Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Verso un Museo Territoriale del Lavoro e dell'Industria della Tuscia Romana

Le tradizioni

I dialetti – Così parlavamo

Il dialetto di Bracciano, Roma

Il materiale originale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La lingua e il dialetto - Una introduzione a "Er Dizzionario Braccianese Onlaine" ovvero "Braccianese nun se smente!" o "Vocabolario del Dialetto Braccianese, arricchito con Detti Popolari, Proverbi, Usi, Costumi, Tradizioni, Curiosità e tanto altro su Bracciano e sulla 'Braccianesità' " di Giovanni Orsini Approfondimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La comunicazione interpersonale

Lingua e linguistica

 

La comunicazione interpersonale

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La comunicazione interpersonale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La comunicazione interpersonale si basa su una relazione di vicendevole influenza che avviene attraverso tre "linguaggi":

 

 

- quello verbale, attraverso l'uso delle parole
 

- quello non-verbale, cioè senza l'uso di parole, quanto piuttosto mimica facciale, sguardi, gesti e postura
 

- quello para-verbale, attraverso la modulazione della voce nella scansione dei suoni, il loro tono, volume  e ritmo, nelle lunghezza e nella frequenza delle pause di silenzio, nell'emettere altri suoni che le parole, come schiarirsi la gola e tossire, ovvero attraverso attività del tutto estranee alla comunicazione stessa, vale a dire scarabocchiare o giocherellare con un oggetto, guardare da un'altra parte o nel vuoto.
 

 

In effetti in qualsiasi comunicazione interpersonale il vero significato delle parole dette viene confermato, negato o modificato dalla coerenza o meno del linguaggio non-verbale che le accompagna, nonché dalla presenza o meno di attività paraverbali: chi riceve un messaggio ne decide la qualità sintonizzandosi su tutte e tre le lunghezze d'onda, chiedendosi innanzitutto dell'interlocutore "cosa voglia veramente dire" e "in che stato d'animo si trovi", per poi con queste chiavi d'interpretazione passare a decifrare le parole, non tanto fermandosi al loro significato letterale, quanto andandone ad identificare i significati nascosti.

 

 

A loro volta però le parole, per essere almeno intellegibili e quindi decriptabili, devono far parte di una "lingua", un sistema di comunicazione codificato attraverso un vocabolario, un sistema fonematico o di pronuncia, una grammatica, una sintassi ed una gamma di stili, in modo da poterne acquisire la nozione teorica e un'esperienza pragmatica insieme ad una ricchezza e precisione di espressione come pure una sensibilità di interpretazione: la versione scritta della lingua deve inoltre basarsi un sistema di "segni" comune.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lingua e linguistica  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La "lingua" è un innato potenziale degli umani (e non solo) di creare "linguaggi" e la "linguistica" la disciplina che ne studia le regole e l'uso.


Al mondo gli umani parlano oggi
quasi 7.000 lingue diverse, tra cui le più diffuse, nell'ordine, il Cinese Mandarino, l'Inglese, l'Hindi/Urdu, lo Spagnolo, il Russo, l'Arabo, il Bengali, il Portoghese, l'Indonesiano ed il Giapponese, mentre l'Italiano è solo al al 20º posto con circa 70 milioni di locutori.


Ciascuna lingua ha poi una sua
evoluzione storica nella propria area geografica e contesto sociale, o perché è la lingua storico-naturale del luogo, o perché vi è stata esportata ed imposta.

 


Come già accennato, gli umani non sono unici nell'uso di segnali convenzionali, ma mentre fra gli altri
animali avviene un mero scambio di informazioni, la comunicazione umana può raggiungere forme di "pensiero verbale", dimostrandosi quindi strumento molto più potente e raffinato di rappresentazione simbolica, il quale dà la capacità di trasmettere "concetti" e di organizzatore logicamente sia esperienza che pensiero, divenendo così non solo "strumento di comunicazione", ma essenziale parte integrante dell'"espressione culturale" di quanti la parlano, del loro modo cioè di vedere se stessi come esseri viventi e pensanti anche e soprattutto in relazione al proprio contesto sia naturale che sociale.

 


Infine, la
"linguistica" come scienza nasce solo molto recentemente, a inizi Novecento, con la prima fondamentale definizione distintiva di "significante"  e "significato", vale a dire la produzione verbale di segni o suoni a richiamare il significato correlato ad un concetto, oggetto, fenomeno, relazione o azione, condizionatamente alle strutture emotive e cognitive proprie di chi la interpreti, e l'asserzione che tutti i segni linguistici siano sono duplici (significato-significante), arbitrari e convenzionali, tipici e spesso unici della "comunità linguistica" che li genera.