Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il territorio della Tuscia Romana

La difesa dell'ambiente e del paesaggio

Il materiale originale in questa pagina è © Luca Bellincioni, redatto da Luciano Russo: la Redazione ringrazia l'autore per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

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"Aree di particolare pregio naturalistico e paesaggistico nel Lazio

ancora in attesa di tutela" di Luca Bellincioni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Introduzione

 

Introduzione

I Monti Ernici

Le Valli del Mignone e del Biedano e l'Agro Cerite-Tolfetano

I Monti Lepini e Ausoni

L'Arcipelago Ponziano

Il Terminillo e i Monti Reatini

I Monti Cimini

Le Gole del Melfa e il Massiccio del Cairo

I Monti Prenestini, Ruffi e Affilani

Il Monte Pizzuto, il Monte Tancia e la Valle del Farfa

La Maremma Viterbese

Il Lago di Bolsena e i Monti Volsini

La Valle dei Calanchi di Civita di Bagno Regio

La Valle Tiberina Laziale

Altri siti o aree di speciale interesse

 

Ipotesi per un Parco Nazionale dell’Etruria Laziale

Brevi riflessioni sull’urgenza di istituire un Parco Naturale dei Monti della Tolfa

Tra la Tolfa e la Maremma – Un territorio da salvare!

Ancora eolico sulla Maremma!

Il "nulla" che divora il paesaggio italiano

L’incubo dei capannoni incombe sul Bel Paese: ecco l’assalto dei veri "ecomostri"

"Insediamento sparso" e degrado del paesaggio rurale

Gli ecomostri della Tuscia

10 riflessioni contro l’eolico in Maremma

L'importanza dello "spazio" nell'era dell'Urbanesimo e la tutela del paesaggio tuscanese

Deficit di tutela e deficit di sviluppo nella Tuscia

Progetto per la valorizzazione turistica del paesaggio della Tuscia

 

Luca Bellincioni - Una presentazione

Luciano Russo – Una presentazione  

Ambiente e Paesaggio 2000

Patrimonio SOS - Una presentazione

 

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Introduzione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Lazio è caratterizzato da una stupefacente varietà di paesaggi, nonché da una straordinaria ricchezza di testimonianze artistiche e storiche e di espressioni culturali.

 

In tempi recenti, dalla fine degli anni Settanta, molte zone del nostro territorio sono state interessate da progetti di tutela ma soltanto alcune di esse hanno favorito effettivamente dell’istituzione di parchi o riserve naturali.

 

 

Ad ogni modo, si è venuto a formare un sistema di tutela ambientale che ha rappresentato un primo concreto passo in avanti al fine della salvaguardia dell’ambiente della regione.  

 

Se è vero che il sistema dei parchi nel Lazio è uno dei più importanti d’Italia in quanto al numero di aree protette effettivamente istituite, molto c’è ancora da fare, comunque, sul piano della qualità nella gestione delle stesse.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In molti casi, infatti, assistiamo al degrado di zone “formalmente protette”, come ad esempio, per citare il caso più eclatante, il Parco Regionale dei Castelli Romani, una sorta di “parco fantasma” che non è stato in grado di contrastare il degrado suburbano costituito dall’avanzata del cemento, dall’inquinamento, dalle discariche abusive e dalla proliferazione esponenziale di antenne e ripetitori.

 

Anche il restyling dei centri storici dovrebbe essere una priorità ed una peculiarità dei comuni inseriti nelle aree protette.

 

 

Recentemente è stato approvato il nuovo Piano Territoriale Paesistico Regionale, finalizzato alla salvaguardia delle aree di maggior pregio del Lazio e ad uno sviluppo urbanistico sostenibile: il piano, tuttavia, mostra grosse lacune soprattutto nell'individuazione delle zone su cui imporre più o meno vincoli, in particolare negli ambiti rurali, per cui paradossalmente alcuni dei comprensori più pregevoli sotto l'aspetto del paesaggio agrario rimangono privi di una tutela assoluta, con la possibilità di subire trasformazioni di tipo residenziale e produttivo, pur in qualche modo - si legge - "compatibili" con l'ambiente circostante (ma vorremmo capire come).

 

In questa sede, ci proponiamo di argomentare schematicamente sulla necessità di intervenire con misure di tutela ambientale in aree del territorio laziale di particolare pregio naturalistico e paesaggistico che ne sono ancora escluse, la maggior parte delle quali, peraltro, già inserita nell’elenco dei Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e delle Zone di Protezione Speciale (ZPS) redatto dall’Unione Europea.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggi è innanzitutto la crescita di Roma e della sua “area metropolitana” (che ormai già interessa decine di comuni limitrofi) a rappresentare la maggiore minaccia per una regione, quella laziale, che dal Dopoguerra ha subito profonde trasformazioni, spesso purtroppo assai negative, a causa di una gestione del territorio irrazionale e spesso speculativa da parte delle amministrazioni.

 

 

Tuttavia, rischi non meno gravi sono individuabili pure nella scarsissima “identità regionale” che, per svariate ragioni storiche, continua a contraddistinguere gli abitanti del Lazio.

 

Lacuna, questa, che costituisce nei fatti un limite fondamentale alla diffusione di quell’indispensabile “sensibilità comune” nei confronti di argomenti come la tutela dei beni artistici ed ambientali che invece è presente in altre realtà della Penisola (ad esempio la Toscana e l’Umbria) ove tale sentire è forte.

 

Oggi, infatti, il trinomio “tutela-valorizzazione-promozione” del territorio appare come l’unica carta vincente per il futuro dei piccoli centri in Italia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Del resto, l’ormai palese insostenibilità e l’imminente crisi di settori turistici “tradizionali” come quello balneare e quello sciistico (basati sullo sfruttamento cieco e indiscriminato di una materia prima assai limitata quale il territorio), e di contro la diffusione di un turismo non solo eno-gastronomico, ma anche escursionistico e culturale, spingono a tenere sempre più in conto le potenzialità di un nuovo tipo di turista attento, critico ed esigente che vede nell’integrità del paesaggio e nella qualità dell’ambiente uno dei maggiori stimoli al viaggio, alla visita e al soggiorno.

 

Un nuovo modo di essere turista che alla forma preferisce il contenuto, che cioè non concorre alla manomissione del territorio ma che al contrario prescrive il suo mantenimento razionale, contribuendo anzi alla sua stessa riproducibilità.

 

 

Il nostro fine è dunque quello di sensibilizzare il lettore nei confronti di un argomento, quello della tutela del territorio e della promozione del turismo sostenibile, che riteniamo di fondamentale importanza per il futuro della nostra splendida regione.