Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

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άν-άρχή ‒ Il pensiero anarchico

"La libertà degli altri espande la mia all'infinito!" Michail Bakunin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo Stato non è "noi" (continua)

La Machnovščina Ucraina - l'Armata Nera Anarchica

La potente anarchia rurale

Le Comuni anarchiche

La Guerra Civile Russa

Il massacro ad opera dei "fratelli" dell'Armata Rossa e la fine

Il Manifesto Machanovista

 

Lo Stato non è "noi"

Kaos e Kosmos

La matematica del caos

Autogoverno non è sinonimo di disorganizzazione né di sregolatezza

L'Istituzione del Comune medievale

La Comune di Parigi del 1871

La Machnovščina Ucraina - l'Armata Nera Anarchica

La Rivolta Libertaria della Città di Kronštadt

Le enclavi libertarie durante la Guerra Civile in Spagna

 

L'ABC dell'Anarchia

Le tematiche dell'Anarchismo

Anarchia e terrorismo

La teoria anarchica

Utopia? ‒ Perché no!

 

Fabrizio Cristiano De André – Uomo, anarca, poeta

Noi, uomini "liberi" – dal comunismo primitivo allo schiavismo, dal Cristianesimo
primitivo alla "schiavitù di fatto" dei nostri giorni

"Podrán morir las personas, pero jamás sus ideas!" - Che Guevara

"La Società Operaia di Mutuo Soccorso di Bracciano" di Massimo Perugini

 

Luciano Russo – Una presentazione

 

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Lo Stato non è "noi" (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Machnovščina Ucraina - l'Armata Nera Anarchica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Machnovščina, in Ucraino махновщина, è l'Esercito Insurrezionalista dell'Ucraina - così chiamato dal suo leggendario comandante, l'appena ventinovenne anarchico, rivoluzionario e generale contadino figlio di poveri contadini ucraini Nestor Ivanovič Machno, in Ucraino Нестор Іванович Махно, soprannominato "Padre" Machno,

 

Un esercito conosciuto anche come l'"Armata Nera", la cui breve storia va dal 1918 al 1921.

 

 

Nonostante la sua giovanissima età Machno partecipa già sedicenne ai  violenti tumulti della Rivoluzione del 1905 organizzata autonomamente dalle masse contadine della sua Regione e diventa anarchico: condannato a morte dallo Zar sconterà otto anni "ai ferri", unica sua scuola di vita i lavori forzati ed il carcere in cui riceverà una elementare alfabetizzazione grazie ad un compagno di prigionia.


Al
1918 risale infatti la formazione delle prime Bande Insurrezionaliste, quando cioè secondo il Trattato di Brest-Litovsk Lenin cede parte del territorio dell'Ucraina, la Gubernija, al controllo degli Imperi Centrali e conseguentemente l'Esercito Austro-Germanico la invade, la conquista in appena tre mesi e vi impone un regime di destra.

 

 

Dopo il trattato e l'instaurazione di un governo repressivo, gli anarchici ucraini si organizzano in un Esercito di Liberazione per azioni di guerriglia contro l'invasore, cercando allo stesso tempo, ma inutilmente, di ottenere rinforzi militari e ricevere aiuti materiali dai compagni anarchici della Russia Bolscevica.

 

Il crescente autoritarismo burocratico del nuovo Regime colpisce però duramente il Movimento Anarchico Russo attraverso l'azione repressiva della Polizia Politica Comunista, rendendolo in pratica del tutto inefficace ed anche il breve incontro di Machno con Lenin non fa che mettere definitivamente a nudo la diametrale diversità fra la visione anarchica e quella bolscevica della futura società.

 


Machno
rischia addirittura di venire assassinato prima di riuscire a rientrare in Ucraina e non va meglio una volta nel proprio Paese, dove viene purtroppo arrestato dagli Austro-Tedeschi per possesso di materiale propagandistico e liberato su cauzione grazie ad una raccolta di ingenti fondi ad opera dei suoi fedeli compagni anarchici.

 

Machno diventa così il leader del Movimento di Resistenza Ucraino contro non soltanto gli invasori Austro-Tedeschi, ma anche gli oppressori Russi Bianchi ed i nuovi nemici Bolscevichi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La potente anarchia rurale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mentre liquidare all'inizio i piccoli nuclei anarchici cittadini, isolati ed impotenti, risulta estremamente facile, al contrario nel sud contadino dell'Ucraina si consolida una fortissima ed efficiente organizzazione anarchica rurale, sia economica che militare, solidamente radicata nel territorio la cui gente ha una tradizione ribelle: una Regione questa popolata da ben sette milioni di abitanti a formare geograficamente un cerchio del diametro di quasi 300 chilometri, la cui punta sud fruisce di un porto sul Mare di Azov e con al centro un borgo di circa 30.000 abitanti.

 

I contadini rivoluzionari si impadroniscono dei latifondi e sono pronti a difendere la propria terra con le armi, contro i tentativi degli Austro-Tedeschi di restituirli ai vecchi proprietari come anche contro i tentativi di requisizione dei commissari bolscevichi.
 


