Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

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Il lavoro – Approfondimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le Arti e i Mestieri

Quando le parole perdono il loro significato (continua)

I Mestieri

 

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Le Arti e i Mestieri (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando le parole perdono il loro significato (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I Mestieri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La stessa cosa vale per la parola "mestiere" - dal Latino ministerium, ufficio, compito, servigio, servizio, come ancora chiaro in "som-ministrare" o servire, fornire, dare, "am-ministrare" o gestire in nome e per conto di qualcuno - e minister significa semplicemente "ministro" nel senso di servo, significato che di fatto ancora conserva nella moderna parola "ministro".

 

Nell'organizzazione dello Stato il Ministro dell'Economia, ad esempio, non è altri che colui cui nella società è delegato il compito di gestire la nostra ricchezza comune in atto di servizio ai cittadini, come in ambito religioso il sacerdote è "ministro" nel senso di essere servitore di Dio ma anche al servizio dei fedeli.

 

 

Ministerium è quindi originariamente l'esercizio di un'arte meccanica, un lavoro manuale retribuito.

 

Da notare come l'"Arte manuale" si eserciti per guadagno e, proprio perché esclusivamente a scopo di lucro, sia anche denominata "Arte nobile".

 

 

Minister viene usato nel Medioevo in "menestrello", il piccolo ministro o servo che alla corte del feudatario intrattiene il signore ed i suoi ospiti in qualità di trovatore o giullare.  

 

Ministro viene anche a significare soddisfazione di un "bisogno", necessità.

 

 

Il servo dipende sì dal padrone, ma la dipendenza è reciproca, in quanto anche il padrone ha bisogno del servo e ne dipende.

 

In Francia l'antica espressione menestier è oggi sostituita dal moderno métier, ma rimane invariata in alcune regioni, come la Normandia, l'espressione "fare mestiere di qualcuno" nel senso di "aver bisogno dei servizi e delle competenze di qualcuno" - "Fa mestiere di un medico!", "C'è bisogno di un medico!".

 

 

 

 

 

 

Nella nostra lingua rimane l'accezione inversa in "mestierante", con il significato di "far finta di", pretendere di saper esercitare un mestiere, di possederne cioè le conoscenze, competenze ed abilità necessarie che però palesemente non si hanno, quindi essere un "azzeccagarbugli", un mistificatore, essere incompetente per quello che si fa.

 

Il Portoghese invece ci mostra ancor più chiaramente la trasformazione del vocabolo dal latino ministerium  prima in ministiere, poi mistière ed infine in "mi-ster".

 

 

La stessa parola la ritroviamo in Inglese, dalla trasformazione di ma-gister o maestro in ma-ster o signore, con la differenza che la prima deriva dalla radice di mi-nus o più piccolo e la seconda dalla radice di ma-gis o grande e ma-jor o più grande, il maggiore.

 

Come il mi-nistro è il servo che esercita un mi-nistero, un mestiere, il secondo è un ma-estro o ma-stro, o "Capo di Arti", cioè l'esperto o dotto in una scienza, in un arte, in un mestiere, significato che che rimane oggi integro in espressioni come "maestro di cerimonie", ma anche in titoli come "Gran Maestro" nel contesto di Ordini cavallereschi o massonici.