Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

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Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma città etrusca, eccome!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le grandi opere della Roma etrusca

 

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Le grandi opere della Roma etrusca

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"Roma", etimologia della parola - Un fiume e la sua città 

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"Tecnica di un colpo di stato" di Bruno Panunzi

Roma è Roma! –  Amiamola come grande figlia, non certo come madre

 

La fondazione di Roma rivisitata dai bambini

 

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Le grandi opere della Roma etrusca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I sette - in verità otto - Re di Roma governano la città per un periodo di circa 250 anni, dalla mitica fondazione alla Repubblica, ultimo tra loro l'etrusco Tarquinio il Superbo.

 

Gli Etruschi influiscono profondamente non solo sulle vicende storiche e culturali di Roma, ma anche sul suo sviluppo urbanistico, fino alla caduta di Vejo nel 396 aC.

 

 

Gli scavi archeologici, dal primo '900 ad oggi, confermano le caratteristiche di Roma come città etrusca.

 

Non dimentichiamo che la prima, scientifica ricostruzione dell’evoluzione urbanistica ed architettonica di Roma parte senza neppure conoscere dove esattamente sia ubicato il Foro Romano, preceduta da sporadici scavi nelle vicinanze degli Archi di Settimio Severo e di Costantino, delle tre colonne di Castore ed il Tempio della Concordia.

 

 

Il salto di qualità viene con Roma Capitale del Regno d’Italia nel 1870 (appartiene fino ad allora allo Stato della Chiesa) e la successiva protezione dell’area di scavi come "zona archeologica".

 

È merito dell'architetto ed archeologo veneziano Giacomo Boni, disegnatore di grande qualità, rispettoso del carattere storico dei monumenti antichi, cui nel 1898 l'allora Ministro della Pubblica Istruzione affida la direzione degli "Scavi del Foro Romano" - Foro, Palatino e Campidoglio.

 

 

La svolta arriva con le indagini sistematiche del sottosuolo, che danno subito ottimi risultati.

 

Nei pressi dell’antica Via Sacra nel Foro un cimitero arcaico dell'VIII sec aC, sul Palatino puntelli di capanne e cocci di vasi esattamente databili al medesimo periodo.

 

 

 

 

 

 

 

 

L'architetto ed archeologo Giacomo Boni nel suo studio sul Palatino all'epoca degli scavi del Foro Romano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sull’Esquilino reperti e tracce di abitazioni e necropoli della prima metà del II millennio aC hanno già mostrato chiaramente l'avvio degli insediamenti umani sulle alture del Tevere, cui se ne vanno a sovrapporre successivi fino all'VIII sec aC.

 

All’improvviso i segni inconfutabili di nuove tribù di Latini, perché abitano in capanne di rami ed argilla sui Colli Palatino, Esquilino e Quirinale e, dal principio del VI sec aC, anche sui pendii dei colli, prima usati esclusivamente per le sepolture, e poi addirittura nelle piccole valli tra i colli, anche in zone paludose.