Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La prima di copertina (continua)

2012 - Collezione "Gli Etruschi" (continua)

Settembre (continua)

L'oro degli Etruschi

 

La prima di copertina

2012 - Collezione "Gli Etruschi"

Indice

- Gennaio

- Febbraio

- Marzo

- Aprile

- Maggio

- Giugno

- Luglio

- Agosto

- Settembre

- Ottobre

- Novembre

- Dicembre

2013 - Collezione privata "Gli Arnesi" di Massimo Perugini

2014 - Collezione "Terra e Sapori della Tuscia Romana"

2015 - Collezione "Tesori della Tuscia Romana - Arte e Archeologia"

2016 - No Comments, "La nostra comune umanità"

 

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2012 - Collezione "Gli Etruschi" (continua)

   

 

                           

 

Settembre (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'oro degli Etruschi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli ori etruschi testimoniano l'abilità degli artigiani orafi come il lusso e l'ostentazione della ricchezza nella vita sociale attraverso oggetti di ornamento personale, dal IX al VII sec aC ben documentati nelle tombe principesche di Cerveteri, Palestrina, Pontecagnano e Vetulonia.

 

Una ricchezza tesaurizzata in monili che si ridimensionerà a fine VII secolo per la crisi dei commerci marittimi nel Tirreno: eccezione le alte autorità politiche in occasione di cerimonie pubbliche - al consumo privato della ricchezza subentra allora l'accumulo pubblico nei santuari cittadini, a fine VI secolo una ricchezza ormai puramente simbolica della collettività.
 


La
tecnica di lavorazione etrusca si ispira ai manufatti importati dall'Oriente, cioè dal Mondo Fenicio e Greco con cui gli Etruschi intrattengono vivaci scambi commerciali e culturali, ma altrettanto dalla prestigiosa scuola degli orefici della Magna Grecia, soprattutto da Neapolis, trasferitisi a Nord.

 

Apprezzati e ricercati, i maestri orafi rientrano, come i maestri ceramisti, nel ceto alfabetizzato con gli àristoi, usando la scrittura sia per decorare che firmare le proprie opere, mentre i ritrovamenti di Vetulonia suggeriscono come, complementare all'attività degli orafi, esista un altro estremamente sviluppato artigianato di intaglio di avorio, ambra e legni pregiati.
 


Sull'attività estrattiva di
rame e ferro toscana gli Etruschi fondano la loro agiatezza, ma non hanno risorse locali di oro che devono acquistare in Nord-Italia, Macedonia, Tracia, Spagna e addirittura Nubia e Siberia

 

Come il consumo da parte degli àristoi ha suo apice nel VII secolo, così anche le tecniche di lavorazione si evolvono a livelli di assoluta virtuosità e raffinatezza nella miniaturizzazione e "granulazione", una tecnica  ripresa da Egizi e Micenei: microgocce sferiche di fusione o "grani" saldate pazientemente con sale di rame e collante organico su sottili lamine di fibule, bracciali, diademi e pettorali, secondo precisi disegni prestabiliti.