Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Croazia e dintorni

Hrvatska Istra i Dalmacija / Istria e la Dalmazia

Trogir – La Τραγούριον, Tragurion, greca, la Tragurium romana, la gloriosa Traù della Serenissima

Gran parte della documentazione storica in questa pagina è tratta da pubblicazioni a cura del Museo Civico di Trogir, Contea Spalato-Dalmazia, nonché delle Università e di Istituti Superiori di Arte e di Ricerca rispettivamente di Zagabria e Spalato, Croazia, ed è © dei rispettivi autori ed editori

Il materiale è redatto ed editato nella sua interezza da Luciano Russo, di cui sono © i testi originali e la documentazione fotografica dello stato attuale dei luoghi, quest'ultima con il contributo di Marija Puović

La Redazione ringrazia autori ed editori per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

La musica di sottofondo è "La storia siamo noi" di Francesco De Gregori, dall'album "Il Bandito e il Campione", 1993

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Parco Garagnin-Fanfogna 

La Traù che non ti aspetti, quella ancora lì in attesa del bacio del risveglio...

(Dichiarazione d'amore a Trogir – che piaccia o meno anche la "mia" città

in cui si sta tutti così stretti stretti, da non poter esistere altro che "noi")

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un Hortus Conclusus di lavoro e piacere in stile neoclassico nel cuore di Trogir

 

Un Hortus Conclusus in stile neoclassico nel cuore di Trogir

L'importanza del Parco

Una dovuta e necessaria prima contuestalizzazione

La documentazione storica

Quel che resta oggi del Parco Agricolo-Botanico-Culturale Garagnin-Fanfogna

Trogir è tutta la sua storia - niente e nessuno escluso

Ringraziamenti e riconoscimenti

Nota della Redazione

 

Traù - non proprio una delle città adriatiche "Ti co nu - nu co Ti!", "Ti s nami, a mi s Tobom"...

 

La più antica farmacia d'Europa - ininterrottamente attiva dalla riforma di Federico II del 1200 ad oggi

Il nuovo ponte sulla Baia di Split/Spalato fra terra ferma e Isola di Čiovo/Bua

CROATIA Relax - Houses by the sea in Istria and Dalmatia

 

Luciano Russo – Una presentazione

 

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Un Hortus Conclusus di lavoro e piacere in stile neoclassico nel cuore di Trogir

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli odierni "Giardini Garagnin-Fanfogna" a Traù/Trogir, appena 30 km ad Ovest di Spalato/Split, in Dalmazia, sono quel che resta del Parco Agricolo-Botanico-Culturale della nobile famiglia dei Garagnin, poi Garagnin-Fanfogna, lì installato tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo su iniziativa dei fratelli Gianluca o Ivan Luka e Giandomenico o Ivan Dominik Garagnin, il primo giardino botanico della Croazia.

 

Per ereditati motivi di fondo sospettatamente soprattutto politico-ideologico-propagandistici di vecchi sia stampo che data, anche se oggi nello sporadico dibattito culturale-mediatico non più esplicitamente citati, lasciato da quasi un secolo e tuttora ripetutamente vandalizzato ed ostentatamente abbandonato, condannato a pubblica gogna senza propria colpa, esclusivamente come disgraziato "simbolo", per una - sembrerebbe - imperdonabile ed indelebile "colpa di appartenenza", nonostante il suo grande significato storico-economico-culturale e la sua pur riconosciuta importanza quale uno dei tasselli chiave, in tempi poi non così lontani, di quel "patrimonio", non di un singolo, non di una famiglia - questa tanto prima potente, servilmente riverita e temuta, ma anche "sfruttata", quanto poi demonizzata, odiata ed oltraggiata, dimentichi della sua storia allo stesso tempo altamente contributiva al progresso, l'emancipazione ed il benessere socio-economico locale - non solo della civitas e della comunità traurine, ma della regione intera e oltre.

