Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

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Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I Popoli del Mare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le nostre radici affondano lontano (continua)

L'origine di cosiddetti "Popoli del Mare" (continua)

I primi grandi palazzi

Il ripetuto sovrapporsi di "invasori" confermato dal tardare della "moderna" scrittura

 

Le nostre radici affondano lontano

L'origine di cosiddetti "Popoli del Mare"

I grandi flussi e riflussi migratori

I documentati tentativi di invasione dell'Egitto 

Il ruolo storico dei Popoli del Mare

I più antichi documenti

Le lettere di El-Amarna

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Le nostre radici affondano molto lontano (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'origine dei cosiddetti "Popoli del Mare" (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I primi grandi palazzi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Già dal 2500 aC Creta presenta quindi una civiltà cosiddetta "Minoica", con largo uso di sigilli in pietra, che sfocerà nella cruciale invenzione della scrittura.

 

In questa fortemente vitale e continua spirale evolutiva l'isola produrrà palazzi maestosi a Festo, Cnosso, Mallia e Zakros.

 

Dettagliato modello in legno dell'imponente Palazzo di Cnosso esposto nel Museo Archeologico di Creta.

 

 

I "Primi Palazzi" a Cnosso e Festo verranno distrutti da incendi nel 1700 aC e successivamente sostituiti dai "Secondi Palazzi" fra il 1700 ed il 1450 aC, periodo di massimo fulgore artistico e massima espansione politica, con un abbandono di Cnosso nel Tardo Periodo Minoico IIIC, circa 1380–1100 aC.

 

 

 

Le rovine del complesso del Palazzo di Cnosso, rappresentato nel modello sopra, in una foto satellitare ruotata a raggiungerne il medesimo orientamento come nell'immagine del modello.

 

 

 

Una ricostruzione grafica del complesso del Palazzo di Cnosso, terrazzato a seguire le caratteristiche del terreno, con ariosi e vivacemente colorati portici e passaggi ed una grande piazza centrale.

 

 

Una colonia cretese viene fondata a Kastri, sull'isola di Citera, fra Creta e il Peloponneso, già prima del 2000 aC ed altri insediamenti cretesi sono presenti dal 1700 aC in molte delle Isole Cicladi - Akrotiri a Thera, Filakopi a Melos, Haghia Irene a Kea - facendo queste isole tributarie di Creta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il ripetuto sovrapporsi di "invasori" confermato dal tardare della "moderna" scrittura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nelle Isole Cicladi e nel continente, la "scrittura" rimane a lungo ancora sconosciuta, indice di un progresso rallentato dalla sovrapposizione di popolazioni meno progredite, sia dall'Est che dal Nord.

 

Intorno al 2000 aC invasori provenienti dall'Anatolia occupano infatti molte delle Cicladi, Lerna e parte del Peloponneso orientale.

 

 

La scrittura o fissazione di un "significato" dato dall'uomo in una forma esterna tale da essere "durevole", viene generalmente assunta a pietra miliare, segnando il pur arbitrario limite tra "storia" propriamente detta e la cosiddetta "pre-istoria".

 

Il concetto primo di "scrittura" non corrisponde però alla nostra comune accezione moderna: solo nelle successive scritture cosiddette "alfa-betiche" diventerà la rappresentazione grafica di una lingua parlata.

 

 

In tali scritture un sistema di segni detti "grafemi", a rappresentare quasi sempre suoni o gruppi di suoni, andrà a comporre quel doppio sistema di comunicazione, cioè sia di di "scrittura", o fissazione di significato "univoco", che di "lettura", o interpretazione "univoca" di quell'originario significato attribuito.

 

Come il linguaggio parlato, anche la scrittura diverrà uno dei fondamentali canali di comunicazione umana, il mezzo finora più efficace per conservare e trasmettere "memoria" collettiva quanto individuale, il patrimonio di "esperienze" - fatti ed idee - a testimonianza della propria esistenza.

Il Disco di Festo, terracotta di circa 16 cm di diametro, scoperto nel 1908 a Creta, tra le rovine di un palazzo minoico del 1700-1600 aC: sulle sue facce una serie di segni a spirale, in senso orario verso il centro, impressi sull'argilla fresca con "timbri", in tutto 241, 45 tolte le ripetizioni - umani, animali, barche, case, piante, attrezzi e armi - anche se finora indecifrabili, chiara testimonianza dell'uso di punzoni per una produzione in serie di primi documenti così a dire "stampati".

 

 

A che ciò possa poi definirsi un netto "inizio della storia umana", già con una incerta evoluzione da "pittogrammi", o rappresentazione di oggetti, animali e persone, prima comunemente verticali e poi orizzontali, ad "ideogrammi", o rappresentazione di idee, quindi "astrazioni" opera del pensiero umano, ed infine a "fonemi", o rappresentazioni di suoni del linguaggio parlato, prima sillabiche ad evolversi in "lettere" alfabetiche, rimane altamente dubbio.


La "trasmissione durevole di informazioni", anche se non rappresentazione grafica del "parlato", è di molto precedente e tutto "racconta": piuttosto va fatto risalire alla recente
ideologia borghese quel disprezzo per la cosiddettaPre-istoria le cui forme aggregative sociali vengono volentieri definite "rozze" mentre “evolute” sarebbero per definizione le "civiltà" capaci di generare la "storia" - una questione definitivamente ideologica e politica!

 


A riprova il sofisticato disco addirittura
"a stampini" con caratteri riusabili sopra riprodotto, i cui simboli, eseguiti con gran cura dei dettagli e suddivisi in sequenze limitate da linee, pur mostrando un tipico "fraseggio" da linguaggio e costituendo uno degli in assoluto più antichi documenti "stampati" a caratteri mobili ante litteram, apparterrebbe alla pre-istoria...

 

Questa scrittura mostra molto probabilmente una forma sillabica, cioè non alfabetica, pur senza alcuna somiglianza con alcun'altra conosciuta scrittura, forse un "testo" o un "sillabario", se non un alfabeto, o una cosiddetta "logografia".

 

 

La scrittura "logografica" o "ideografica" è un sistema di scrittura non alfabetica in cui ciascun elemento o "logogramma" rappresenta sia il "significante" (il segno formale, fonico o grafico) che il "significato" (ciò che il segno vuol "signi-ficare", dire o rappresentare attraverso il segno).

 

Interessante quindi come in questo tipo già avanzato di scrittura un logogramma possa indicare sia parole diverse con lo stesso significato, diremmo oggi "sinonimi", ma anche parole uguali con significato diverso, cioè "omonimi" (tra le lingue logografiche l'antico geroglifico egizio ed il moderno cinese).