Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

La Tuscia Romana

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da qui le origini dello Stato della Chiesa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La "Constitutio Romana"

 

Caduta Roma, la penisola italiana si sgretola

Il cosiddetto "Patrimonio" o "Beni di San Pietro"

Prove generali di potere, ovvero niente succede per caso a all'improvviso

Le proprietà della Chiesa come "res pauperum Christi"

Rinasce la "respublica"

La Repubblica si consolida

La "Constitutio Romana"

L'inventata "Donazione di Costantino"

Un vero e proprio Stato

E continua...

 

Il territorio

 

Luciano Russo – Una presentazione

 

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La "Constitutio Romana"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con gli accordi politici stretti con Pipino, la Chiesa di Roma si arroga, e ad oggi sembra irreversibilmente, un ruolo politico che la renderà meno credibile a livello spirituale.

 

Tali patti verranno infatti successivamente confermati da altri tre Imperatori - Ludovico il Pio, carolingio nell’817, Ottone I di Sassonia, nel 962, e Sant’Enrico II, sempre di Sassonia, nel 1020.

 

 

L’intervento di Pipino spinge i Re Longobardi Astolfo ed il suo successore Desiderio a "gareggiare" con i Franchi, rilanciando la propria posta attraverso ulteriori concessioni territoriali al Papa, tra cui la Città di Ravenna e la cosiddetta "Pentapoli", all'incirca corrispondente alla attuale Regione Marche, con le Città di Rimini, Pesaro, Fano, Senigallia e Ancona.

 

Anche qui si dice di voler effettuare una "restitutio" alla "respublica Romanorum" nella persona del Pontefice, che in realtà non ha mai vantato diritti "diretti" su questi territori, i quali dovrebbero semmai essere restituiti ai Bizantini, cui sono stati sottratti e da cui formalmente ancora dipendono...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il cosiddetto "Privilegium Ottonianum", scritto in oro, con cui l’Imperatore Ottone I, alla sua incoronazione nella Basilica di S. Pietro in Roma da parte di Giovanni XII il 2 febbraio 962, riconferma al Papa le donazioni fatte da Pipino e Carlo Magno allo Stato della Chiesa ed allo stesso tempo regola i Diritti Imperiali su Roma e sull’elezione del Pontifice, secondo l'originaria "Constitutio Romana" di Lotario dell’anno 824.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nonostante tutti i gesti propiziatori, i Longobardi continuano a minacciare Roma e nel 774 il Papa Adriano I chiama in Italia il Re Franco Carlo Magno, che sconfigge Re Desiderio.

 

Ormai il gioco politico prende il sopravvento e Carlo Magno vuole sigillare definitivamente i per lui legittimanti legami con il Papato, concedendogli ancora nuovi territori, sia nel 781 che nel 787.

 

 

Da tener conto che lo Stato della Chiesa si è nel frattempo già notevolmente accresciuto con l’annessione sia del Ducato di Perugia che, addirittura, di una parte della stessa "Tuscia Longobarda", cioè l'attuale Regione Toscana.

 

La "generosità" del Re dei Franchi, ora anche Re dei Longobardi, porta i confini della "Repubblica dei Romani" oltre ogni aspettativa o rivendicazione territoriale dello Stato della Chiesa, preludio ad un nuovo e decisivo "scambio" in cui il Papa andrà ad incoronare Carlo Magno Imperatore del "Sacro Romano Impero".

 

 

Dopo Carlo Magno, nell’824, il Papa Eugenio II e Lotario I, figlio di Ludovico il Pio e quindi nipote di Carlo Magno, stabiliranno con la "Constitutio Romana" il definitivo assetto delle reciproche relazioni diplomatiche.