Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

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άν-άρχή ‒ Il pensiero anarchico

"La libertà degli altri espande la mia all'infinito!" Michail Bakunin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo Stato non è "noi" (continua)

L'anarchismo come libera linea di pensiero

Il consapevole abuso reazionario del termine "anarchia"

 

Lo Stato non è "noi"

Il concetto di anarchia
Il termine "anarchia"
L'evoluzione del pensiero anarchico

L'anarchismo come libera linea di pensiero
Il consapevole abuso reazionario del termine "anarchia"  

Kaos e Kosmos

Autogoverno non è sinonimo di disorganizzazione né di sregolatezza

 

L'ABC dell'Anarchia

Utopia? ‒ Perché no!

 

Fabrizio Cristiano De André – Uomo, anarca, poeta

Noi, uomini "liberi" – dal comunismo primitivo allo schiavismo, dal Cristianesimo
primitivo alla "schiavitù di fatto" dei nostri giorni

"Podrán morir las personas, pero jamás sus ideas!" - Che Guevara

"La Società Operaia di Mutuo Soccorso di Bracciano" di Massimo Perugini

 

Luciano Russo – Una presentazione

 

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Lo Stato non è "noi" (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'anarchismo come libera linea di pensiero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'Anarchismo dello Stirner non ha comunque velleità di "ideologia" né tantomeno di "movimento", ma rimane un'idea strettamente individualista, che mai lo porterà a neppure chiamarsi "anarchico", ma ben ad asserire come religioni e ideologie si fondino su "superstizioni", quali Umanesimo, Nazionalismo, Statalismo, Liberalismo, Socialismo e Comunismo: tesi cui faranno inevitabile riferimento e dibatteranno animatamente, tra gli altri, personaggi come Karl Marx, Søren Kierkegaard e Benito Mussolini.


Non c'è da stupirsi se
ancora oggi il dibattito suscitato da Stirner rimane vivace, alimentato anche da una ricca letteratura che ne continua a dare interpretazioni, sia del pensiero anarchico che esistenzialista, come variegate rimangono le interpretazioni storiche e politiche dell'idea stessa di "anarchia", dato che sarebbe contro la natura stessa dell'Anarchia e degli Anarchici una dottrina uniformata riduttivamente all'univocità o storicamente avvilita ad uno sviluppo lineare.

 


Al di là delle
sfumature interpretative però, tutte le varie ramificazioni del pensiero anarchico riconoscono come irrinunciabile nocciolo duro l'elemento comune di una proclamata necessità dell'annullamento di ogni forma arbitraria di "potere costituito", cioè delle Istituzioni superflue e dello stesso Stato, condizione necessaria l'evoluzione sociale.

 

Da chiarire subito come l'annullamento del potere dello "Stato" non implichi comunque, come molti vorrebbero asserire, un annullamento della stessa "organizzazione sociale", ma al contrario la sua graduale trasformazione in società non gerarchica.

 


Non è strano poi che
libere linee di pensiero - quindi caratteristica peculiare dell'Anarchismo - possano diversificarsi anche in modo sostanziale tra loro, dall'"individualismo" estremo al totale "collettivismo", tutte comunque riconducibili alle due principali ali dell'Anarco-Socialismo e l'Anarco-Individualismo.

 

Il pensiero anarchico focerà di conseguenza in movimenti che vanno dall'Anarco-Pacifismo e l'Anarchismo Cristiano all'Anarco-Comunismo e l'Anarco-Sindacalismo, la stragrande maggior parte dei quali si oppongono a tutte le forme di violenza, condannando l'aggressione armata, legittimando l'autodifesa ed esaltando la strategia della non-violenza, ad eccezione di minori correnti cosiddette "anarco-insurrezionaliste", molto spesso legate a contesti territoriali locali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il consapevole abuso reazionario del termine "anarchia"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ancora oggi chi di fatto voglia limitare l'aspirazione di libertà dell'individuo, abusa della parola "anarchia" nell'improprio significato di "disordine sociale", confermandola così culturalmente pregna dell'accezione di  "illegalità"!

 

 

Proprio ad evitare questa volutamente e tanecemente perpetuata confusione, nel 1857 l'"operaio-poeta", scrittore e militante anarchico francese Joseph Déjacque, per le sue idee costretto a lungo esilio negli Stati Uniti d'America, conia il termine "libertaire", in Italiano "libertario", distinto ed in contrapposizione a "liberale", ampiamente adottato in Francia anche allo scopo di sfuggire alla censura.

 

Dalla seconda metà del XIX secolo e ancora oggi "a-narchia", "Libertarismo" e "a-crazia" sono in pratica del tutto sinonimi, con una distinzione però fra "Anarchia", come ideale politico e progetto sociale, ed "Anarchismo", quale teoria e movimento politici.