Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La difesa dell'ambiente

Alcuni dei dati e/o immagini in questa pagina sono © Ministero dell'Ambiente, FederParchi, I.S.P.R.A., Greenpeace e Legambiente, altri © dei rispettivi autori o aventi diritto,  il video è © RAI - Radiotelevisione Italiana, materiale editato e redatto da Luciano Russo: la Redazione ringrazia quanti ne hanno autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mare Nostrum: addio o a rivederci? La Foca Monaca rifà capolino in Italia...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mare "nostro" - ma per quanto ancora? (continua)

I nostri mari sono in profonda crisi (continua)

La rivalorizzazione della pesca artigianale

 

Mare "nostro" - ma per quanto ancora?

I nostri mari sono in profonda crisi 

La rivalorizzazione della pesca artigianale

Dall'UE primo accordo sulla Politica Comune della Pesca

C'era una volta il Mediterraneo

Meravigliosa creatura

Bentornata!

È ufficiale: la Foca Monaca è di nuovo in Italia

 

Già 12 milioni di anni fa in Sardegna

Da qui ai Caraibi e alle Hawaii

"Il simbolo del Mediterraneo: la Foca Monaca, un'amica da salvaguardare" 

"Biodiversità a Rischio 2013"

"Lista Rossa della Flora Italiana 2013"

"Lista Rossa dei Vertebrati Italiani 2013"

 

Il surriscaldamento del pianeta e l'"effetto serra"

 

Giulia Mo Una presentazione

Luciano Russo – Una presentazione

 

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Mare "nostro" - ma per quanto ancora? (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I nostri mari sono in profonda crisi (continua)

 

 

 

 

La rivalorizzazione della pesca artigianale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La piccola pesca è "sostenibile" in quanto locale e costiera, utilizza imbarcazioni di piccole dimensioni e, di conseguenza, attrezzature a basso impatto ambientale, riducendo così al minimo gli scarti, nel sacro rispetto dei limiti naturali di rigenerazione del mare, secondo autoregolanti costumi e tradizioni, frutto di conoscenze acquisite da generazioni di pescatori del luogo nei secoli se non nei milleni, parte integrante di quel patrimonio culturale di queste popolazioni nel loro evoluto patto di sopravvivenza e convivenza con il proprio ambiente naturale.

 

 

 

Attivisti di Greenpeace, lasciata l'imbarcazione madre a bordo di un gommone veloce, abbordano uno dei pescherecci pirata e, prima ancora che l'equipaggio possa reagire, lo marchiano con il simbolo di resti scheletrici di una lisca di pesce e la laconica scritta "Plunder!", cioè "Saccheggio!".

 

 

Al contrario le grandi flotte, vere "armade" internazionali di super-pescherecci, una volta depredato ed assassinato un mare, lo abbandonano al suo destino per riversare la loro insaziabile voracità in altri mari ancora da distruggere: eppure alla pesca artigianale o cosiddetta "piccola pesca" viene ancora oggi penalizzata in Europa, dove gli si riserva appena il venti per cento delle quote di pesca, mentre il restante ottanta per cento va alle sproporzionate e distruttive flotte industriali.

 

 

 

 

 

 

 

 

(Abbi pazienza ed aspetta il caricamento del video:

dipende anche dalla qualità della tua connessione...)

 

 

Scatta l'allarme e dal rimorchiatore d'alto mare "Arctic Sunrise" il pilota di bordo, lo svedese Vladimir Stolica della HeliHolland di Amsterdam, si prepara a trasportare attivisti di Greenpeace e ricercatori sulle coordinate dove sono stati avvistati  pescherecci industriali in piena attività di pesca o eccessiva o addirittura di frodo, vera "pirateria ittica", nelle acque tra la Mauritania e Cape Verde, una delle zone ancora oggi preferite dalla Foca Monaca: è la campagna di Greenpeace del 2012 contro lo sterminio del pesce nelle acque atlantiche del Continente Africano - le imbarcazioni vengono identificate e le loro attività riprese, fotografate e documentate per prossime denunce sui media internazionali e possibili azioni formali contro questa irresponsabile illegalità.