Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La prima di copertina (continua)

2012 - Collezione "Gli Etruschi" (continua)

Gennaio (continua)

Le usanze funerarie

 

La prima di copertina

2012 - Collezione "Gli Etruschi"

Indice

- Gennaio

- Febbraio

- Marzo

- Aprile

- Maggio

- Giugno

- Luglio

- Agosto

- Settembre

- Ottobre

- Novembre

- Dicembre

2013 - Collezione privata "Gli Arnesi" di Massimo Perugini

2014 - Collezione "Terra e Sapori della Tuscia Romana"

2015 - Collezione "Tesori della Tuscia Romana - Arte e Archeologia"

2016 - No Comments, "La nostra comune umanità"

 

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Gennaio (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le usanze funerarie

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra le usanze funerarie degli Etruschi la rappresentazione fisica dei defunti con cui almeno il volto viene modellato in terracotta, un po' come noi oggi ne mettiamo la foto sulla tomba.

 

Da questa prima usanza molto antica, l'evoluzione di quella più "moderna" in due varianti:

 

- nella sua forma più costosa, dei sarcofagi, veri e propri contenitori delle salme, il cui coperchio solitamente ne rappresenta l'intero corpo (persone distese da sole, in coppia o più persone su letti triclinari);

 

- nella forma più economica, dei canopi, urne con tappo dalle fattezze del volto del morto più o meno stilizzato, per conservarvi i resti ossei.

 

 

La tradizione dei canopi o vasi canopici deriva dall'Antico Egitto, dove, alla mummificazione del defunto, gli organi interni vengono estratti e conservati in un vaso.

 

Nell'Antico Regno la pratica prevede la conservazione in cassetta lignea a quattro scomparti.

 

 

A partire dal Medio Regno (XII Dinastia) inizia l'uso di vasi canopici con coperchio a forma di testa umana a loro volta messi in una cassetta di legno a scomparti protetta da quattro dee:

 

- Iside o Aset, dea della maternità e della fertilità,

- Nefti o Nephtys, dea del parto e dell'oltretomba,

- Neith o Nit, dea della caccia e della guerra,

- Selkis o Serqet, la dea-scorpione della magia.

 

 

Con il Secondo Periodo Intermedio tornerà l'usanza della semplice cassetta di legno a scomparti.

 

Poi, sotto il Nuovo Regno (XIX Dinastia), si riprende ed elabora ulteriormente la tradizione dei canopi, ora in scatola a forma di santuario protetto dalle quattro dee su citate ed, inoltre, dai coperchi con le teste dei quattro Figli di Horus:

 

- l'umano Hamset per il fegato,

- la scimmia Hapi per i polmoni,

- il falco Qebeshenuf per gli intestini,

- lo sciacallo Duamutef per lo stomaco.

 

 

Dal Terzo Periodo Intermedio (XI Dinastia) gli organi interni verranno invece anch'essi imbalsamati e ricollocati nel corpo.

 

I canopi ricompariranno comunque fino all'Epoca Tolemaica, da cui - forse - la tradizione etrusca.