Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

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La Tuscia Romana

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Il Piccolo Museo del Lavoro di Bracciano, Roma

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Il lavoro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il lavoro come sforzo e sofferenza

 

Il lavoro come condanna e maledizione

Il lavoro come sforzo e sofferenza

Il lavoro come sopruso e sfruttamento

La schiavitù

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Il lavoro come sforzo e sofferenza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La parola "lavoro" - dal latino labor - ha il significato primario di "fatica".

 

Ancora oggi dialetti italiani come il Napoletano utilizzano "fatica" e "faticare" per lavoro e lavorare, come in "andare a faticare" per "andare a lavorare", o come il Siciliano ed il Piemontese che usano "travagghio" e "travagghiare" rispettivamente "travaj" e "travajè", tutti dal Francese travailler (in Francese antico "soffrire"), lo spagnolo trabajar, il portoghese trabalhar e il catalano treballar, da cui anche l'italiano "travaglio" genericamente come "pena" e in particolare come "dolore" del parto.

 

 

Il lavoro - soprattutto quello manuale - è stato a lungo considerato nelle civiltà Mediterranee e non solo una condanna a vita legata al proprio stato sociale, riservato o a schiavi e prigionieri o strati comunque medio-bassi dell'ordine sociale.

 

Nel mondo antico, quello greco-romano ad esempio, lavoro manuale e lavori pesanti erano riservati agli schiavi, ai prigionieri di guerra, ai condannati per colpe gravi: una delle precondizioni per l’espansione militare e commerciale di Roma è anche quella di poter contare su molti schiavi e prigionieri per la realizzazione delle loro grandi opere in ogni parte del mondo allora conosciuto - il “Civis Romanus” non si abbassava a fare il lavoro dello schiavo.
 


Anche la cosiddetta
"cultura del lavoro manuale" introdotta dal Cristianesimo in Europa, fatta eccezione per la parentesi del Monachesimo e dell'"Ora et Labora", nulla di fatto ha contribuito al reale sviluppo economico delle popolazioni, ma piuttosto al quasi esclusivamente allo sproporzionato arricchimento della Chiesa e della sua Gerarchia.

Ancora oggi il
sistema delle Caste in India, pur abolito formalmente dalla Costituzione nel 1948, vige ancora di fatto nella vita quotidiana, soprattutto delle campagne, fondato proprio sulla divisione dei lavori fra i gruppi sociali, ciascuno con i suoi diritti ed i suoi doveri: anche qui, il "bramino" non farà mai i lavori del "paria"...