Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La Tuscia Romana

I musei del territorio

Il materiale originale in questa pagina è © Luciano Russo e Bruno Panunzi: la Redazione ringrazia gli autori per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Museo Territoriale del Lavoro e dell'Industria della Tuscia Romana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"LABORIS ET HONESTATIS FRVCTVS™" (continua)

"L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro." (continua)

Lavoro e "non-lavoro"

L'unica, vera, grande rivoluzione italiana

 

"LABORIS ET HONESTATIS FRVCTVS™"

"L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro."

Lavoro e "non-lavoro"

L'unica, vera, grande rivoluzione italiana

A tutto c'è una soluzione

Il lavoro come creazione di "valore aggiunto"

Il "Museo Territoriale del Lavoro e dell'Industria della Tuscia Romana"

La gente vive finché se ne conserva la memoria!

Cosa è un “museo del lavoro e dell’industria”

Perché un “museo del lavoro e dell’industria”

Su cosa impostare un “museo del lavoro e dell’industria”

Come sviluppare un “museo del lavoro e dell’industria”

Struttura e gestione delle attività e del patrimonio museale

"Nuovi musei"

 

La "Via delle Acque"

L'acquedotto industriale del Ducato di Bracciano

Attività produttive a Bracciano nel XVIII secolo

Progetti

 

Il territorio

Verso un museo del lavoro e dell'industria

Il museo virtuale

Il museo diffuso

Passo dopo passo - Il "Piccolo Museo"

Il Piccolo Museo del Lavoro e dell'Industria - Proposta grafica

"Tenutelle Vendonsi"

Giuseppe Rossi - Pioniere, aviatore, imprenditore

 

Bruno Panunzi Una presentazione

Luciano Russo – Una presentazione

 

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Libro dei Visitatori

 

"LABORIS ET HONESTATIS FRVCTVS™" (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro." (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lavoro e "non-lavoro"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In economia classica e nelle micro-economie il "Lavoro" è uno dei tre fattori base di una qualsivoglia produzione, insieme a Natura e Capitale: la macro-economia invece lo sostituisce con il concetto di "risorsa umana", "sfruttabile" alla pari della risorsa "naturale" e quella "economica".

 

 

Fino a poco tempo fa il lavoro era, infatti, una delle misure più importanti delle attività umane, vuoi quello cosiddetto "intellettuale", in cui prevaleva la capacità della mente, vuoi quello "fisico", del resto del corpo: l'artigiano era simbolo di pensiero e mano in perfetta sinergia!

 

Poi, poco prima della grande rivoluzione economico-culturale del "non-lavoro", "lavoratori" erano diventati il contadino e l'operaio, il primo un primitivo inconsapevole, incurante ed incapace di tuffarsi misteri profondi dell'esistenza, l'altro una specie di robot, nato per timbrare un cartellino,  spingere un bottone o tirare una leva, secondo istruzioni e all'infinito, senza necessità di un pensiero autonomo, programmato da menti superiori...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'unica, vera, grande rivoluzione italiana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E, finalmente, il salto di qualità nell'evoluzione sociale del nostro paese: la definitiva ed assoluta liberazione dalla schiavitù del lavoro!

 

 

Non è più necessaria "intelligenza", la capacità di distinguere, quello che occorre è "furbizia", l'abile arte dell'evitare, del far credere, il trionfo dell'apparenza: nello specifico il "far finta di lavorare", cioè di produrre, facendo lavorare il più possibile "gli altri" e ricavandone comunque il meglio.

 

In altre parole, "impadronirsi dei risultati della produttività altrui": classica la patata, la lunga serie di anelli parassitari che ce la porta in tavola, poco o senza nulla aggiungere al valore del prodotto iniziale del contadino.

 

 

Solo che un tale sistema funziona fin tanto che la maggior parte produce e pochi se ne approfittano, ma quando tutti si fanno furbi e non vogliono essere "più stupidi degli altri", l'ingegnoso macchinario collassa, dato che la produttività dei sempre meno non basta a sostenere il parassitismo dei sempre più.

 

Per nulla scoraggiati da una tendenza autodistruttiva, si va tutti insieme a chiedere un prestito, a fare un debito da chi produce veramente o, ancora peggio, da chi parassita su chi non produce, prestando di quello che non c'è...