Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vai al sito Cultura e società

 

 

 

Cerca una parola nel portale | Ricerca avanzata | Indice di tutte le parole | Mappatura del portale | Gli ultimi aggiornamenti

 

 

 

 

 

 

La Tuscia Romana

I musei del territorio

Il Museo Territoriale del Lavoro e dell'Industria della Tuscia Romana

Il materiale originale in questa pagina è © Luciano Russo e Massimo Perugini: la Redazione ringrazia gli autori per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Passo dopo passo - Il "Piccolo Museo"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per Aspera

La casta politico-amministrativa

 

Per Aspera

La casta politico-amministrativa

Non siamo eterni

Il Piccolo Museo del Lavoro della Terra, delle Arti e Mestieri e dell'Industria

Un bene culturale

La definizione ufficiale di "beni culturali"

I "beni"

La "cultura"

La cultura cosiddetta "alta"

Cultura, storia e futuro

Il nostro presente

La "cultura" come paesaggio o ambiente naturale umanizzato

 

La "Via delle Acque"

L'acquedotto industriale del Ducato di Bracciano

Attività produttive a Bracciano nel XVIII secolo

Progetti

 

Pagina di origine

Verso un museo del lavoro e dell'industria

Il museo virtuale

Il museo diffuso

Il Piccolo Museo del Lavoro e dell'Industria - Proposta grafica

"Tenutelle Vendonsi"

Giuseppe Rossi - Pioniere, aviatore, imprenditore

 

Massimo Perugini Una presentazione

Luciano Russo – Una presentazione

 

Prima pagina del sito

Mappa del sito

 

Prima pagina del portale  

Mappa del portale

Libro dei Visitatori

 

Per Aspera 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La casta politico-amministrativa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La gestione della res publica, notoriamente da oltre mezzo secolo in accelerante decadenza, nel macro come nel micro mostra ormai senza pudori il suo avanzato stato di putrefazione.

 

 

Ignoranza, miopia ed opportunismo: di analisi della nostra evoluzione - o involuzione - culturale non si vede l'ombra, di lungimiranza nella pianificazione con verifiche che garantiscano il raggiungimento di obiettivi eccellenti - se mai esistiti - neppure a parlarne, di sinergia delle azioni pubblico-private in spirito di servizio per la crescita sociale, culturale ed economica dell'intera comunità scordiamocene pure...

 

Stradominano al contrario immediati ed insaziabili appetiti di potere, interessi economici superficiali, di breve termine e maldestramente camuffati con continue ed eccessive dosi di retorica necrocosmetica, interessi ridotti ad "affari", interessi "di gruppo" sì ma dei soliti pochi e dei loro affiliati, insane "fazioni" che, come cani rabbiosi, si contendono l'osso: per usare un eufemismo, regna insomma una radicata incompetenza politico-gestionale.

 

 

La "vocazione culturale-turistica del territorio" è stata ribadita da tutti e alla nausea a partire dagli anni Sessanta: l'originario Piano di Sviluppo del Litorale (e relativo entroterra) a Nord e a Sud di Roma, per quanto concerne la Tuscia Romana per decenni dimenticato o taciuto da generazioni di politici, è stato rimasticato in una lunga serie di progetti illustrati con elettoralmente opportune scadenze in convegni di esperti e conferenze dagli ospiti illustri, costati già un sacco di soldi senza essere neppure mai realizzati...

 

Ci si sarebbe aspettati che le risorse venissero indirizzate con priorità ad una migliore gestione della memoria collettiva, del paesaggio e delle eccellenze, dando vita a rilevanti progetti - infrastrutture, servizi ed allestimenti - al fine di stimolare la rispettosa e prolungata frequentazione dei luoghi, anche grazie ad una cultura dell'accoglienza basata su ri-educazione degli abitanti, formazione delle necessarie professionalità e cura premurosa e costante dei luoghi.

 

 

In altre parole la creazione di un sistema museale ambientale-storico diffuso - l'insieme della natura e dell'opera umanizzante - con itinerari di lettura e godimento del territorio, lavorando in parallelo per la restituzione al paesaggio dei "beni culturali" naturali sviliti o depredati e ai luoghi di memoria dei "beni culturali" storici da essi trafugati o trasferiti altrove.

 

Inutile - o forse no - sottolineare come inoltre tale sistematica opera di "recupero culturale" a salvaguardia e valorizzazione dei "beni culturali" locali e territoriali avrebbe dovuto avere come ovvi e dichiarati primi beneficiari i titolari cittadini residenti: questo "patrimonio" gli appartiene, anche se gestito - in delega - da Stato, Regione, Provincia, Comune, Enti, Agenzie o chi altri!

 

 

Al contrario la cosiddetta "offerta culturale-turistica" viene ancora spesso e volentieri ridotta a simboliche ripulite estemporanee, nel contesto assolutamente bizzarre, ma regolarmente solennizzate con autoglorificanti "inaugurazioni" a segnare il pomposo inizio mediatico dell'ennesimo nulla di fatto, e degradata a spettacoli, feste, sagre e mercatini degni del più classico panem et circenses romano e secondo i modelli più tipici del turismo "mordi e fuggi", per cercare di mantenere distrattamente appagati i cittadini durante lo stadio vegetativo fra due consultazioni alle urne e statisticamente alti i numeri dei visitatori, a costo di riempici di "fagottari" a disastroso discapito dei - rari nantes - turisti sul serio, cioè "paganti".

 

Il fatto è che se non siamo più neppure coscienti dell'autentico patrimonio "culturale" del nostro territorio, come faremo ad apprezzarlo, tutelarlo, valorizzarlo e fruirlo appieno noi per poi imparare a farlo conoscere adeguatamente e saperlo offrire al godimento altrui?