In Ucraina si tenta quindi
per la prima volta nella storia di applicare su larga scala i principi del "Comunismo Libertario", cioè l'Anarchismo, secondo gli ideali di indipendenza di un grande movimento popolare di Machno e dei suoi, del tutto antitetici a quelli del modello autoritario imposto in città e campagne dal potere bolscevico.

 

In un paese a stragrande maggioranza contadina qualsiasi sviluppo economico deve necessariamente partire dalla terra, dal controllo dei campi, ed è lì che l'anarchismo mette rapide radici con la legittima aspirazione dei contadini di uscire da un secolare latifondismo estremo, consegnando quindi al bracciantato agricolo, così affamato di terreni da coltivare per sopravvivenza, quelli confiscati ai grandi proprietari, in modo che piccole collettività contadine locali possano formarsi e vivere l'esperienza di una completa autogestione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le Comuni anarchiche

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I contadini si organizzano spontaneamente in singole unità produttive dette "Comuni" o "Soviet di lavoro"  indipendenti, coltivando insieme la terra senza direttive o controlli di una autorità centrale, in un sistema totalmente egualitario e creando una rete di relazioni tra le cooperative contadine, sia a livello locale che distrettuale e regionale.

 

Questo modello dimostrerà pienamente, al di là di ogni teoretico dubbio, come in realtà le aspettative anarchiche si possano realizzare e nella pratica si realizzino man mano in forme di collaborazione a tutti i livelli senza minimamemte andare a limitare la libertà personale, un successo anche a livello propagandistico che non potrà essere accettato a lungo dall'apparato bolscevico.

 

 

I principi di fratellanza e di uguaglianza del Comunismo Libertario vengono applicati nell'Ucraina liberata e di fatto spontaneamente rispettati da tutti - uomini, donne e bambini - in modo che ciascuno contribuisca al lavoro comune secondo le proprie forze e chiunque di loro, autentici lavoratori, venga temporaneamente eletto a funzioni di gestione (i politici di mestiere sono tassativamente esclusi dal potere "sovietico", cioè del soviet!) torni poi al suo lavoro abituale nella Comune.

 

Ogni soviet è l'esecutore diretto della volontà dei contadini locali, unità di produzione federata ad altre unità in un Distretto e i distretti in Regione: un sistema economico complessivo fondato sull'uguaglianza sociale e sulla assoluta indipendenza.

 

 

Il punto debole del movimento è il povero supporto culturale ed educativo da parte di intellettuali libertari che possano anche portare avanti una forte trattativa "diplomatica" con il Governo Bolscevico.

 

Il Manifesto Machnovista che si proclama "categoricamente e definitivamente contro ogni partecipazione ai soviet, divenuti organismi puramente politici, organizzati su una base autoritaria, centralizzatrice, statale" e precisa fin troppo chiaramente la dottrina dei "soviet liberi", viene considerato dalla controparte come una vera e propria dichiarazione di guerra.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Guerra Civile Russa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La difesa militante di questi ideali anarchici insieme al preteso totale smantellamento dell'autorità a favore della libertà dei contadini e degli operai portano inevitabilmente a quattro lunghi anni di dure lotte dei "machnovisti" nell'ambito della Guerra Civile Russa.

 

Con azioni mirate di guerriglia contro l'Esercito Austro-Tedesco, con innumerevoli scontri armati ed anche importanti vittorie militari, soprattutto contro la cosiddetta "Armata Bianca" degli Zaristi  antibolscevichi, ed infine contro la neo-costituita "Armata Rossa" dei Bolscevichi dalla fusione delle unità di Guardie Rosse.

 

 

I due eserciti machnovista e bolscevico si trovareranno d'accordo solo in due occasioni critiche, in azioni militari coordinate contro il pericolo interventista rappresentato dalle Forze Bianche, nel 1919 e 1920, poi l'Armata Rossa tornerà a volgere le proprie armi contro i partigiani anarchici.

 

Agguati, arresti e fucilazioni di  partigiani disarmati durante incontri di falsa trattativa preludono alla definitiva offensiva contro Gulyai-Polyé, in uno scontro fra fra "libertari" ed "autoritari" che durerà quasi un anno, ma ogni giorno sempre più impari.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il massacro ad opera dei "fratelli" dell'Armata Rossa e la fine

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alla fine, unità dopo unità, le truppe ribelli verranno inesorabilmente messe fuori combattimento, sconfitte, ma solo per supremazia di uomini e di mezzi, da un esercito molto superiore di numero ed inoltre meglio equipaggiato.

 

Come se non bastasse gli Anarchici verranno massacrati e quasi sterminati per "alto tradimento" dall'Armata Rossa su ordine del suo stesso fondatore e primo comandante supremo, quel Leon Trotsky o, in Russo, Лев Троцкий, nato Lev Davidovich Bronshtein, rivoluzionario, politico e teorico marxista russo-sovietico, poi fatto assassinare da Stalin nel 1940!

