Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Le prime di copertina del portale - Archivio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La prima di copertina

Libro addio!

La storia del libro

Il futuro del libro?

 

La prima di copertina
Libro addio!
La storia del libro
Il futuro del libro?

2012 - Collezione "Gli Etruschi"

2013 - Collezione privata "Gli Arnesi" di Massimo Perugini

2014 - Collezione "Terra e Sapori della Tuscia Romana"

2015 - Collezione "Tesori della Tuscia Romana - Arte e Archeologia"

2016 - No Comments, "La nostra comune umanità"

2017 - No Comments, "La nostra comune umanità"

 

Pagina di origine

Le note a piè di pagina del portaleArchivio

 

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Mappa del portale

Libro dei Visitatori

 

 

La prima di copertina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Libro addio!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con l'avvento della comunicazione digitale assistiamo ad una delle più radicali trasformazioni del mondo legata alla "trasmissione del sapere", come se tutti noi fossimo interconnessi in un'unica, gigantesca tipografia nella quale chiunque può diventare in un attimo autore e tipografo, "disegnare" caratteri e pagine, "stampare" libri, riviste, giornali "virtuali"...

 

Naturalmente tutti capiscono come non basti il miglior pennello al mondo per dipingere come Giotto, il più avanzato scalpello giapponese di ultima generazione per scolpire come Michelangelo, la penna oro, platino e diamanti dei supercapitalisti del Terzo Millennio per scrivere come Shakespeare o uno dei più costosi pianoforti esistenti per comporre e suonare come Chopin, ma quando si parla di desktop publishing, cioè la pubblicazione di testi ed immagini con l'aiuto di un computer, incredibilmente molti sono portati a credere che sia lo strumento a fare l'artista: tutti scrittori, tutti creatori d'immagini e tutti  tipografi... direttamente dalla scrivania magica!

 

 

La verità è che con l’avvento del computer si chiude una pagina di storia e ne apre una nuova, ancora ai primi passisì, ma dalla inequivocabile caratteristica produttiva di una bulimica quantità inversamente proporzionale alla qualità del pubblicato.


Addio Johannes Gensfleisch zur Laden zum Gutenberg, addio Giambattista Bodoni, addio Virginia Woolf, addio Claude Garamond, addio Franco Maria Ricci, addio: addio storia, addio costume, addio talento, addio creatività, addio arte, addio cultura!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La storia del libro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Libro", dal Latino liber, è la pellicola tra il legno dell’albero e la corteccia, uno dei primi materiali usati come "pagina" per la scrittura, insieme ad osso, pietra, tessuti, poi dal Terzo Millennio aC il papiro degli Egizi, arrotolabile per trasporto o archiviazione, le tavolette di creta dei Mesopotamici, quelle di cera dei Romani, cancellabili e riscrivibili, dal II sec aC la "pergamena" di Pergamo, pelli di pecora, capra o vitello, la carta di riso dei Cinesi, mentre per la carta come la conosciamo oggi ci sarà ancora da aspettare gli Arabi.

 

Già dell’Antichità grandi Biblioteche raccolgono il documentato sapere umano, la più famosa ad Alessandria d’Egitto con circa 700.000 "volumi", "rotoli contenenti scrittura", dal Latino volumen, "rotolo", da volvere "ar-rotolare", poi tra il II e il IV sec aC si passa dal volumen al codex, in cui per la prima volta anche il retro è scrivibile, anche se scrivere scrivere su due pagine una accanto all'altra avverrà solo con l’avvento della stampa.

 

 

Sono monaci i primi editori di libri, nello scriptorium dei monasteri, dove copisti scrivono su pergamene con calamai e piume d’oca, poi con il codex arriva la tecnica della "miniatura" e dell'"illuminazione", con iniziali in rosso o piccole opere d'arte, quindi dal XII sec con le Università cresce la domanda di libri, fascicoli cuciti su bande di cuoio o nervi fissate ad assi di legno e rivestite in pelle, con caratteri mobili e torchio l'arte della stampa la stampa di Gutenberg arriva in Europa a metà XV sec (dalla Corea alla Cina e, attraverso gli Arabi di Spagna, in Europa), una vera e propria rivoluzione socio-culturale e psicologico-culturale, perché trasforma profondamente i metodi di apprendimento e di trasmissione del sapere.

 

In Italia sono i monasteri benedettini e cistercensi le sedi dei primi "incunaboli" (i primi libri stampati, quasi "bambini usciti dalla cuna", poi il primo, vero "editore", Aldo Manuzio, a Venezia, inventore del formato "tascabile", dopo la Controriforma, tra i numerosissimi Gianbattista Bodoni, i primi "giornali periodici" e con loro il concetto stesso di "opinione pubblica"...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il futuro del libro?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C'è chi ne preconizza da più di mezzo secolo la morte, ma non c'è né microfilm e-book che tenga, anche se questa società forzatamente sempre più dedita al "tempo libero", non legge di più, ma al contrario si lascia ammaliare dal television set, il cui schermo cresce di dimensioni quanto si svuota di contenuti rilevanti, dall'isteria dei videogiochi su un "palmare" o su un tablet, da un mondo in cui le risposte ai più superficiali trivia sono tutte a portata di touch...

 

Comunque: nel tempo in cui il libro era ancora stampato su carta, aveva una "copertina", addirittura una "prima di copertina", front cover page, la prima pagina assoluta, e una "quarta di copertina", back cover page, l'ultima pagina assoluta, entrambi visibili dall'esterno, come anche il "dorso" o "costola, sulla rilegatura dei fogli, per identificarlo quando riposto in uno scaffale.

 


All'interno poi la
"seconda di copertina", inside front cover page, la pagina interna della prima di copertina, così come la "terza di copertina", inside back cover page, il corrispondente interno della "quarta di copertina", e c'era il "frontespizio", una delle prime pagine, a riprendere le informazioni della copertina: nelle riviste erano queste le migliori posizioni per qualsiasi tipo di pubblicità.

Ma questo avveniva in
un tempo assai lontano, in cui si dice che addirittura ci fosse ancora qualcuno che il Natale lo celebrava per "motivi religiosi", sembra a ricordo della nascita di un certo Gesù Bambino - quindi, tutto un altro mondo!