Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

La Tuscia Romana

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da qui le origini dello Stato della Chiesa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il cosiddetto "Patrimonio" o "Beni di San Pietro"

 

Caduta Roma, la penisola italiana si sgretola

Il cosiddetto "Patrimonio" o "Beni di San Pietro"

Prove generali di potere, ovvero niente succede per caso a all'improvviso

Le proprietà della Chiesa come "res pauperum Christi"

Rinasce la "respublica"

La Repubblica si consolida

La "Constitutio Romana"

L'inventata "Donazione di Costantino"

Un vero e proprio Stato

E continua...

 

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Il cosiddetto "Patrimonio" o "Beni di San Pietro"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In questi anni di estrema incertezza e instabilità politica, già dalla metà del V secolo chi è rimasto nella non più gloriosa né potente Urbe vede come ultima difesa contro le ripetute invasioni e distruzioni barbariche della Capitale null'altro che il prestigio spirituale del Vescovo di Roma, in qualità di "successore di Pietro".

 

Quindi i Romani, anche dopo la riconquista del territorio da parte di Giustiniano, considerano come proprio naturale difensore più il Pontefice che il Governatore Imperiale: quando poi Papa San Gregorio I Magno salva Roma dalla minacciosa avanzata dei Longobardi, sostituendosi così d'autorità ad un Esarca di Ravenna del tutto impotente, l'episodio sancisce l'inizio di un governo di fatto della città e dei suoi territori da parte della Chiesa, pur continuando questa a riconoscere formalmente l’autorità di Bisanzio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il cosiddetto "Liber Diurnus Romanorum Pontificum", il codice vaticano scoperto nel 1646 nella biblioteca romana del Monastero di S. Croce in Gerusalemme.

 

Si tratta di una delle più antiche testimonianze della storia della Chiesa e del Papato durante i secoli dal VI al IX, un antico libro pergamenaceo di formule della Cancelleria Pontificia, tra cui l'amministrazione del Patrimonium Petri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A dire il vero il "potere" della Chiesa Cattolica Romana dell'epoca non è, come alcuni vorrebbero asserire, esclusivamente basato sul suo prestigio spirituale, ma anche su cospicue ricchezze fondiarie, andatesi accumulando nei secoli attraverso donazioni di fedeli più o meno ricchi, conosciute sotto il nome di "offerte a San Pietro": fin dal 321 alla Chiesa Romana viene infatti permesso di poter trasmettere il titolo di proprietà dei suoi possedimenti.

 

Queste proprietà della Chiesa vengono già dall'inizio organizzate in grandi aziende rurali, singolarmente denominate "patrimonium" e ciascuna autonomamente gestita da un "rector", alto funzionario di un'articolata amministrazione pontificia centralizzata che viene direttamente nominato dal Papa: l'insieme dei "patrimonia" vengono collettivamente detti "Patrimonium Sancti Petri".