 

 

Per quest'Hortus Conclusus, un giardino, un orto ed una serra sperimentali in stile neoclassico destinati col tempo ad ampliarsi notevolmente, quasi quadruplicando la propria superficie, la famiglia Garagnin, in seguito appunto titolata Garagnin-Fanfogna attraverso matrimonio, sceglie Travarica, un appezzamento iniziale di un solo lotto sulla terraferma, proprio di fronte allo stretto ponte che da accesso all'isolotto della Cittadina, ad appena un centinaio di metri di fronte alla propria residenza privata, un "palazzo" - o piuttosto un articolato gruppo di edifici - oggi sede del Museo Civico, nello sperone Nord della veneziana Traù, in un angolo strategicamente "di potere" della città storica e il cui aggregato urbanistico è in pratica all'epoca una piccola "roccaforte" interamente di proprietà, con ingresso carrozze faccia a faccia in asse con la Nuova Porta di Terraferma ad estendersi ad Est fino all'ubicazione della originaria Porta Cittadina, Stara Kopnena Vrata, di rimpetto alla costa.

 

Oggetto tra l'altro di interesesse, attenzione e tutela anche internazionale, come tale, conclamata eredità di importanza storico-economico-culturale quale appunto è, il Parco meriterebbe senza dubbio alcuno un totale ed immediato restauro di qualità e la dignitosa, anche se vergognosamente tarda, reintegrazione urbanistica e sociale che a pieno titolo gli spetta nell'immagine identitaria, nel racconto e nel tessuto cittadini.  

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Parco verrà infatti già all'epoca apprezzato per la riuscita ed inedita simbiosi di estetica e praticità, vale a dire la sua grande varietà di specie botaniche, le sue colture agricole di utilità altamente produttive alternate ad alberi anche rari e piante arbustive molte esotiche e decorative, e la sua atmosfera altamente culturale, raffinata e quasi magica, realizzata attraverso le opere architettoniche edificatevi, tra l'altro una "Barchessa", una Casa del Giardiniere, una Orangerie, un cosiddetto "Casinetto delle Delizie" e un Tempietto, ed i reperti archeologici installativi, tra cui colonne, sarcofagi, statue, altaretti votivi ed uno splendido lapidarium, tutti di epoca romana e provenienti dagli allora recenti primi scavi della vicina Salona, ad impreziosirne elegantemente gli spazi e gli ambienti.

 

Un'opera dalla doppia finalità, aspetto questo ancora più evidenziato dalla presenza di un duplice accesso primario, quello di "rappresentanza", attraverso un cancello monumentale, affiancato da uno di utilità, un portale di "economia" attraverso magazzini e stalle, tanto che durante i lavori verrà addirittura coniato un nuovo concetto e termine stilistico, il ferme ornèe, la "fattoria impreziosita", a fondere il modellamento ornamentale del paessaggio alle colture agricole.

 

 

L'installazione - il primo e più noto di tutta una serie di altri progetti di eccellenza promossi su iniziativa della famiglia Garagnin durante il periodo neoclassico, questo di Travarica un prototipo in miniatura di quello di Divulje - risulterà infatti un riuscitissimo connubio fra scienza, arte e utilità.

 

Tale impostazione fortemente voluta dal suo ideatore, il Conte Giovanni Luca Garagnin, una delle più interessanti figure appartenenti alla cosiddetta "Fisiocrazia" dalmata a cavallo fra Settecento e Ottocento, come i famosi medici ed agronomi della Famiglia Pinelli di Zara, con cui i Garagnin hanno documentati contatti e collaborazioni di sperimentazione agricola, sempre finalizzata a scopi dichiaratamente ed ambiziosamente imprenditoriali per un rilancio del sistema produttivo rurale-agricolo dalmata dopo il prolungato salasso veneziano dell'economia dell'area per contribuire a finanziare le prolungate guerre turche.