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"A muso duro" 

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  "A muso duro"
                               

 

 

 

 

 

 

 

(Abbi pazienza ed aspetta il caricamento dell'audio:
dipende anche dalla qualità della tua connessione...)

 

 

 

 

 

Il testo

 

 

 

 

 

 

E adesso che farò, non so che dire
e ho freddo come quando stavo solo
ho sempre scritto i versi con la penna
non ho ordini precisi di lavoro.


Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani
e quelli che rubavano un salario
i falsi che si fanno una carriera
con certe prestazioni fuori orario.


Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.

 


Ho speso quattro secoli di vita
e ho fatto mille viaggi nei deserti
perchè volevo dire ciò che penso
volevo andare avanti ad occhi aperti
adesso dovrei fare le canzoni
con i dosaggi esatti degli esperti
magari poi vestirmi come un fesso
per fare il deficiente nei concerti.


Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.

 


Non so se sono stato mai poeta
e non mi importa niente di saperlo
riempirò i bicchieri del mio vino
non so com'è però vi invito a berlo
e le masturbazioni celebrali
le lascio a chi è maturo al punto giusto
le mie canzoni voglio raccontarle
a chi sa masturbarsi per il gusto.


Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.

 


E non so se avrò gli amici a farmi il coro
o se avrò soltanto volti sconosciuti
canterò le mie canzoni a tutti loro
e alla fine della strada
potrò dire che i miei giorni li ho vissuti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pier Angelo Bertoli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cantautore, o meglio "cantastorie", anzi, come lui stesso ama definirsi, "artigiano della canzone", naturalmente canzone d'autore, Pierangelo Bertoli è voce genuina della sua terra modenese, dagli Anni Settanta ai primi Anni del nuovo Millennio.

 

Nato nel 1942 in una modesta famiglia operaia in Provincia di Modena, viene in giovane età colpito dalla poliomielite, che lo costringerà su una sedia a rotelle per il resto della vita: la sua infanzia è modesta di mezzi e spesso limitata alle mura domestiche, ma non traumatica, anzi vivacizzata ed ispirata dalle ripetizioni musicali del gruppo amatoriale di suo fratello negli Anni Sessanta, da cui il suo interesse a e la sua attrazione per la canzone pur non avendo alcuna preparazione formale, né vocale né strumentale.

 

 

 


La svolta quando, imparato a suonare la
chitarra da autodidatta, il suo strumento preferito, comincia pian piano a comporre le prime canzoni, spesso in dialetto, ed eseguirle, dal privato di festicciole tra amici fino alle platee pubbliche di sagre di paese ed incontri di partito.

Sì, perché Pierangelo già nei primi Anni Settanta entra nell'
Unione Comunisti Italiani marxisti-leninisti e con altri musicisti - molti co-militanti di Partito - forma il "Canzoniere del Vento Rosso" pubblicando nel 1973-1974 i singoli "Marcia d'amore/Per dirti t'amo", "Scoperta/Marcia d'amore" e "Matrimonio/L'autobus" e il primo album "Rosso colore dell'amore", prima poi nella Germania Ovest dal Kommunistische Partei Deutschlands, che lo inviterà anche ad una tournée estera, prolungata anche in un tour italiano di teatro canzone, seguito dal nuovo album "Alla riscossa" e tre canzoni, tra cui "Eppure soffia".
 

 

Si scioglie il Partito e, nel 1975, il gruppo, ma grazie a Caterina Caselli ottiene prima un contratto con la CGD, Compagnia Generale del Disco, con cui pubblica nel 1976 "Eppure soffia", terzo album che lo fa conoscere ad un pubblico più vasto, e poi lo accoglie nella sua nuova casa discografica "Ascolto".
 

Nel 1978 un album in dialetto modenese "S'at ven in meint", "Cosa ti viene in mente" e nel 1979 "A muso duro", uno dei suoi più noti e popolari, successo poi consolidato nel 1980 con "Certi momenti", nel 1981
"Album", nel 1984 "Dalla finestra" e nel 1990 "Oracoli".

 


Nel 1991 con "Spunta la Luna" e nel 1992 "Italia d'oro" Bertoli partecipa con successo al
Festival di Sanremo raggiungendo una seconda giovinezza artistica e alla vigilia di Tangentopoli il suo impegno politico lo porta a candidarsi alle elezioni politiche per Rifondazione Comunista.


Nel 1993 pubblica l'album
"Gli anni miei" e produce con Caterina Caselli "Blez", poi la prima raccolta di reincisi "Una voce tra due fuochi" del 1995 ma resta senza contratto dal 1997 ed inoltre viene bocciato nel tentativo di partecipare al Sanremo del 2002 con una canzone pacifista contro la guerra in Afghanistan.

 


Il suo ultimo album
"301 guerre fa" prima di morire a fine 2002.

Tra le feconde collaborazioni artistiche restano quelle con Fiorella Mannoia, i Tazenda, Fabio Concato, Grazia Di Michele e Ligabue (da lui scoperto e lanciato) e di lui resta la sua immediatezza, la sua mai banalità, il suo impegno civile, sociale, pacifista, politico e anticlericale.

 

 

"Rosso Colore dell'amore" è il libro su Pierangelo Bertoli, edito nel 2012 da Stampa Alternativa.