortezza ca nun tene e pporte
addo' 'gnune po' campa'
da ricchezze ca a 'gnune porte
.
 

Ogni uomo con la sua stella
nella notte del dio che balla
e ogni popolo col suo dio
che accompagna tutti i marinai
e quell'onda che non smette mai
che il Mediterraneo sia...
 


Andare, andar alla stessa festa,
di una musica fatta di gente diversa
da Napule che 'nvent'a meludia
ai tambur dell'Algérie.

 
Allez allez à la même fête
d'une musique qui va et jamais s'arrête
de Naples qui invente sa mélodie
aux tambours de l'Algérie.

 


Che il Mediterraneo sia
quella nave che va da sempre
navigando tra Nord e Sud
tra l'Oriente e l'Occidente
e nel mare delle invenzioni
quella bussola per navigare
Nina, Pinta e Santa Maria
e il coraggio di quei marinai
e quel viaggio che non smette mai
che il Mediterraneo sia...
 


الــــــبـــحــــر الأبــيـــض الــمــتــوســــــــط

[al bahar al albiad al mutahuassed,

"il bianco mare centrale"]  
 


Che il Mediterraneo sia
quella nave che va da sola
tra il futuro e la poesia
nella scia di quei marinai
e quell'onda che non smette mai
che il Mediterraneo sia...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il contesto dell'album

 

"Musicanova" è il gruppo musicale di Eugenio Bennato e Carlo D'Angiò costituito nel 1976, poi noto a livello nazionale con "Brigante se more", la colonna sonora del celebre sceneggiato RAI del 1980 "L'eredità della priora" di Anton Giulio Majano, dall'omonimo romanzo di Carlo Alianello, con alcuni tra i brani in assoluto più famosi del gruppo, capace di attrarre fra i migliori interpreti della musica folk napoletana, creando così alcuni album catalizzanti per il lavoro della "Nuova Compagnia di Canto Popolare", ed attirando l'attenzione sulla musica folk del Meridione d'Italia.

La discografia del progetto Musicanova annovera
"Garofano d'ammore" del 1976, testi e musiche tradizionali rielaborati da Eugenio Bennato, eseguiti con Carlo D'Angiò, Teresa De Sio, Robert Fix, David Blazer e Toni Esposito, poi "Musicanova" del 1978, musiche di Eugenio Bennato e testi insieme a Carlo D’Angiò, eseguiti dagli stessi insieme a Teresa De Sio, Gigi De Rienzo, Robert Fix e Pippo Cerciello con la partecipazione di Toni Esposito, quindi appunto "Brigante se more" del 1979, musiche di Eugenio Bennato e testi di Eugenio Bennato, Carlo D’Angiò e Andrea Nerone, voci Andrea Nerone, Carlo D'Angiò, Francesco Tiano, Loredana Mauri e Maria Luce Cangiano, e ancora "Quanno turnammo a nascere" - Canzoni sulle quattro stagioni, di Eugenio Bennato e Carlo d'Angiò, sempre del 1979, cantate da Eugenio Bennato, Carlo D'Angiò e Teresa De Sio con i musicisti Gigi De Rienzo, Robert Fix, Pippo Cerciello, Andrea Nerone, Alfio Antico e Aldo Mercurio, ed infine "Festa Festa" del 1981, prodotto da Shel Shapiro.

 

 

Il contesto della canzone

 

Nel 2001 la canzone "Che il Mediterraneo sia" viene scritta ed eseguita da Eugenio Bennato, con testo in Italiano, Arabo, Francese e dialetto Napolitano in una fortunatissima combinazione con musiche provenienti da differenti tradizioni musicali dell'intero Mediterraneo, andando a creare un'inedita e arricchente sintesi delle diverse sonorità etniche.

 
Il testo di questa canzone rappresenta il
frutto migliore della ricerca e l'ibridizzazione di Bennato, proprio così come espresse nel suo progetto "Musicanova", che nel 1999 genererà "Taranta Power".
 

 

 


Bennato riunisce qui tutte le assolate spiagge di
un mare colmo di ritmi e stili e, così facendo, il Mediterraneo diventa una rimarchevole sound-box che si riverbera in un continuum di identità risuonando in straordinario eclettismo musicale.

Il brano viene inciso il 30 giugno 2001 ad
Algeri nell'Auditorium della Radio Algerienne con l'attivo supporto dell'Istituto Italiano di Cultura in Algeria, sotto la direzione musicale di Giorgio Guerrini, con la collaborazione di Monsieur Stambouli, l'Orchestra diretta dal Maestro Kateb Nadjib e la cantante, attrice e danzatrice tunisina "napoletana" M'Barka Ben Taleb (la voce francese ed araba - foto sopra), quale parte della compilation "Da lontano".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Eugenio Bennato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Laureato in Fisica, diventa cantautore e musicista di quella scuola di cantautori napoletana che riunisce, tra gli altri, i suoi fratelli Edoardo e Giorgio Bennato, Pino Daniele, Tony Esposito e Alan Sorrenti.

 

 

Uno dei fondatori della "Nuova Compagnia di Canto Popolare" nel 1969 e di "Musicanova" nel 1976, insieme a Carlo D'Angiò, è autore di colonne sonore tra cui la già sopra citata "Brigante se more" per lo sceneggiato televisivo "L'eredità della priora" nel 1980 e quella per "La stanza dello scirocco", con cui nel 1999 si aggiudica il Nastro d'Argento per la miglior colonna sonora.

 

Due i suoi grandi successi commerciali, nel 1986 con "Sole sole" e, soprattutto, con "Le città di mare", del 1989, in duetto con il fratello Edoardo, partecipando l'anno successivo al Festival di Sanremo insieme a Tony Esposito con il brano "Novecento aufwiedersehen".

 

 

 

 

Dopo una tale esposizione mediatica sulle ribalte nazionalpopolari, se ne torna volentieri alla sua più seria sperimentazione e ricerca nell'ambito della musica popolare meridionale, fondando nel 1998 il movimento "Taranta Power" al fine di promuovere la Taranta attraverso opere musicali, cinematografiche e teatrali, tra l'altro con l'omonimo album del 1999 e intraprendendo lo stesso anno una tournée internazionale soprattutto nei Paesi dell'Est Europa, da Nord a Sud.

Pubblica nel
2000-2001 le raccolte "Lezioni di tarantella" e "Tarantella del Gargano", seguite da relative tournée italiana e all'estero - nel Nord-Africa (Marocco, Tunisia, Algeria - vedi "Che il Mediterraneo sia"), le Americhe, Spagna e Francia - e dalla fondazione a Bologna della prima scuola italiana di recupero, studio e divulgazione dei balli popolari del Sud-Italia, la "Scuola di Tarantella e danze popolari del Mediterraneo".


Esce appunto nel
2002 il suo album "Che il Mediterraneo sia", che lo porterà ad una nuova e lunga tournée internazionale a concludersi in Egitto nel 2004 al "Festival del Cinema Egiziano" all'Opera del Cairo, partecipando anche al "Festival de Brugges" in Belgio, al "Festival di Norimberga" in Germania, al "Festival di Salamanca e Villanova" in Spagna, al "B.B.C. Chappel Union" in Gran Bretagna, al "Festival du vent" in Corsica e al "Roman Forum" di Shanghai in Cina.

Insegna nel
2006 al Laboratorio di Etnomusicologia presso l'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, poi del 2007 il suo nuovo album "Sponda sud", interamente di brani inediti, e del 2011 il suo ultimo, "Questione meridionale".