Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

La Tuscia Romana

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da qui le origini dello Stato della Chiesa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le proprietà della Chiesa come "res pauperum Christi" (continua)

La Repubblica si consolida

 

Caduta Roma, la penisola italiana si sgretola

Il cosiddetto "Patrimonio" o "Beni di San Pietro"

Prove generali di potere, ovvero niente succede per caso a all'improvviso

Le proprietà della Chiesa come "res pauperum Christi"

Rinasce la "respublica"

La Repubblica si consolida

La "Constitutio Romana"

L'inventata "Donazione di Costantino"

Un vero e proprio Stato

E continua...

 

Il territorio

 

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Le proprietà della Chiesa come "res pauperum Christi" (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Repubblica si consolida

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sopra, il busto-reliquiario del Re Franco Carlo Magno - Carolus o Karolus Magnus, Charlemagne, Charles the Great - capostipite della Dinastia Carolingia, poi Imperatore del Sacro Romano Impero, conservato nella Cattedrale di Aachen, in Germania, e, sotto, la sua firma-sigillo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gradualmente, ma con fermezza, applicando la comprovata "strategia dei piccoli passi", i successivi Papi si sentono sempre più a loro agio nel guidare il movimento politico-religioso che porterà al completo riscatto della "respublica" di San Pietro dall’Impero Bizantino.

 

Nel ventennio dal 730 al 750 il Vescovo di Roma trasferisce passo passo su di se il potere politico già dell'Impero Romano d'Oriente, a capo di un giovane "Stato" senza confini certi né una forza militare capace di contrastare i Longobardi.

 

 

A questo penseranno i Re Franchi, cui il Papa si rivolge sia per la difesa della "Repubblica" che la definizione dei limiti territoriali.

 

Nel 754, infatti, Papa Stefano II, sentendosi minacciato dal Re Longobardo Astolfo, va di persona in Francia per chiedere aiuto e sollecitare attivamente l'intervento del Re dei Franchi Pipino il Breve, con cui stipula un Patto di "amicitia" - in pratica una autentica alleanza politico-militare

 

Per capire comunque l'importanza di un tale atto, basti ricordare che dopo oltre un millennio, precisamente nel 1929, un altro "Pactum Amicitiae" sarà atipulato tra l'anticlericale Mussolini e la Chiesa di Roma, di cui conosciamo bene le conseguenze, anche se non del tutto rispettato ed applicato.

 

 

Questa prima alleanza dello Stato della Chiesa fonde motivi religiosi a realtà politiche, instaurando un rapporto diretto fra il "Vicario di San Pietro" ed i Re dei Franchi - la monarchia, cioè, successivamente denominata "carolingia" da Carlo Magno.

 

L'alleanza si dice "fondata su legami cristiani di pace e di carità", ma comporta implicazioni di natura pratico-politica, avendo a tutti gli effetti un valore pubblico giuridicamente vincolante.

 

 

È di fatto un pragmatico "scambio", in cui il Sommo Pontefice, non solo sedicente "Vicario di San Pietro" ma anche rappresentante "di Cristo in terra", con il "potere conferitogli da Dio" (?!) "incoronando" Pipino e concedendogli il "titolo", se pur onorifico, di "Patricius Romanorum", ne ricava però in cambio una cruciale garantita protezione militare del Patrimonio di San Pietro.

 

Un baratto puramente politico e di potere, se pur furbamente indorato di "religioso", che diventerà classico e anzi "modello" per tutta la nefanda futura azione politica del nuovo Stato.