Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

La Tuscia Romana

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da qui le origini dello Stato della Chiesa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le proprietà della Chiesa come "res pauperum Christi" (continua)

Rinasce la "respublica"

 

Caduta Roma, la penisola italiana si sgretola

Il cosiddetto "Patrimonio" o "Beni di San Pietro"

Prove generali di potere, ovvero niente succede per caso a all'improvviso

Le proprietà della Chiesa come "res pauperum Christi"

Rinasce la "respublica"

La Repubblica si consolida

La "Constitutio Romana"

L'inventata "Donazione di Costantino"

Un vero e proprio Stato

E continua...

 

Il territorio

 

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Le proprietà della Chiesa come "res pauperum Christi" (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rinasce la "respublica"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 726, l’imperatore Leone III Isaurico scatena la lotta contro il culto delle immagini - la cosiddetta "iconoclastia" - la quale, aprendo una profonda, grave e prolungata crisi religiosa, da il colpo di grazia a quello che rimane del potere bizantino in Italia: Papa Gregorio II condanna il decreto imperiale sulle icone, le Province italiane prendono l'occasione per rivoltarsi non solo contro la politica religiosa dell’Imperatore e le missioni punitive dei funzionari imperiali che tentano di farla applicare, ma anche la sua sempre crescente pressione fiscale.

 

Una volta allentati i legami fra la penisola e Costantinopoli, si arriva a considerarne necessario il totale e definitivo il distacco, anche se questo comporta il problema di sapersi difendere da soli contro i Longobardi: così da circa il 680 il Pontefice Romano si trova nel duplice ruolo politico di guida dell’opposizione ai Bizantini ed al tempo stesso organizzatore della difesa della penisola contro i Longobardi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sopra, il sigillo del "Patrimonium Beati Petri" e, sotto, la cripta del Duomo di Sutri, la cui datazione potrebbe essere di epoca longobarda, quindi proprio del tempo della Donazione di Liutprando.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando il Re Longobardo Liutprando, messo in atto un già dai suoi predecessori a lungo meditato tentativo di unificare la penisola italica sotto il proprio potere e sconfitti più volte i Bizantini, può finalmente minacciare seriamente Roma, intimorito dalle aperte ostilità delle popolazioni assoggettate e dalla decisa opposizione dei Pontefici, non solo desiste per ben due volte dall'occupare Roma, ma addirittura preferisce alla fine cedere formalmente o "restituire" a Papa Gregorio II e al Ducato Romano, apertamente riconosciuto per la prima volta come "respublica", prima, nel 728, il "Castrum" di Sutri ed i castelli di Bomarzo, Orte ed Amelia, nella Tuscia Romana, e successivamente, nel 742, altre quattro Città e parte dei "patrimonia" della Chiesa nella Sabina, già sotto il Ducato di Spoleto.

 

 

Queste azioni, diremmo oggi, di "good-will" o buona volontà politica, vengono considerate una "restitutio" al "Beato Petro Apostolorum Principi", cioè una restituzione al legittimo proprietario nella persona del Pontefice, nella sua qualità di successore di Pietro, e formalmente intraprese "per donationis titulo", quindi con tanto di Atto Regio.

 

Nelle trattative relative alla restituzione di questi beni, la figura del Papa, oltre che nella sua veste tradizionale di capo spirituale della Chiesa o "Vicario di San Pietro", debutta ufficialmente anche nel nuovo ruolo di riconosciuto rappresentante politico del "Populus Romanus" - una infelicissima contaminazione di cui ancora oggi si continuano a pagare le conseguenze.