Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

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άν-άρχή ‒ Il pensiero anarchico

"La libertà degli altri espande la mia all'infinito!" Michail Bakunin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'ABC dell'Anarchia (continua)

Le tematiche dell'Anarchismo

L'anti-elettoralismo

L'anti-militarismo

L'anti-razzismo

L'anti-sessismo

L'anti-specismo, il vegetarismo e l'animalismo

L'autogestione

L'internazionalismo

 

Lo Stato non è "noi"

Kaos e Kosmos

La matematica del caos

Autogoverno non è sinonimo di disorganizzazione né di sregolatezza

L'Istituzione del Comune medievale

La Comune di Parigi del 1871

La Machnovščina Ucraina - l'Armata Nera Anarchica

La Rivolta Libertaria della Città di Kronštadt

Le enclavi libertarie durante la Guerra Civile in Spagna

 

L'ABC dell'Anarchia

Le tematiche dell'Anarchismo

Anarchia e terrorismo

La teoria anarchica

Utopia? ‒ Perché no!

 

Fabrizio Cristiano De André – Uomo, anarca, poeta

Noi, uomini "liberi" – dal comunismo primitivo allo schiavismo, dal Cristianesimo
primitivo alla "schiavitù di fatto" dei nostri giorni

"Podrán morir las personas, pero jamás sus ideas!" - Che Guevara

"La Società Operaia di Mutuo Soccorso di Bracciano" di Massimo Perugini

 

Luciano Russo – Una presentazione

 

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L'ABC dell'Anarchia (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le tematiche dell'Anarchismo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alcune tematiche possono essere considerate "anarchiche" per loro intrinseca natura, altre invece sono particolarmente care ai movimenti anarchici, tra queste ad esempio:

 

- l'anti-elettoralismo,

- l'anti-militarismo,

- l'anti-razzismo,

- l'anti-sessismo,

- l'anti-specismo,

- il vegetarismo,

- l'animalismo,

- l'autogestione e

- l'internazionalismo.

 

Cerchiamo, se pur con i limiti della qui dovuta brevità, di capire meglio il punto di vista anarchico su questi argomenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'anti-elettoralismo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli Anarchici si dichiarano contrari alle elezioni.

 

Questo semplicemente perché in una società anarchica le elezioni non possono esistere, in quanto vi risulta del tutto estraneo il concetto stesso di "rappresentatività" con "delega" a rappresentare altri, anche per un periodo limitato di tempo.

 

Per essere ancora più precisi, gli Anarchici sono contrari al concetto di "rappresentanza", un atto che dia cioè "mandato decisionale" a chicchessia e non revocabile in qualsiasi momento.

 

Conseguentemente non possono accettare neppure i "referendum", non ammettendo governi "di maggioranza", perché qualsiasi decisione di rilevanza sociale deve essere condivisa da tutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'anti-militarismo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli Anarchici si dichiarano altrettanto contrari a qualsiasi autorità non legittima e liberamente riconosciuta, soprattutto se gerarchica e ancor più se violenta.

 

Gli eserciti sono considerati "braccio armato dello Stato" e i militari i lavoratori più sfruttati dal sistema, cui viene richiesto di sacrificare la vita propria e altrui per gli interessi di uno Stato che non siamo "noi".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'anti-razzismo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per gli Anarchici tutti gli uomini nascono, sono e devono rimanere liberi durante la loro intera esistenza.

 

Per questo tutte le etnie sono paritarie, meritando lo stesso rispetto.

 

Qualsiasi tipo di "razzismo" viene di conseguenza considerato una gravissima forma di discriminazione, sia esso legato a fenomeni di Colonialismo, di Nazismo, di Fascismo o di altre concezioni socio-ecomico-politiche per definizione nemiche dell'Anarchismo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'anti-sessismo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come il razzismo gli Anarchici considerano anche il "sessismo" altra gravissima forma di discriminazione.

 

Mentre però il "femminismo" può essere storicamente visto come legittima reazione contro un sistema che discrimina per millenni quel sesso, nessun perdono viene riservato al "maschilismo", prima radice del sessismo.

 

L'anti-sessismo anarchico analizza le profonde radici storiche del fenomeno e le sue dinamiche culturali, tanto nell'architettura quanto nella quotidianità delle società moderne.

 

Lo fa esprimendosi anche concretamente nella lotta per il riconoscimento dei dei pieni diritti civili e sociali di ciascun individuo, come in alcuni Paesi quello del libero voto politico alle donne e in altri quello della libera scelta di convivenza a omo-e transessuali, il libero accesso a ed uso degli anticoncezionali o la difesa della prostituzione, ma solo se e quando libera da qualsiasi sfruttamento da parte di terzi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'anti-specismo, il vegetarismo e l'animalismo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli Anarchici si dichiarano anche contrari allo "specismo", una specie di razzismo.