 

Questa discutibilissima se non sporca tattica verrà reiterata diciotto anni dopo dagli Stalinisti contro le Brigate Anarchiche durante la Guerra Civile Spagnola, prima rifiutando armi ed assistenza ai "fratelli anarchici" in armi, salvo poi di accusarli di "alto tradimento" per non battersi con sufficiente efficacia contro il comune nemico...

 

 

Machno, è costretto a rifugiarsi in Romania e poi a Parigi, dove, povero e malato, nonostante le condizioni di vita umilianti da esiliato, continuerà tenacemente la sua attività politica anarchica fino alla morte per tubercolosi nel 1934.

 

Verrà sepolto proprio in quel Cimitero del Père Lachaise, sacro per tutti gli Anarchici come luogo dell'eroica resistenza finale dei Comunardi a tragica conclusione della "Semaine sanglante" che mette fine alla Comune di Parigi del 1871.

 

 

Anche se nella storia dell'Ucraina, successivamente per lungo tempo del tutto assimilata nell'Unione Sovietica dei vincitori, quest'avventura militare dell'Armata Nera machnovista rimarrà una parentesi di marginale interesse, la pur brevissima epopea della "Machnovščina" lascerà comunque un valido prototipo di movimento indipendente delle masse lavoratrici, di sicura ispirazione il futuro anarchico.

 

Il sogno utopico dei suoi giovani volontari di un Comunismo Primitivo Non-Autoritario, tornerà a nuova vita quando molti dei sopravvissuti ex-componenti di nuovo sceglieranno di combattere per le loro idee, questa volta durante la Seconda Guerra Mondiale e nell'Esercito Insurrezionale Ucraino, politicamente nazionalista, insieme ai repubblicani sia della Repubblica Popolare Ucraina che della Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Manifesto Machanovista

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Manifesto Machanovista, redatto dagli insorti anarchici nel 1920, non potrebbe essere più chiaro ed inequivocabile:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"... Che cosa intendiamo per emancipazione?

 

 

Il rovesciamento dei governi monarchici, di coalizione, repubblicani, socialdemocratici e del Partito Comunista bolscevico, cui deve sostituirsi un ordine indipendente di soviet dei lavoratori, senza più governanti né leggi arbitrarie.

 

Perché il vero ordine dei soviet non è quello instaurato dal governo socialdemocratico-comunista bolscevico, che ora si definisce potere sovietico, ma una forma più alta di socialismo anti-autoritario e anti-statale, che si manifesta nell'organizzazione di una struttura libera, felice e indipendente della vita dei lavoratori, nella quale ciascun individuo, così come la società nel suo complesso, possa costruirsi da sé la propria felicità e il proprio benessere secondo i principi di solidarietà, di amicizia e di uguaglianza."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"... Come consideriamo il sistema dei soviet?

 

 

I lavoratori devono scegliersi da soli i propri soviet, che soddisferanno i desideri dei lavoratori - cioè, soviet amministrativi, non soviet di Stato.

 

La terra, le fabbriche, gli stabilimenti, le miniere, le ferrovie e le altre ricchezze popolari devono appartenere a coloro che vi lavorano, ovvero devono essere socializzate."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"... Attraverso quale via i machnovisti potranno realizzare i loro obiettivi?

 

 

Con una rivoluzione senza compromessi e una lotta diretta contro ogni arbitrio, menzogna ed oppressione, da qualunque fonte provengano, una lotta all'ultimo sangue, una lotta per la libertà di parola e per la giusta causa, una lotta con le armi in mano.


Solo attraverso l'abolizione di tutti i governanti, distruggendo le fondamenta delle loro menzogne, negli affari di Stato come in quelli economici, solo con la distruzione dello Stato per mezzo della rivoluzione sociale potremo ottenere un vero ordine di
soviet e giungere al Socialismo!"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'anarchico italiano Errico Malatesta, scrittore italiano a cavallo tra il XIX e il XX secolo e tra i grandi teorici del movimento anarchico, per più di dieci anni rinchiuso in carcere e quasi una vita in esilio, amico personale di Nestor Machno, Pëtr Kropotkin e Michail Bakunin, dirà della Primavera Machanovista Ucraina:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Il carattere squisitamente libertario del movimento e lo spirito egualitario ed antiautoritario non potevano che scontrarsi con i metodi ed i progetti dei Bolscevichi."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

È quello stesso Malatesta che nel suo Programma Anarchico del 1919 scrive:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"... Noi vogliamo dunque abolire radicalmente la dominazione e lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo,

 

noi vogliamo che gli uomini affratellati da una solidarietà cosciente e voluta cooperino tutti volontariamente al benessere di tutti;

 

noi vogliamo che la società sia costituita allo scopo di fornire a tutti gli esseri umani i mezzi per raggiungere

 

il massimo benessere possibile,

il massimo possibile sviluppo morale e materiale;

 

noi vogliamo per tutti pane, libertà, amore, scienza. ..."