Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

Chi siamo

Roma città etrusca, eccome!

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'inascoltato monito della Tomba dei Saties a Vulci – Approfondimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'autentico genius loci

Lo "spirito" nell'antichità pre-cristiana

 

L'autentico genius loci

Lo "spirito" nell'antichità pre-cristiana

Lari, Mani, Numi e Penati

Il concetto di "genio"

Il genius dei nostri giorni

Il "genius loci"

Il genius loci oggi

La continuità della tradizione religiosa etrusco-italico-romana

L'antica città di Vulci

La Tomba dei Saties

Gli affreschi

L'importanza degli affreschi della Tomba dei Saties a Vulci e delle tavolette bronzee di Lione

 

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Luciano Russo – Una presentazione

 

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Vulci, panorama notturno della zona archeologica della Civitas.

 

 

L'autentico genius loci

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo "spirito" nell'antichità pre-cristiana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il serpente preistorico non è un dio, ma "qualcosa di divino", di protettivo, immortale e rigenerante: questo concetto sarà ancora presente presso i Romani, nella loro credenza che gli antenati vivano, immortali, nelle loro tombe, dopo che la loro spina dorsale si sia trasformata in serpente, segno della potenza divina, non solo "espressione", ma materializzazione del divino.

 

 

 

 

 

 

Il simbolo viene usato in Mesopotamia già dal IV millennio aC in figure femminili dalle sembianze di rettile, in Egitto rappresenta la potenza del Faraone e la sua natura divina, la presenza del Dioniso greco viene segnalata iconograficamente dal serpente del mondo infero, il "defraudatore" della tradizione ebraico-cristiana, la "madre divoratrice".

 

Gli attributi iniziali dello "spirito"-serpente sono positivi - fertilità ed immortalità, guarigione e magia, solo molto più tardi superati da quelli negativi e "demonizzanti" in senso moderno.

 

 

In Omero θεοί o "dei" e δαίμονες o "divinità" sono praticamente sinonimi, mentre in Platone viene sviluppata una distinzione tra i due concetti.

 

Etimologicamente di δαίμονες o daimones deriva da δαήμονες o daēmones, che significa "che sa, che conosce" o "saggio", con una probabile radice nel verbo daiō o "distribuire destini", cioè "coloro che conoscono il futuro" e, quindi, il destino degli dei e degli uomini.

 

 

In Socrate l'"amore", ad esempio, non è un "dio" ma qualcosa di impersonale tra il divino ed il mortale, un "grande demone", espressione o "segno" di qualcos'altro, un'entità spirituale capace cioè di "interpretare e presentare davanti agli dei cose umane", come suppliche e sacrifici, e, viceversa, di "comunicare e dare agli uomini cose divine", come leggi e ricompense...".

 

Socrate infatti riferisce spesso al "demonio" o daimonion come a "qualcosa di divino" che, sotto forma di "voce", lo "guida" mettendolo in guardia da errori che sta per commettere, senza peraltro mai suggerirgli cosa fare invece, cioè lasciandone ogni decisione al suo libero arbitrio!

 

 

I Greci ellenistici distinguono tra spiriti "buoni" e "cattivi": i primi Eu-daemons, chiamati anche Kalo-daemons, e i secondi Kako-daemons, dove kalo-daemon, letteralmente lo "spirito bello" o buono è molto vicino al concetto di "angelo custode" di Abramo: un "guardiano" che protegge i mortali e li aiuta a restare fuori dai guai, da cui l'espressione eu-daemonia, in origine con il significato letterale di  "avere un eu-daemon", un angelo custode, poi a significare più genericamente "ben-essere" o "felicità".