Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

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Nel mondo di De André (continua)

Fabrizio De André

 

Nel mondo di De André

La più bella canzone anarchica

"Dolcenera"

Fabrizio De André

Cantautori

"A muso duro"
Pier Angelo Bertoli
"Adagio"
Lara Fabian

"Che il Mediterraneo sia"

Eugenio Bennato

"Amen"

Francesco Gabbani

"La storia siamo noi"

Francesco De Gregori

"Occidentali's Karma"

Francesco Gabbani

Sottofondi

"Toccata in la per arpa sola"

Pietro Domenico Paradisi 

"Pastime With Good Company", "Passatempo in buona compagnia"

Henry Tudor

"Romance de amor", "Romanza d'amor"

Anonimo 

"Concierto de Aranjuez", "Concerto d'Aranjuez"

Antonio Rodrigo

"Boléro", Bolero"

Maurice Ravel

Cantico delle Creature, Laudes Creaturum

Francesco da Assisi

Un posto a sé

"Nun me romp er ca'!"

Gigi Proietti

 

Pagina di origine

Fabrizio Cristiano De André – Uomo, poeta, anarchico

 

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Nel mondo di De André (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Fabrizio De André
                               

 

Il cantautore italiano nasce Fabrizio Cristiano De André a Genova nel 1940: per quasi 40 anni "Faber" sarà il poeta dei ribelli, degli emarginati e delle prostitute, anarchico, libertario e pacifista, conquistando grandissima futura popolarità attraverso generazioni grazie al livello artistico e l'originalità della sua produzione, incidendo tredici album e sperimentando nei suoi testi anche con dialetti come il ligure, il sardo gallurese, il napoletano e con il provenzale antico.

 

 

 

 

Appartiene ad una famiglia dell'alta borghesia industriale genovese lì radicatasi dal Piemonte dopo essersi dovuta trasferire a causa della guerra - il padre esponente della Resistenza ricercato dai Fascisti - e vive la Genova del dopoguerra, la contrapposizione tra Cattolici e Comunisti, bigotti gli uni, spesso rigidi entrambi.

Nonostante le Elementari dalle suore, i suoi
comportamenti "fuori dagli schemi" lo faranno presto entrare in conflitto con gli insegnanti nelle successive scuole statali e viene per questo mandato nella severa scuola dei Gesuiti dell'Arecco, frequentata dai figli della "Genova-bene", dove diviene anche oggetto di tentativi di molestia sessuale da parte di un religioso, contro cui reagisce così violentemente da essere espulso.

All'università frequenta corsi di
Lettere e di Medicina prima di scegliere Giurisprudenza, che però abbandona quando mancano solo sei esami alla laurea: la musica diventa la sua vita, ascolta Brassens, traduce e canta le sue canzoni, diventa amico di Tenco, Bindi e Paoli e con loro comincia ad esibirsi alla "La borsa di Arlecchino".

La sua
vita è sregolata, le sue frequentazioni vengono da contesti culturali e sociali lontani da quelli della sua famiglia di origine, con l'amico d'infanzia Paolo Villaggio sbarca il lunario anche imbarcandosi  come musicista su navi da crociera.

Sposa Enrica Rignon detta "Puny", di famiglia borghese, da cui prima di separarsi avrà il
figlio Cristiano: per provvedere al mantenimento della famiglia fa l'insegnante in una istituto scuola privata.

 

 

 

 

 

 

Già nel 1961 firma testi e musiche di canzoni depositandole alla SIAE e pubblica il suo primo 45 giri, poeta riservato e colto crea un linguaggio inconfondibile alla portata di tutti, sintetizzando cantautori francesi, tematiche sociali, tradizioni musicali regionali italiane e mediterranee, sonorità internazionali.

Cominciano ad uscire i 33 giri ma
fino al 1975 nessun concerto, poi da esistenzialismo e contestazione passa a grandi crisi professionali e personali fino alle esibizioni dal vivo, una nuova relazione con Roberta, si scontra con Giorgio Gaber, collabora tra gli altri con Francesco De Gregori, incontra Dori Ghezzi che poi sposerà nel 1989.
 

Grande lavoratore e perfezionista negli studi di incisione, non riesce ad esibirsi in pubblico fino all'esordio a La Bussola di Viareggio, affrontando le sue paure da palcoscenico con l'aiuto della penombra e del whisky.

Sperimenta sì con
raffinate sonorità di strumenti mediterranei e medievali, ma al tempo stesso scuote le attualità politiche: lo contesta tanto la Sinistra di Autonomia e la Sinistra extraparlamentare quanto per 10 anni, dal 1969 al 1979, lo spia il SISDE - i Servizi Segreti Italiani - che, pur senza prove concrete, ritiene lui "simpatizzante delle BR" per i suoi contatti con gruppi anarchici e filo-cinesi genovesi e l'acquisto insieme alla nuova compagna di una tenuta in Sardegna i "sospetti" preparativi per creare un rifugio segreto per potenziali o reali terroristi.


Nella seconda metà degli anni Settanta la coppia vi si trasferisce in vista della nascita della figlia Luisa Vittoria, ma la sera del 27 agosto 1979, vengono rapiti dall'
Anonima Sequestri sarda e liberati solo dopo quattro mesi dietro un riscatto di circa 550 milioni di lire.


Il
matrimonio di Fabrizio De André e Dori Ghezzi avverrà nel 1989 proprio a Tempio Pausania a dimostrazione che l'esperienza del sequestro non fa che consolidare il rapporto la gente sarda, anzi fonte di ispirazione etnica per nuove creazioni musicali in dialetto.

 

Lavorerà ancora alacremente sperimentando tra gli altri con Ivano Fossati, Massimo Bubola, Francesco Baccini, Mauro Pagani, Max Manfredi, Teresa De Sio, Ricky Gianco e il figlio Cristiano, continuando a sfidare il perbenismo e le buone maniere di quella "sua" classe borghese che, morto nel 1999 per un carcinoma polmonare diagnosticatogli un anno prima, lo vorrà ipocritamente proclamare "grande poeta".


Ai suoi
funerali Genova si colora di bandiere rossonere con la "A" cerchiata di tanti gruppi di anarchici e in aria tanti pugni alzati.