Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Noi, uomini "liberi" – dal comunismo primitivo allo schiavismo, dal Cristianesimo

primitivo alla "schiavitù di fatto" dei nostri giorni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le transizioni della storia umana attraverso le grandi rivoluzioni

Le prime grandi Rivoluzioni – quella Agricola del Neolitico e l'Urbana della prima Età del Bronzo

L'evoluzione sociale come risultato di scelte "politiche", decisioni o imposizioni umane

Cinque punti di rottura rivoluzionari in una lunghissima parentesi capitalistica

 

Una introduzione

La nostra evoluzione fisica e sociale

L'evoluzione del Pianeta Terra e la cruciale importanza delle variazioni climatiche

Le transizioni della storia umana attraverso le grandi rivoluzioni

La rivoluzione agricola del Neolitico

La rivoluzione urbana

Oppressori, riluttanti oppressi e "salvatori"

L'evoluzione storica della visione messianica: la "speranza" da dinamicizzante a paralizzante

La totale corruzione del messaggio originale del Cristianesimo

Il futuro dell'umanità

 

άν-άρχή ‒ Il pensiero anarchico: "La libertà degli altri espande la mia all'infinito!" Michail Bakunin

Fabrizio Cristiano De André – Uomo, poeta, anarchico

"Podrán morir las personas, pero jamás sus ideas!" - Che Guevara

 

Luciano Russo – Una presentazione

 

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Le transizioni della storia umana attraverso le grandi rivoluzioni  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La nascita dei concetti di proprietà, classi e Stato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dalla prospettiva culturale del nostro presente appare inimmaginabile l'esistenza storica di società umane nelle cui civiltà neppure esistano i per noi assiomatici concetti di "proprietà", "classi" e "Stato", anteriori cioè a quelle rivoluzionarie transizioni trasformanti di obbligato passaggio da un tipo di società all'altro, come tuttora avviene ed avverrà necessariamente in futuro.

 

Se ne focalizzano e selettivamente studiano più le fasi di realizzato cambiamento, quindi di relativa "stasi", che quelle incomparabilmente più significative di trasmutazione, modificazione e sovvertimento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le prime grandi Rivoluzioni – quella Agricola del Neolitico e l'Urbana della prima Età del Bronzo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un primo cruciale punto di rottura avviene fra l'iniziale, lunghissimo periodo di caccia-raccolta e quello di agricoltura-allevamento, la cosiddetta "Rivoluzione agricola" o "Neolitica".

 

Entrambi i tipi di società sono comunque ancora "redistributive", cioè "comunistiche".

 

 

Questo primo seguito da un'altro punto di rottura essenziale fra la piatta organizzazione umana in aggregazioni o villaggi indipendenti a quella di potere centralizzato della "città", la cosiddetta "Rivoluzione Urbana", anche se non necessariamente sinonimo di "nascita dello Stato".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'evoluzione sociale come risultato di scelte "politiche", decisioni o imposizioni umane

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I meccanismi che si svilupperanno a determinare l'evoluzione socio-politica delle società non sono meccanistici e lineari, non sono cioè automaticamente indotti.

 

Esistono ancora oggi società dedite alla coltura delle piante, rimaste isolate allo stadio "selvaggio" e non progredite a stadi di urbanizzazione, come storicamente esistono antichissime società urbane senza Stato.

 

Siamo noi che nel nostro contesto storico, accecati inoltre dalla nostra visione eurocentrica e moderna come siamo, abbiamo una irresistibile tendenza a "vedere" la storia unicamente dal nostro monoculare punto di vista!

 

 

Ad esempio associamo la nascita dello "Stato" unicamente a quella dataci scolarmente a conoscere di Atene, mentre allargando l'orizzonte potremmo facilmente scoprire come la cosiddetta "Città-Stato" greca di allora sia in effetti un vero nulla se paragonata, ad esempio, alla società cinese della medesima epoca.

 

Come pensiamo ad un "vasto impero" automaticamente riferendo a quello brevissimo e passeggero di un Alessandro Magno o quello di continua lotta ed espansione di Roma, quando ne esistono altri, plurisecolari, di incomparabile stabilità ed efficienza, quali, ad esempio, quello "barbarico" dei Mongoli, a comprendente quasi l'intero Continente Asiatico o, ancora, quello "comunistico" degli Incas, capace di amministrare degli immensi territori americani, senza neppure necessità di Stato scrittura moneta strumenti produttivi più avanzati dell'animale da soma e la ruota...

 

 

Queste Civiltà senza Stato, sena proprietà privata e senza legge della forza dimostrano tutte possibili, alternativi e riusciti percorsi millenari di un vivere insieme "comunistico", la possibilità cioè di raggiungere risultati organizzativi di altissima armonia sociale e felicità individuale al di fuori dei "nostri" tradizionalmente storici e tragicamente attuali schemi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cinque punti di rottura rivoluzionaria in una lunghissima parentesi capitalistica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La classica successione delle transizioni sociali fa seguire al comunismo primitivo delle società autosufficienti, lo schiavismo della società urbana antica, di quella feudale e poi capitalistica, con praticamente cinque punti di rottura rivoluzionaria:

 

- la rivoluzione agricola neolitica,

- la fine della società autosufficiente,

- la società cristiano-feudale,

- la rivoluzione borghese

- seguita dalla rivoluzione proletaria.

 

 

Mentre una seconda periodizzazione può dividere la storia della società umana in tre grandi epoche:

 

- la preistoria comunistica,

- tutte le società strutturate in classi sociali

- ed infine il comunismo sviluppato.

 

In pratica una lunghissima parentesi capitalistica di milleni a collegare l'originario e spontaneo comunismo primitivo al comunismo moderno.

 

 

Ma forse ancora meglio sarebbe crearci una prospettiva storica del tutto nuova, ridividendo la nostra storia in due sole mega-epoche, quella del già vissuto e quella dell'ancora da vivere:

 

- la "Pre-istoria", non quella classica "senza scrittura", ma di una società "naturale", nel senso di regolata da necessità, quindi per lo più caotica e capitalistica, senz'altro a comprendere il nostro oggi,

 

- e la Storia "vera e propria", non quella classica "della documentazione scritta", ma una storia che rimane da scrivere, di una società "umana", caratterizzata da vera libertà, cioè cosciente, progettuale, in armonia con l'ambiente.

 

 

Questa società, per la prima volta finalmente "umanizzata", rimane però solo raggiungibile attraverso un'unica, drastica e prevedibilmente forzata rottura rivoluzionaria, semplicemente perché l'umanità possa ancora avere un futuro!