Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Verso un Museo Territoriale del Lavoro e dell'Industria della Tuscia Romana

Le tradizioni

Gli abiti – Così vestivamo

Il materiale originale in questa pagina è © Maria Luigi Morea-Panico fotografato da © Maria Luigi Morea-Panico ed Elena Felluca: la Redazione ringrazia le autrici per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

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L'uncinetto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un punto dopo l'altro (continua)

La maglia

 

Un punto dopo l'altro

Il "nålebinding"

La maglia

L'uncinetto

"Il Presepe all'uncinetto" di Maria Luigia Morea-Panico

Gloria nell'alto dei Cieli

I Re Magi in viaggio

I Pastori e le pecorelle

I Musicanti e gli strumenti

La Stalla con Giuseppe, il bue e l'asinello

La Sacra Famiglia, mamma Maria e il bambino Gesù

Gli Angeli in festa

"Il Presepe all'uncinetto" a Geo & Geo

 

"Il ricamo" di Rosanna Vettori

 

Maria Luigia Morea-Panico Una presentazione

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Un punto dopo l'altro (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La maglia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I primi reperti ad oggi conosciuti sono di Epoca Cristiana, ma la tecnica è quasi sicuramente di origine indo-europea, presentando una tecnica molto simile a quella con ferro circolare o con due ferri liberi, probabilmente però creata da un singolo ferro a punta uncinata - tipo l'uncinetto tunisino - per una lavorazione manuale più semplice ed antica del telaio mediterraneo.

 

Lavori a maglia altrettanto antichi vegono dal Perù e dall'Egitto, databili al IV-V secolo.

 


Incredibile come il lavoro a maglia si sia diffuso in
tutta Europa, vedi il caso eclatante dei maglioni cosiddetti "a punto irlandese" o "Aran", di fatto importati in quella cultura addirittura da Egiziani Cristiani Copti, già perseguitati nel loro Paese dagli Arabi, poi rifugiatisi proprio nei monasteri delle isole irlandesi.

 

A riprova delle loro lontane origini, tali manufatti riportano infatti una commistione di simboli tipicamente copti ed antichi egiziani poi fusi con motivi religiosi celtici cristiani e addirittura pre-cristiani.

 


Esiste tutta una
varietà di punti nel resto d'Europa, dalle coste mediterranee e via via nel Continente con simboli e colori influenzati spesso dagli elementi naturali locali.

 

Punti a rilievo e traforati, eseguiti con filo di lana dai poveri o poi di cotone d'Egitto per i benestanti e, da ultimo, di seta importata dall'Oriente per i più ricchi e potenti, cioè Papi e Re, qui addirittura preziosamente arricchiti con fili d'oro zecchino, tecnica quest'ultima che ragggiunge il suo apice con gli splendidi capolavori artistico-artigianali del XVI secolo.

 


Nell'
ambito militare fin da Epoca Romana fino a tutto il Medioevo e primo Rinascimento si fabbricano addirittura armature in similmaglia di robusto filo metallico, trafilato e congiunto ad anelli singoli intrecciati tra di loro e poi chiusi.

 

La "cotta di maglia" è un'armatura "a veste" di invenzione celtica del IV sec aC, poi copiata dalle truppe romane, eurasiatiche e nord-africane, esempio dell'abilità degli antichi armaioli continentali europei, a sostituire le prime corazze, sia quelle in cuoio bollito degli Egizi che le pesanti a pezzo unico in bronzo degli opliti greci.

 


La tecnica del
lavoro "in tondo" poi è tipica per la Penisola Italica, la Francia Meridionale, qui con una particolare lavorazione dei pastori locali "a cinque ferri", in molte Isole Britanniche.

 

Tipici infatti i punti delle Isole Guernsey e Shetland, poi in Gran Bretagna viene anche inventata la prima macchina per maglieria, come inglese è ancora prima la Corporazione degli Artigiani Magliai, con tanto di Statuto, apprendistato base di tre anni più tre di abilitazione nell'esercizio del mestiere, strettamente riservata agli uomini anche se moltissime sono le donne, contadine e casalinghe, che lavoravano professionalmente a maglia.
 


Fino al
XVII secolo si lavora ai ferri con colori vivaci, ma nel XVIII-XIX secolo tale cromia viene abbandonata per preferire la "moda del bianco", meno lana, più cotone e lino soprattutto per corredi da neonato, sciarpe leggerissime, magliette, berretti, cuffiette che diventano "tipiche", come nel caso del costume contadino francese.

 

In quest'epoca il lavoro a maglia passa dall'essere esclusivamente una professione a venir considerato anche un "hobby" o "passatempo di piacere" e nascono così le prime riviste di maglia, le prime collezioni fino ad un vero "boom" della maglia nel Novecento.

 


Oggi la
moda fai-da-te permette a principianti ed esperti - femmine quanto maschi! - di dedicarsi a lavori filati grossi e punti facili come punti più complessi tradizionali o reinventati e la maglia è più che mai di moda.