Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

La Tuscia Romana

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da qui le origini dello Stato della Chiesa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un vero e proprio Stato (continua)

E continua...

 

Caduta Roma, la penisola italiana si sgretola

Il cosiddetto "Patrimonio" o "Beni di San Pietro"

Prove generali di potere, ovvero niente succede per caso a all'improvviso

Le proprietà della Chiesa come "res pauperum Christi"

Rinasce la "respublica"

La Repubblica si consolida

La "Constitutio Romana"

L'inventata "Donazione di Costantino"

Un vero e proprio Stato

E continua...

 

Il territorio

 

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Un vero e proprio Stato (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E continua...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche se lo "Stato della Chiesa", "respublica" ma di fatto monarchia ufficialmente istituita nel 752, con a primo Capo di Stato il Papa Stefano II, e durata più di un millennio, si conclude nel 1870 con l'invasione dello Stato ad opera delle truppe del Regno d'Italia e la conseguente caduta dell'ultimo Regnante, Papa Pio IX, la Chiesa di Roma continua la sua azione, non come il più grande proprietario terriero d'Italia, ma sicuramente come uno dei poteri economico-politici più forti al mondo.

 

 

Le pretese "universalistiche" del Papato, avanzate già dall'anno Mille con l'introduzione del concetto di "poteri universali", cioè la volontà di agire come la guida politica, morale e spirituale dell'intera Cristianità, ritenendo ogni altro potere subordinato al proprio, le ragioni della raccolta di 27 assiomi o punti di partenza "ovvi" sui poteri arrogati al Papa nel "Dictatus Papae", poi registrato come se emanato da Papa Gregorio VII nel 1075, e le costruzioni pseudorazionali più pittoresche, come "La Teoria del Sole e della Luna", non sono mai state veramente abbandonate.

 

Adeguandosi intelligentemente ai tempi e nonostante gli sviluppi delle più avverse circostanze, rimane da sempre questa tendenza irrinunciabile della Chiesa Cattolica Romana al controllo sulla politica, allora "imperiale" oggi sotto altre forme, esercitata al di fuori della Chiesa e specialmente in Italia, anche ricorrendo all'uso di "armi" di suggestione di massa - religiose, morali o etiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

Sopra l'originale del "Dictatus Papae" in Latino e, sotto, la sua trascrizione tradotta in italiano.

 

Buona lettura!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Dictatus Papae"

 

Ovvero la raccolta assiomatica dei 27 diritti arrogati al Papa,

attribuita a Gregorio VII

 

 

"I

Che la Chiesa Romana è stata fondata da Dio e da Dio Solo.

 

II

Che il Pontefice Romano è l'unico che può essere giustamente chiamato "universale".

 

III

Che Lui solo può deporre o ripristinare i Vescovi.

 

IIII

Che in qualunque Concilio i suoi legati, anche se minori in grado, hanno autorità superiore a quella dei Vescovi, e possono emanare sentenza di deposizione contro di loro.

 

V

Che il Papa può deporre gli assenti.

 

VI

Fra le altre cose, non si possa rimanere nella stessa casa con coloro che Lui ha scomunicato.

 

VII

Che a lui solo è legittimo, secondo i bisogni del momento, fare nuove leggi, riunire nuove congregazioni, stabilire abbazie o canoniche e, dall'altra parte, dividere le diocesi ricche e unire quelle povere.

 

VIII

Che solo Lui può usare le insegne imperiali.

 

VIIII.

Che solo al Papa tutti i Principi devono baciare i piedi.

 

X

Che solo il Suo nome venga pronunciato nelle chiese.

 

XI

Che questo sia il solo Suo nome al mondo.

 

XII

Che a Lui è permesso di deporre gli Imperatori.

 

XIII

Che a lui è permesso di trasferire i vescovi secondo necessità.

 

XIIII

Che Lui ha il potere di ordinare un sacerdote di qualunque chiesa voglia.

 

XV

Che colui che Lui ha ordinato può dirigere un'altra chiesa, ma non può mantenere posizioni inferiori e che un tale non può ricevere gradi superiori da alcun altro Vescovo.

 

XVI

Che nessun Sinodo sia detto "Sinodo Generale" senza il Suo ordine.

 

XVII

Che nessun Capitolo e nessun libro sia considerato canonico senza la Sua Autorità.

 

XVIII

Che una sentenza da Lui emanata non possa  essere ritirata da alcuno e che soltanto lui, fra tutti, possa ritirarla.

 

XVIIII

Che Lui non possa essere giudicato da alcuno.

 

XX

Che nessuno osi condannare chi si appella alla Santa Sede.

 

XXI

Che a tale Sede vengano sottoposti i casi più importanti di ogni Chiesa.

 

XXII

Che la Chiesa Romana non ha mai errato; nè mai errerà per tutta l'eternità, secondo le Scritture.

 

XXIII

Che il Pontefice Romano, se è stato eletto canonicamente, è senza dubbio alcuno fatto santo dai meriti di San Pietro, secondo quanto detto da San Ennodio, vescovo di Pavia, e da molti Santi  Padri che lo hanno sostenuto.

 

Secondo quanto contenuto nei decreti di San Simmaco Papa.

 

XXIIII

Che, per Suo comando e col Suo consenso, sia legale per un subordinato di presentare accuse.

 

XXV

Che Lui possa deporre o ripristinare Vescovi senza convocare un Sinodo.

 

XXVI

Che chi non è in pace con la Chiesa Romana non sia considerato Cattolico.

 

XXVII

Che Lui possa liberare i sudditi dall'obbligo di obbedienza ad uomini malvagi.