Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

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άν-άρχή ‒ Il pensiero anarchico

"La libertà degli altri espande la mia all'infinito!" Michail Bakunin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo Stato non è "noi" (continua)

La Rivolta Libertaria della Città di Kronštadt

Contro la crescente aberrazione del potere centralizzante bolscevico

La "solita" repressione bolscevica nel sangue

 

Lo Stato non è "noi"

Kaos e Kosmos

La matematica del caos

Autogoverno non è sinonimo di disorganizzazione né di sregolatezza

L'Istituzione del Comune medievale

La Comune di Parigi del 1871

La Machnovščina Ucraina - l'Armata Nera Anarchica

La Rivolta Libertaria della Città di Kronštadt

Le enclavi libertarie durante la Guerra Civile in Spagna

 

L'ABC dell'Anarchia

Le tematiche dell'Anarchismo

Anarchia e terrorismo

La teoria anarchica

Utopia? ‒ Perché no!

 

Fabrizio Cristiano De André – Uomo, anarca, poeta

Noi, uomini "liberi" – dal comunismo primitivo allo schiavismo, dal Cristianesimo
primitivo alla "schiavitù di fatto" dei nostri giorni

"Podrán morir las personas, pero jamás sus ideas!" - Che Guevara

"La Società Operaia di Mutuo Soccorso di Bracciano" di Massimo Perugini

 

Luciano Russo – Una presentazione

 

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Lo Stato non è "noi" (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Rivolta Libertaria della Città di Kronštadt

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fondata dallo Zar Pietro il Grande nei primissimi anni del 1700, Kronštadt, in Russo Кронштадт, o anche "Kronstadt" - dal Tedesco "krone", corona, e "stadt", città - è una città-fortezza costruita sull'Isola di Kotlin non appena riconquistata agli Svedesi, principale porto militare di Pietrogrado, oggi San Pietroburgo, nel Golfo di Finlandia, Russia Nord-Occidentale.

 

Agli inizi del 1921 diventa focolaio di rivolta libertaria quando il suo soviet si ribella apertamente contro il progressivo accentramento di potere bolscevico da parte di Lenin e alla rivolta partecipano quei medesimi marinai e soldati russi che contribuiscono al successo della Rivoluzione di Ottobre di pochi anni prima, ora alleatisi con contadini e cittadini per proclamare un autogoverno di tipo federale e libertario.

 

 

Lo spirito libero e ribelle della Città non è nuovo:

 

- già nel 1905 le truppe dello Zar vi devono operare una sanguinosa repressione contro una prima rivolta dei marinai lì dislocati, tra l'altro proprio da Trotsky definiti "valore e gloria della Russia Rivoluzionaria",

 

- poi nel 1917 alla caduta dell'Impero dello Zar vi viene proclamata la "Repubblica di Kronštadt", federalista ed orientata ad un Socialismo umano non-autoritario, cosiddetto "Anarco-Comunismo" o "Comunismo Libertario", le cui azioni di democrazia diretta portano sì ad una soppressione della proprietà privata, ma anche immediatamente ad una generale redistribuzione di tutte le risorse agli stessi Cittadini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Contro la crescente aberrazione del potere centralizzante bolscevico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1921 il soviet di Kronštadt gode di una vivace vita partecipativa anche facilitata dal capiente cortile della fortezza, in cui oltre 30.000 persone trovano un'ideale agorà per incontri e dibattiti.

 

Qui nel corso di una pubblica assemblea i militari ed i lavoratori della guarnigione approvano una risoluzione da proporre al Governo Bolscevico, nella quale l'attuale funzione dei soviet viene duramente criticata per non rappresentare più gli interessi dei lavoratori e si esorta quindi il Governo a modificare propria politica economica, urgendo la necessità di accrescere il grado di partecipazione dei singoli soviet nelle dinamiche della nuova società.

 

 

A sottolineare le proprie richieste marinai si ammutinano e formano un comitato provvisorio in una rivolta coordinata da Anarco-Sindacalisti.

 

Naturalmente le pessime condizioni di vita imposte dal durissimo cosiddetto "comunismo di guerra" dei Bolscevichi per vincere la Guerra Civile e la mancanza di dibattito tra le realtà locali ed il nuovo Governo Rivoluzionario, che in pratica le taglia completamente fuori dal disegno della nuova società, ne provocano un indirizzo libertario al motto inequivocabilmente anarchico di "Tutto il potere ai Soviet, non ai Partiti!".

 

 

La rivolta va a toccare due nervi scoperti dell'ascendente potere comunista, cioè:

 

- la sua esagerata burocratizzazione

- ed eccessiva centralizzazione,

 

le quali, allontanandolo pericolosamente dai fini e dagli obiettivi della Rivoluzione di Ottobre, non può che servire a creare altro che i presupposti di un ennesimo Regime.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La "solita" repressione bolscevica nel sangue

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'azione militare delle Forze Bolsceviche, già impegnate contro altre simili rivolte di gruppi e movimenti della Sinistra Libertaria e di quella Socialista Rivoluzionaria, tra cui la guerra contro l'Armata Nera Ucraina "Machnovščina" di cui sopra, ha mandato prioritario di sedare qualsiasi forma di insurrezionalismo e anche nel caso di Kronštadt viene decisa la risoluzione del contrasto attraverso un intervento armato.

 

L'Armata Rossa attacca la roccaforte avvicinandovisi dal mare ghiacciato di fronte a Pietrogrado e in due soli giorni, ma di durissima battaglia, riconquistano la base, arrestano gli insorti e ne passano moltissimi per le armi.

 

Durante il primo assalto la Repubblica di Kronštadt riesce a difendersi con 11.000 uomini contro 10.000, ma nel secondo assalto i suoi 18.000 vengono sopraffatti da 25.000 bolscevichi, i primi ne perdono 1.000 nello scontro e i secondi circa 1.500, oltre 2.000 ribelli vengono condannati a morte.

 

 

I giudizi storici sui fatti di Kronštadt divergono fortemente, anche se rimangono, al di là delle opinioni, una delle pagine più tragiche della Rivoluzione Russa e della vita di Trotsky.

 

Per i Bolscevichi la rivolta è da considerarsi "borghese" perché nella base operano all'epoca "forze controrivoluzionarie", mentre gli Anarchici finiscono per chiamarla la "Quarta Rivoluzione Russa", quella libertaria, che convince Lenin sì a mettere fine al "comunismo di guerra" dando il via alla cosiddetta "Nuova Politica Economica", ma altrettanto ad affermare purtroppo che il nuovo "Stato Proletario" vada difeso da qualsivoglia dissenso interno, inaugurando così la ben nota e spietata stagione di repressioni sistematiche per oltre mezzo secolo.