Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Noi, uomini "liberi" – dal comunismo primitivo allo schiavismo, dal Cristianesimo

primitivo alla "schiavitù di fatto" dei nostri giorni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oppressori, riluttanti oppressi e "salvatori"

Quando "Dio è con 'noi'!"...

Il ruolo sociale delle "religioni"

Il Cristianesimo ed il moderno Comunismo

Il Cristianesimo contestualizzato 

Il comune "paradiso perduto"

Il comune "canovaccio" della leggenda

La manipolazione della storia da parte delle cosiddette "élite culturali"

 

Una introduzione

La nostra evoluzione fisica e sociale

L'evoluzione del Pianeta Terra e la cruciale importanza delle variazioni climatiche

Le transizioni della storia umana attraverso le grandi rivoluzioni

La rivoluzione agricola del Neolitico

La rivoluzione urbana

Oppressori, riluttanti oppressi e "salvatori"

L'evoluzione storica della visione messianica: la "speranza" da dinamicizzante a paralizzante

La totale corruzione del messaggio originale del Cristianesimo

Il futuro dell'umanità

 

άν-άρχή ‒ Il pensiero anarchico: "La libertà degli altri espande la mia all'infinito!" Michail Bakunin

Fabrizio Cristiano De André – Uomo, poeta, anarchico

"Podrán morir las personas, pero jamás sus ideas!" - Che Guevara

 

Luciano Russo – Una presentazione

 

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Oppressori, riluttanti oppressi e "salvatori"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando "Dio è con 'noi'!"...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il ruolo sociale delle "religioni"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Constatato che la predominante parte della nostra avventura umana su questa Terra purtroppo altro non sia che una lunghissima storia di oppressione dei forti sui deboli, cioè di pochi sui molti, più o meno aperta ovvero peggio o meglio mascherata, solo a brevissimi tratti intaccata da una altrettanto lunga serie di tentativi degli oppressi di sottrarsi a questa violenza, non può sfuggirci come ogni volta queste piccole ribellioni o grandi rivolte, addirittura rivoluzioni, siano regolarmente destinate a totale fallimento grazie ad abili, sempre più sofisticate e subdole manipolazioni ideologiche - e quindi comportamentali - delle masse.

 

In questo contesto soprattutto le cosiddette "religioni" giocano spesso e volentieri - da sempre e ancora oggi - un ruolo cruciale quasi a legittimare, o comunque "proteggere", i cosiddetti "potere costituito" e "ordine costituito": in altre parole, pur "predicando" il contrario, in pratica un ruolo decisamente reazionario, repressivo ed oppressivo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Cristianesimo ed il moderno Comunismo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Potrà sembrare un'affermazione strana, ma di fatto la nascita del "Cristianesimo", il suo sviluppo storico - e soprattutto dottrinario - trova molte similarità con il moderno "Comunismo":

 

- nasce infatti quale ideologia rivoluzionaria,

- come tale è sconfitto pesantemente dalla reazione,

- si vede costretto ad adattarsi nel tempo

- snaturandosi fino a fondersi con la stessa reazione...

 

 

In altre parole, come la storia recente del Comunismo, anche quella, pur millenaria, del Cristianesimo è la pura e semplice storia della "corruzione" del suo messaggio originale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Cristianesimo contestualizzato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche se le fonti originali sono quasi totalmente andate perse (molte anche volutamente distrutte!) e non è quindi possibile ricostruire tutto il senso originario del Cristianesimo, attraverso le poche righe di "copie di copie" giuntene fino a noi, una loro attenta analisi si dimostra comunque più che sufficiente per dedurre come la "Dottrina Cristiana" sia nella sua forma odierna in totale contraddizione con quella originale.

 

 

Occorre innanzitutto sottolineare come il Cristianesimo non nasca come "religione", ma lo diventi.

 

Come ogni "ideologia" - a maggior ragione se "religiosa" - sia assolutamente necessario analizzarlo partendo dalle sue proprie radici materiali nel contesto culturale e nei fatti storici dell'epoca, seguendone poi la drastica metamorfosi fino al suo sviluppo autonomo, cioè al di fuori delle contingenze sociali temporali e definitivo consolidamento anche, o soprattutto, come efficacissimo strumento di controllo che passa di mano in mano dal al potente di turno attraverso la nostra storia.

 

 

È chiaro che nessuna ideologia - tantomeno quella "religiosa" - vorrebbe essere direttamente legata allo sviluppo storico e sociale, che indiscutibilmente la condizionano, ma d'altronde senza quei riferimenti obiettivi, nessuna ideologia potrebbe trovare spiegazione.

