Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

Chi siamo

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I Popoli del Mare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le nostre radici affondano lontano (continua)

I più antichi documenti

 

Le nostre radici affondano lontano

L'origine di cosiddetti "Popoli del Mare"

I grandi flussi e riflussi migratori

I documentati tentativi di invasione dell'Egitto 

Il ruolo storico dei Popoli del Mare

I più antichi documenti

Le lettere di El-Amarna

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Le nostre radici affondano molto lontano (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I più antichi documenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non è a caso quindi che sia proprio un'iscrizione del Faraone Merenptah a citare per la prima volta i "Popoli del Mare" nella sua vittoria su di loro - vi si legge:

 

"6.000 uccisi e 9.000 fatti prigionieri".

 

 

Alla prima ondata d'invasione nel 1225 aC, l'attacco coordinato viene infatti da parte di una coalizione delle tre tribù dei Libi - cioè:

 

- i Libu,

- i Kehek

- ed i Mushuash

 

e degli alleati "Popoli del Mare" - questi comprendenti i cinque gruppi de:

 

- gli Ekwesh o Akawasha,

- i Lukka,

- gli Shardana o Sherden,

- gli Sheklesh

- e i Teresh.

 

 

C'è poi la famosa iscrizione del tempio funerario di Ramesse III a Medinet Habu, Tebe, dove il Faraone racconta di aver dovuto fronteggiare trent'anni più tardi un secondo tentativo di invasione, questa volta degli Haunebu o cosiddetti "Popoli dietro le isole", sconfitti questa volta in battaglia navale dopo aver distrutto città ittite e mitanne.

 

 

I "Popoli dietro le isole" o "Popoli del Mare" sono identificabili in:

 

- Danuna,

- Šhardana, di nuovo,

- Shekelesh, di nuovo,

- Tjeker

- e Weshesh,

 

tutti alleati a loro volta con i Peleset.

 

 

Interessante in questa iscrizione che i nomi dei "Peleset" e dei "Tjeker" siano indicati come intera popolazione, usando cioè i geroglifici di uomo e di donna, e non come un esercito.

 

Nelle loro raffigurazioni viaggiano con donne e bambini al seguito, su carri a ruote piene trainati da buoi, non su carri da guerra, o su battelli decorati da teste di uccelli alle estremità, con i soldati chiaramente distinguibili per i loro elmi piumati!

 

 

Altrettanto interessante che altri compaiano anche singolarmente, come nel caso dei Danuna, citati durante il Regno di Amenhotep III.

 

E interessantissimo infine che gli Shardana risultino addirittura poi citati anche nel ruolo di soldati mercenari al soldo di Ramesse II.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un dettaglio ricostruito dai bassorilievi di Medinet Habu dà un chiara immagine del carattere e dell'imparità della battaglia: da una parte i carri a ruota piena, i buoi, le donne e i bambini dei Popoli del Mare e dall'altra gli egizi guerrieri di mestiere, meglio armati, meglio addestrati, alcuni di loro nell'atto di legare le braccia dietro la schiena a dei prigionieri.

 

Nella scena distinguibili i Peleset, dagli inconfondibili copricapo piumati, e gli Šhardana, con i tipici elmi con sfera o disco e corna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I "Popoli del Mare" vengono ancora citati in documenti forse degli inizi del XII secolo aC, in cui il Re Ittita Suppiluliuma II allerta Hammurapi, ultimo Re di Ugarit tra il 1191 e il 1182 aC, per il rapido avvicinarsi degli "Shikalayu" ovvero "quelli che vivono su barche", probabilmente identificabili con gli Sheklesh.

 

Poco dopo altri documenti ittiti riporteranno la caduta di Ugarit, tral'altro mai più ricostruita...