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Nel mondo di De André

La più bella canzone anarchica

 

Nel mondo di De André

La più bella canzone anarchica

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Fabrizio Cristiano De André – Uomo, poeta, anarchico

 

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Nel mondo di De André

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  La più bella canzone anarchica
                               

 

 

 

 

 

 

 

 

(Abbi pazienza ed aspetta il caricamento dell'audio:
dipende anche dalla qualità della tua connessione...)

 

 

 

 

 

 

 

Il testo come improvvisato in concerto da De André

 

 

 

 

 

 

La bella che è addormentata,
lalalà, lalalà, lalalà,
ha un nome che fa paura:
libertà, libertà, libertà.

La bella che è addormentata,
lalalà, lalalà, lalalà,
ha un nome che fa paura:
libertà, libertà, libertà!

 

 

 

Il testo originale

 

 

 

 

 

 

La bella che guarda il mare,
lalalà, lalalà, lalalà,
aspetta il suo cavaliere,
lalalà, lalalà, lalalà.

La bella che è prigioniera,
lalalà, lalalà, lalalà,
ha un nome che fa paura:
libertà, libertà, libertà.

 

 

 

Dalla colonna sonora del film "Nell'anno del Signore", 1969, di Luigi Magni.

Titolo "I Carbonari", soli 0'57'', musica di Armando Trovajoli, uno dei massimi musicisti cinematografici, parole di Giorgio Calabrese, autore anche della più celebre versione italiana de Le Déserteur di Boris Vian.


L'interpretazione dal vivo di Fabrizio De André è del 1997, un testo improvvisato dal cantante a memoria, poi inserita nell'album
"Ed avevamo gli occhi troppo belli" del 2001, edito da A-Rivista Anarchica.  la canzone "I carbonari", che Fabrizio de André aveva improvvisato dal vivo durante la tournée del 1997 pescandola probilmente dai propri ricordi cinematografici (non rammentando peraltro bene il testo)

 

 

Il film è basato su un fatto realmente accaduto, cioè l'esecuzione capitale di due carbonari nella Roma papalina del 1825: Leonida Montanari, modenese vissuto a Cesena, e Angelo Targhini, romano nato a Brescia, accoltellano un adepto di famiglia nobile che minaccia di tradire i segreti della Carboneria e, dopo un processo sommario, vengono ghigliottinati in Piazza del Popolo il 23 novembre dello stesso anno.

 

Questa storia autentica si intreccia nel film con quella di fantasia delle vicende sentimentali e politiche di un ciabattino "analfabeta" il quale si rivela invece essere nientemeno che Pasquino, l'autore temuto quanto amato delle satire anonime che da anni danno pubblica voce al malcontento del Popolo Romano.

Il film - cui partecipano
molti dei migliori attori della commedia all'italiana, come Ugo Tognazzi, Alberto Sordi, Nino Manfredi, Claudia Cardinale ed Enrico Maria Salerno - è il primo di una trilogia del regista Magni dedicati alla Roma papalina del Risorgimento: seguiranno nel 1977 "In nome del Papa Re" e "In nome del Popolo Sovrano nel 1990: in una Roma sottomessa ed assuefatta al governo temporale della Chiesa l'alternarsi di situazioni farsesche e drammatiche smaschera sarcasticamente tutte le ipocrisie e gli aspetti meno edificanti del potere in generale e del Potere Pontificio nel secolo XIX in particolare.

 

 

In Piazza del Popolo ancora oggi una targa commemorativa sul muro della vecchia caserma davanti alla quale furono giustiziati Targhini e Montanari, lì posta a cura di un’associazione libertaria romana agli inizi del Novecento in memoria dei due martiri.