 

Le idee - soprattutto quelle "religiose" - sono infatti connesse non soltanto ai fenomeni della società che le produce, ma anche a ciò che in tal senso le precede e a tutte le successive epoche che attraversano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il comune "paradiso perduto"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

- L'esaurimento della società comunistica

- con l'arbitrario prevaricare degli interessi di alcuni su quelli degli altri

- e l'avvento forzato delle classi sociali,

- la nascita dello Stato come legale monopolizzazione

- di un potere "sovrano" cui tutto può, va e deve essere sacrificato,

- libertà inclusa,

- fino alla instaurazione del lavoro schiavile al proprio interno

- e addirittura il riconosciuto "diritto di oppressione" di una Nazione su altre,

 

segnano profondamente la coscienza dei Popoli, dei vincitori ma ancor più dei vinti.

 

 

Non è dunque da meravigliarsi se in ogni "Civiltà" passata, attraverso le fasi storiche di:

 

- una progressiva perdita dell'originaria uguaglianza sociale,

- conseguentemente della propria identità collettiva

- ed ineludibilmente anche della libertà,

 

abbia il suo racconto di una cosiddetta "Età dell'Oro", un "paradiso sulla terra", quell'"Eden" da cui si viene cacciati,

 

- sia a conservare memoria di una perdita incolmabile

- che speranza di poterla un giorno riacquistare,

 

come nel caso del cosiddetto "Popolo Ebraico", il cui mito sicuramente viene acquisito dalle precedenti Culture Mesopotamiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il comune "canovaccio" della leggenda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ovviamente queste "leggende" - racconti tradizionali cioè nei quali fatti e personaggi, se pur "storici", vengono amplificati e deformati con la fantasia fino ad alterarne il valore storico - non riuscendo a spiegare le cause "reali" di così catastrofali perdite (anzi molte volte non volendolo neppure!), finiscono per far ricorso a delle cause "mistiche", non di rado una punitiva "ira divina", infatti:

 

- iniziano tutte descrivendo le delizie di un "paradiso terrestre",

- perché abitato da uomini liberi,

- propongono l'immancabile "distruzione del mondo",

- in cui cioè si configura il predominio di una classe che determina la schiavitù dell'altra,

 

ed inoltre, secondo ben noti processi psicologici di rovesciamento della realtà, qui di dimensioni collettive,

 

- con autoattribuzione di colpa da parte della parte sconfitta,

- cioè con la vittima che si autocolpevolizza

- arrivando a scusare il proprio carnefice,

 

un modo - se pur malato - di rielaborare gli eventi storici sia psicologicamente che ideologicamente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La manipolazione della storia da parte delle cosiddette "élite culturali"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In un popolo questa razionalizzazione intellettuale di un processo storico avviene ad opera di élite culturali, le medesime forse davvero responsabili del fallimento e cui - guarda caso - conviene comunque dare la colpa della sconfitta alla classe perdente del proprio popolo, schierandosi indirettamente dalla parte del vincitore.

 

Lo fanno gli intellettuali ai tempi di Shaul di Tarso, come quelli di oggi, gli intellettuali "di sinistra", dopo la sconfitta della classe operaia...

 

 

In ogni idea "religiosa" c'è in fondo il rimpianto di una società senza classi, di un'Età dell'Oro, ma alienato e proiettato verso una vita ultraterrena.

 

Qualsivoglia setta "religiosa" radicale rivà quindi alle stesse origini storiche dell'umanità:

 

- al suo comunismo primitivo,

- fatto di comunione dei beni,

- di uguaglianza sociale,

- di uguaglianza di genere e

- di democrazia diretta.

 

 

È in questo contesto che va anche collocato il messaggio originario del Cristianesimo, il quale, come tutti i movimenti rivoluzionari sconfitti, lo trasforma e adatta sotto l'influenza ideologica di ciascuna fase storica che attraversa.

 

Dell'originario Cristianesimo primitivo rimane nella Religione Cristiana odierna solo:

 

- intatta la condanna morale dell'oppressione sociale e dello sfruttamento,

- spostando però la "lotta" da una dimensione politica "di azione", cioè, "nella storia",

- per il raggiungimento della felicità e della giustizia "qui e adesso sulla Terra" (!),

- ad una dimensione politica di rassegnazione, di fatto "fuori della nostra storia",

- per il raggiungimento della felicità e della giustizia "poi e in un'Altra Vita" (?).