 

Mentre quest'ultimo proprone la "superiorità di una razza umana" sulle altre, lo specismo è supporre la superiorità della specie umana sulle altre specie animali.

 

 

Molti Anarchici combattono lo specismo da "vegetariani", non mangiando cioè carne, pesce o derivati.

 

Altri lo combattono da "animalisti", boicottando pratiche, cibo e prodotti che presuppongano lo sfruttamento o la sofferenza degli animali, come caccia, vivisezione e allevamenti intensivi (!), latticini e uova, pellami e pellicce, spettacoli circensi con animali in cattività.

 

Tutto ciò per una parità assoluta non solo tra gli esseri umani, ma fra tutti gli esseri "senzienti", vale a dire capaci di sensazioni, senza discriminazione alcuna (come del resto, anche se tardi, comunque sancito anche dall'Unione Europea nel cosiddetto "Trattato di Lisbona" del 2007).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'autogestione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Naturalmente fondamentale per gli Anarchici resta comunque l'"autogestione", cioè il governo ed il controllo di se stessi, sia come individui che come gruppi.

 

 

Gli Anarchici adottano uno stile di vita sociale in cui tutte le decisioni comuni vengano prese con modalità assembleari.

 

Anche qui: le decisioni che abbian un impatto sulla vita della comunità e degli individui vanno prese sempre cercando di raggiungere unanimità, salvo circostanze di emergenza o urgenza.

 

Ciascun individuo ha diritto di voto, anche se libertariamente può scegliere di avvalersene o meno, quando e come meglio ritenga opportuno o necessario.

 

 

L'aspetto dell'"unanimità" richiede forse una più specifica spiegazione per non sembrare negativamente "utopico".

 

Non significa essere tutti e sempre completamente d'accordo su tutto, quanto in un processo dialettico di ascolto attivo delle opinioni e delle ragioni dell'altro e di empatia per lo stato emotivo dell'altro, trovare insieme la migliore sintesi tra le varie opinioni e posizioni.

 

Questa va fatto senza mai neppure cercare di azzittire, prevaricare, ridicolizzare o anche se pur solo ignorare nessuno, semplicemente perché per gli Anarchici nessun tipo di maggioranza può mai avere alcun potere su una minoranza e qualsivoglia modello di organizzazione collettiva va ispirata all'orizzontalità del gruppo, quindi l'assenza di gerarchie.

 


Il modello di
assemblea libertaria contiene e delimita in sé tutto il potere decisionale, senza dipendeza alcuna da entità esterne:

 

 

- rifiutando ogni dipendenza politica ed economica da Comune, Provincia, Regione, Stato o eventuali federazioni anarchiche di cui possa far parte,

 

- e lasciando libero chiunque di unirvisi previo consenso di tutti i membri

 

- ovvero lasciando al suo interno completamente libero ciascun membro di continuare a riconoscervisi

 

- o per qualsiasi ragione ed in qualsiasi momento abbandonarla,

 

- con unico diritto dell'assemblea il poterlo espellere, comunicandone apertamente le ragioni, secondo proprie regole condivise, anche non scritte e comunque suscettibili di qualsiasi mutamento, come stabilito dalla libera volontà degli individui di volta in volta coinvolti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'internazionalismo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non riconoscendo "lo Stato", gli Anarchici non riconoscono neppure quindi l'ordinamento internazionale degli Stati, né le loro "frontiere" territoriali.

 

Al contrario, considerando in genuino spirito cosmopolita e internazionalista tutti gli esseri umani non soltanto pari - qualunque il sesso, la razza, la lingua, la cultura e le idee - ma anche "fratelli" propensi a condivisione e solidarietà al di là di qualsiasi arbitraria linea politica tracciata nella geografia.

 

Anche l'individualista più estremo ed "egoista", pur convinto che ciascuno sia per natura separato da tutti gli altri, non può altro che lasciare al libero arbitrio della persona lo spostarsi ed il relazionarsi liberamente con chiunque voglia, senza in questo venire impedito da confini istituzionali.
 


Nella società anarchica non viene in via di principio giustificata la
proprietà privata, se non come elemento strumentale al processo di emancipazione della persona da oppressioni di qualsiasi natura.

 

Quindi, a titolo di esempio, se mai un immobile venisse lasciato in prolungato disuso o addirittura in stato di vero e proprio abbandono dagli attuali proprietari, la sua occupazione al fine di crearvi spazi sociali o abitativi, per chi ne abbia bisogno, sarebbe un atto legittimo.

 

Il collettivismo necessita infatti di fatto spazi autogestiti, in cui la creazione di forme sociali alternative avvenga dal basso attraverso una sperimentazione libera dal controllo di autorità, avendo come unica guida i valori stessi dell'autogoverno e della solidarietà.