Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Noi, uomini "liberi" – dal comunismo primitivo allo schiavismo, dal Cristianesimo

primitivo alla "schiavitù di fatto" dei nostri giorni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le transizioni della storia umana attraverso le grandi rivoluzioni (continua)

La rivoluzione agricola del Neolitico

La necessità fa virtù ed aguzza l'ingegno

Le prime "colture" e i primi "villaggi" fanno fiorire l'"artigianato" 

La nascita del "commercio"  e le sue conseguenze

L'organizzazione sociale

 

Una introduzione

La nostra evoluzione fisica e sociale

L'evoluzione del Pianeta Terra e la cruciale importanza delle variazioni climatiche

Le transizioni della storia umana attraverso le grandi rivoluzioni

La rivoluzione agricola del Neolitico

La rivoluzione urbana

Oppressori, riluttanti oppressi e "salvatori"

L'evoluzione storica della visione messianica: la "speranza" da dinamicizzante a paralizzante

La totale corruzione del messaggio originale del Cristianesimo

Il futuro dell'umanità

 

άν-άρχή ‒ Il pensiero anarchico: "La libertà degli altri espande la mia all'infinito!" Michail Bakunin

Fabrizio Cristiano De André – Uomo, poeta, anarchico

"Podrán morir las personas, pero jamás sus ideas!" - Che Guevara

 

Luciano Russo – Una presentazione

 

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Le transizioni della storia umana attraverso le grandi rivoluzioni (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La rivoluzione agricola del Neolitico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La necessità fa virtù ed aguzza l'ingegno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel Neolitico, a partire da 8000 anni aC, si afferma la cosiddetta "agri-coltura" o "coltivazione della terra" e questo per un semplice motivo di sopravvivenza.

 

Molto probabilmente accade perché la fine delle glaciazioni nel Mesolitico determina una drastica diminuzione della selvaggina di grossa taglia, tipica di un clima più freddo, come mammuth, bisonti e orsi, e l’uomo è costretto allora a cacciare e poi "domesticare" animali più piccoli, come capre, pecore, maiali, buoi, lupi, oche, renne e cavalli.

 

 

L’agricoltura nasce quando l’uomo si rende conto come quelle piante selvatiche mangiate da lui e dagli animali possano essere “coltivate”, piantandone i semi, facendole riprodurre e crescere, addirittura migliorandole “artificialmente”.

 

Da qui l’invenzione della zappa, a sostituire il bastone appuntito da scavo per dissodare la terra, poi della vanga e ancora dell’aratro in legno, agli inizi trainata dall’uomo stesso e poi, con grande vantaggio, dai “suoi” animali più forti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le prime "colture" e i primi "villaggi" fanno fiorire l'"artigianato"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'innovazione dell'agricoltura viene "rapidamente" trasmessa, adottata e adattata all'ambiente:

 

- in Europa si comincerà a coltivare avena, segale, vino e ulivo,

- in Africa orzo, grano, riso, miglio, sorgo, piselli, lenticchie e palma,

- in Medio Oriente orzo, dattero, cipolla, frumento, farro, piselli, lenticchie e ulivo,

- in Asia erba medica, canapa, grano, riso, soia, aglio, banano e cocco,

- nelle Americhe, poi di nuovo isolate, ananas, avocado, cacao, mais, fagiolo, zucca, patata e pomodoro.

 

 

L’uomo da cacciatore "nomade" diventa così agricoltore "stanziale", ad eccezione di molti "allevatori" che rimangono ancora nomadi.

 

Con la stanzialità sorgono i primi villaggi permanenti di capanne di legno, pietra o argilla.

 

 

Ben presto questi novelli agricoltori scopriranno il mai prima accusato bisogno di "conservare a lungo" i frutti della terra, tra un raccolto e l'altro, una nuova necessità "creata" che darà a sua volta vita a una sempre più ricca produzione di vasellame di argilla, materiale, a differenza della pietra, facilmente modellabile a mano e poi indurita col fuoco.

 

Poi, quando si comincia anche a scoprire la possibilità e la vantaggiosa bontà di "macinare" i cereali, ecco ancora un'invenzione epocale: quella della "mola" di pietra.

 

 

Nei piccoli villaggi animali "domesticati", come ovini e caprini danno un materiale che si dimostra dalla straordinarie caratteristiche igro- e termoisolanti, la lana, ed ecco che se ne inventa prima la "filatura" e poi la conseguente "tessitura"

 

Questo primo tipo di lavorazione ,agli inizi del tutto manuale, "punto" dopo "punto in una specie di "nålebinding", porta all'invenzione di una delle in assoluto prime "macchine", il "telaio", per la produzione di un altro rivoluzionario "manufatto", il "tessuto".

 

 

Con il medesimo telaio si lavoreranno più tardi anche altri nuovi materiali scoperti in natura e "lavorabili" quanto la lana, come lino e cotone, cioè materiali innovativi non più di origine animale, ma ricavati da piante.

 

In una da ora in poi inarrestabile concatenazione, una vera spirale di scoperte, innovazioni ed invenzioni, la creatività umana andrà a generare quello che oggi chiameremmo "benessere", con tutte le sue positive e, purtroppo, ancora più numerose negative conseguenze.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La nascita del "commercio" e le sue conseguenze

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La sovraproduzione di cibo creata da un’agricoltura in continuo miglioramento, favorita inoltre anche da un clima eccezionalmente favorevole, va a superare quelle che sono le necessità vitali del villaggio locale.

 

 

Questo inedito fenomeno andrà rapidamente creando per la prima volta:

 

- una “ricchezza” dal valore oggettivo, cioè "riconoscibile" e "riconosciuto" cioè anche da altri,

- di “proprietà” dei produttori

- e, di conseguenza, una opportunità di scambio o baratto con i beni o i prodotti di villaggi limitrofi, oggetti, pelli, altro cibo.

 

 

È l’inizio di una nuova attività che così cruciale importanza acquisterà in campo economico, politico e culturale: quella “commerciale”.

 

 

Tali scambi commerciali tra i villaggi si intensificheranno e con volumi crescenti fino al punto che gli spostamenti tra i villaggi creeranno un'altra inedita necessità, quella di mezzi di "trasporto", sia via terra che via acqua:

 

- partendo dall'osservazione della capacità dei tronchi di galleggiare, viene così sviluppata l’"imbarcazione", per attraversare fiumi, poi laghi e poi ancora mari,

 

- mentre l’invenzione della "ruota", molto probabilmente dall'osservazione di come un corpo arrotondato, quale quello dei soliti tronchi d'albero, possa "rullare" e quindi facilitare lo slittamento di oggetti anche pesantissimi, come carcasse di animali uccisi o addirittura blocchi di pietra di dimensioni monumentali, viene applicata al "carro", successivamente trainato da animali, a sostitire la primitiva "slitta".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'organizzazione sociale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ogni villaggio sente inoltre il naturale bisogno di organizzarsi socialmente, con:

 

- clan familiari uniti da forti vincoli di parentela,

- una tribù che prenda decisioni importanti per

- la “comunità”

- in un’assemblea di rappresentanti dei clan

- presediuta da un capo "eletto", generalmente un uomo di età matura e grande esperienza,

- affiancato da un consiglio di altri anziani.

 

Il tutto in una "comunità" ancora senza discriminazioni sociali alcune dipendenti da sesso, forza fisica o provenienza, soprattutto con mezzi di produzione propri e di proprietà comune.