Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La prima di copertina (continua)

2012 - Collezione "Gli Etruschi" (continua)

Marzo (continua)

La ceramica etrusca - I Cavalli Alati

 

La prima di copertina

2012 - Collezione "Gli Etruschi"

Indice

- Gennaio

- Febbraio

- Marzo

- Aprile

- Maggio

- Giugno

- Luglio

- Agosto

- Settembre

- Ottobre

- Novembre

- Dicembre

2013 - Collezione privata "Gli Arnesi" di Massimo Perugini

2014 - Collezione "Terra e Sapori della Tuscia Romana"

2015 - Collezione "Tesori della Tuscia Romana - Arte e Archeologia"

2016 - No Comments, "La nostra comune umanità"

 

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La prima di copertina (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2012 - Collezione "Gli Etruschi" (continua)

   

 

                           

 

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La ceramica etrusca - I Cavalli Alati

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'Ara della Regina è fra i ritrovamenti più significativi fatti a Tarquinia, il più grande dei templi etruschi fino ad ora conosciuti - databile fine V - inizi IV sec aC e dedicato al culto di una divinità femminile non ancora identificata, forse Artume, dea della Notte e della Luna, corrispondenza etrusca della greca Artemide e la romana Diana - di cui rimane il basamento e l'ingresso alla cella interna, rinvenuti durante la campagna di scavi del 1938.

 

L'archeologo Pietro Romanelli vi trova anche un centinaio di frammenti di una lastra fittile, che, ricomposti con restauro certosino, restituiscono uno dei capolavori dell'arte etrusca, oggi conservato al Museo Nazionale di Tarquinia, i Cavalli Alati.

 

 

La funzione della lastra, alta 114 cm e larga 124, secondo la tradizione etrusca è quella di decorare l'edificio sacro, inchiodata sulla testata di uno dei travi portanti del frontone (vedi i fori ben piazzati fra le zampe dei cavalli).

 

Il restauro verrà revisionato nel 2004 a cura della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale a garantire la conservazione e migliorarne l'estetica, rivitalizzando i colori e evidenziando la distinzione fra porzioni originali e ricostruite.

 

 

In origine di vivace cromia, gli stupendi animali scalpitano pronti a spiccare il volo, resi vivi e nervosi da una raffinatissima manifattura, abilità degli artigiani etruschi questa messa in evidenza tanto dalla realistica resa dei dettagli anatomici - zampe, teste, criniere, code, ali - che dall'esatta riproduzione della bardatura (non sapremo mai esattamente cosa l'altra lastra rappresentasse, ma parte dell'asse di un timone da carro suggerisce i cavalli aggiogati ad una biga, molto probabilmente guidata dalla stessa divinità cui è dedicato il tempio).

 

Chiunque ne sia l'autore, dimostra di possedere ottima conoscenza della contemporanea scultura greca prendendola a modello in una delle opere caratterizzanti dell'arte etrusca tardo-classica, anzi tra le più celebri immagini della cultura etrusca e, perché no, dell'Antichità, riprodotta praticamente in tutti i libri di Storia dell'Arte.