Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Verso un Museo Territoriale del Lavoro e dell'Industria della Tuscia Romana

Le tradizioni

Gli abiti – Così vestivamo

Il materiale originale in questa pagina è © Maria Luigi Morea-Panico fotografato da © Maria Luigi Morea-Panico ed Elena Felluca: la Redazione ringrazia le autrici per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

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L'uncinetto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un punto dopo l'altro (continua)

L'uncinetto

 

Un punto dopo l'altro

Il "nålebinding"

La maglia

L'uncinetto

"Il Presepe all'uncinetto" di Maria Luigia Morea-Panico

Gloria nell'alto dei Cieli

I Re Magi in viaggio

I Pastori e le pecorelle

I Musicanti e gli strumenti

La Stalla con Giuseppe, il bue e l'asinello

La Sacra Famiglia, mamma Maria e il bambino Gesù

Gli Angeli in festa

"Il Presepe all'uncinetto" a Geo & Geo

 

"Il ricamo" di Rosanna Vettori

 

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Un punto dopo l'altro (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'uncinetto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'attrezzo dà il nome alla tecnica, una delle più facili, rapide e gratificanti, con un iniziale punto "catenella" e tutti gli altri eseguiti in un punto già esistente o un anello di filo o in un bordo di tessuto.

 

L'uncinetto è in pratica un bastoncino con all'estremità un piccolo uncino per prendere e guidare il filo, oggi di alluminio o acciaio coperti di plastica e schiacciato al centro per una migliore presa, ma originariamente in legno, osso o avorio, del tutto liscio, di variabile diametro da 0,55-0,6 millimetri, per filo di cotone estremamente fine, a 10 millimetri, per filati particolarmente corposi, tutti però di una lunghezza standard di circa 20 centimetri (soltanto per il cosiddetto punto "Tunisi" se ne può raggiunge la lunghezza di 30 centimetri).



Al pari della altre
tecniche manuali non da telaio, le origini della lavorazione all'uncinetto sono antichissime e presenti nelle culture di tutto il mondo.

 

Nell'Antichità la tecnica viene utilizzata per la produzione di tessuti estremamente fini e leggeri, quasi "aerei", delicati e femminili nella zona Medio-Orientale e Mediterranea, mentre in Africa e nell'Estremo Oriente si lavorano filati molto spessi con grossi uncini a produrre tessuti particolarmente pesanti e compattati: la tecnica verrà poi adottata dai Turchi e dagli Scozzesi per copricapi e mantelli.


In
Italia si sviluppa a partire dal XVI secolo una forma di uncinetto molto più delicata e altamente raffinata ad opera di religiose e destinata per lo più alla rifinitura di paramenti liturgici e addobbi sacri.


I filati da uncinetto possono essere di
cotone e seta per tessuti "a tela di ragno" di tipo "britannico-vittoriano" ovvero grossi per indumenti ed manufatti di uso domestico - in cotone, lana, ràfia, corda, lino, canapa o juta.

 

Per quanto riguarda poi le varianti di lavorazione ne esistono due, a uncinetto "semplice" e a uncinetto cosiddetto "a forcella", solitamente di acciaio dalla forma di grossa forcina da capelli.

 

La tecnica dell'uncinetto a forcella permette la realizzazione di merletti, passamanerie e frange per decorare sia vestiario che arredamenti.
 


Alcune delle più
comuni tecniche a uncinetto sono:

 

- la tecnica "a rete",

- quella friulana, con aggiuntive decorazioni a foglie e fiori in rilievo su rete squadrata,

- il cosiddetto "Pizzo all'Irlandese", con elaborati e morbidi rilievi su base "a catenella",

- l'uncinetto "tunisino", adatto per tessuti più grossi.

 


Come già accennato, il
punto base per eccellenza della lavorazione ad uncinetto è quello a catenella, costituito da un primo cappio annodato attraverso cui si fa passare ulteriormente il filo, in pratica un inizio "obbligato" di qualsivoglia lavoro, creando così appunto una lunga catenella di filo.

 

C'è poi il punto cosiddetto "alto" e quello "basso", tecniche in parte identiche di cui la seconda semplificata.