Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

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Le Arti e i Mestieri

Quando le parole perdono il loro significato (continua)

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Quando le parole perdono il loro significato (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le Arti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'"artifex" è originariamente l'uomo creativo - parola latina composta da ars, "arte" nel senso di lavoro come "professione" o "mestiere", e facere fare, che sta per "artista", "attore", "artigiano", una persona cioè in possesso di particolari abilità, oggi diremmo un "esperto", "artefice", "creatore" - e "artificium" è la sua produzione, il risultato del suo lavoro, l'"artefatto", la cosa fatta "ad arte" nel significato di risultato di una "lavorazione" o opera eseguita con adeguata necessaria abilità ("artificio" nell'accezione di mera parvenza di una realtà o "trucco" comincia ad essere usato solo dal 1600 e si riferisce alle illusioni sceniche create in ambito teatrale, ma è ormai il più usuale nel linguaggio moderno).

 


L'
"arte" - in Greco
τέχνη o tèchne - esprime in quella cultura un concetto strettamente collegato alla  poïésis ovvero alla "produzione" o "creazione" (dal verbo ποιέω, poièo produrre creare, da cui deriva anche *"poesia"!), processo in cui teoria e pratica sono sinergiche e l'ispirazione e la maestria di colui che crea e produce viene sia dalla sua conoscenza e sensibilità che dalla sua intuizione ed esperienza.

 

La parola greca per arte si sviluppa infatti dalla antichissima radice indoeuropea te-k, che significa "tessere" o "intrecciare i fili sul telaio per realizzare una stoffa", dalla quale, attraverso il Latino, si formano le nostre parole italiane "te-la" ma anche "te-sto", quest'ultima traducibile con "pensieri o parole tessuti", ancora in uso nelle espressioni "tessere le lodi di qualcuno", "tessere un discorso", cioè "comporre con arte e in modo ordinato come in un tessuto, .
 


Il Latino sostituisce la parola
tèchne con "ars" - da artus "braccio", "articolazione" e arma "strumenti" di lavoro, di difesa, di guerra - mantenendola comunque nell'aggettivo technicus, nel senso di "maestro" di un’arte,  cioè "specializzato in una professione".

 

Nel successivo sviluppo del linguaggio l'"artigiano" - sempre dal latino artes arti - va a significare chi eserciti un'arte "meccanica" di basso livello (le "arti meccaniche" per i Romani indicano quei "lavori manuali" che richiedono grande abilità), diversificato dall'"artefice", quale addetto a lavori pur manuali ma che richiedono l'apprendimento e l'acquisizione di speciali abilità (il termine può essere usato anche in senso metaforico, come ad esempio in "artefice del proprio destino" o "artefice della propria infelicità"), e ancor più distinto dall'"artista", colui cioè che operi professionalmente nell'ambito di professioni altamente estetiche o cosiddette "belle arti", cioè la pittura, la scultura, la musica e il teatro.

 

 

 

 

 

 

La parola "tecnica" torna in uso solo con l'Illuminismo, ma già dal primo '600 in Inghilterra sotto forma dell'aggettivo tecnical, poi nel '700 in Francia con il sostantivo tecnique, finché a partire dal 1751 e per oltre due decenni non viene pubblicata l'opera illuminista per eccellenza, la fantastica"Encyclopédie", con il sottotitolo "Dictionnaire Raisonné des Sciences, des Arts e des Métiers", dove "arts" sta proprio per "tecniche", cioè "Enciclopedia o Dizionario ragionato delle Scienze, delle Arti e dei Mestieri", intentendo "Raccolta delle conoscenze umane o Dizionario illustrato delle Scienze, delle Tecniche e delle Professioni": anche in Italia il vocabolo viene reintrodotto come aggettivo - "tecnico" - a metà '700, ma come sostantivo - "tecnica" - soltanto alla fine dell' '800.


Curiosamente in
Cina l’ideogramma usato per indicare la parola "tecnica" è il simbolo del "crocevia", che significa sia "arte" che "processo".

 

 

 

La pagina dell'Encyclopédie con lo schema del "Sistema Figurato del Sapere Umano", una struttura che organizza le conoscenze dell'uomo in tre macroaree: la Memoria fatta di Storia, la Ragione che si dedica all Filosofia e l'Immaginazione capace di creare la Poesia*.