Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cerca una parola nel portale | Ricerca avanzata | Indice di tutte le parole | Mappatura del portale | Gli ultimi aggiornamenti

 

 

 

 

 

 

Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

Pagina in costruzione: rinnovare la pagina con il browser per essere sicuri di visualizzarne la versione più recente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

άν-άρχή ‒ Il pensiero anarchico

"La libertà degli altri espande la mia all'infinito!" Michail Bakunin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo Stato non è "noi" (continua)

L'Istituzione del Comune medievale

L'organizzazione e la gestione del Comune

Il Comune come innovazione "scomoda" al potere

 

Lo Stato non è "noi"

Kaos e Kosmos

La matematica del caos

Autogoverno non è sinonimo di disorganizzazione né di sregolatezza

L'Istituzione del Comune medievale

La Comune di Parigi del 1871

La Machnovščina Ucraina - l'Armata Nera Anarchica

La Rivolta Libertaria della Città di Kronštadt

Le enclavi libertarie durante la Guerra Civile in Spagna

 

L'ABC dell'Anarchia

Le tematiche dell'Anarchismo

Anarchia e terrorismo

La teoria anarchica

Utopia? ‒ Perché no!

 

Fabrizio Cristiano De André – Uomo, anarca, poeta

Noi, uomini "liberi" – dal comunismo primitivo allo schiavismo, dal Cristianesimo
primitivo alla "schiavitù di fatto" dei nostri giorni

"Podrán morir las personas, pero jamás sus ideas!" - Che Guevara

"La Società Operaia di Mutuo Soccorso di Bracciano" di Massimo Perugini

 

Luciano Russo – Una presentazione

 

Prima pagina del sito

Mappa del sito

 

Prima pagina del portale  

Mappa del portale

Libro dei Visitatori

 

Lo Stato non è "noi" (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'Istituzione del Comune medievale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I "Comuni" o piccole Città-Stato, soprattutto dell'Italia Centro-Settentrionale tra l'XI ed il XIV secolo(semplicemente a causa dell'allora dominante centralismo normanno in quella Meridionale), sono un chiaro esempio di nuova realtà politica creato per raggiungere una forma di autogoverno locale.

 

Dopo il catastrofico crollo dell'Impero Romano d'Occidente ed il lungo periodo di invasioni e distruzioni con secoli di incessante paura e di pura sopravvivenza, verso la fine del Medioevo con la "Rinascita dell'Anno Mille" il rifiorire delle attività artigianali porta alla rinascita delle città, le quali vogliono naturalmente tenere per se stesse il profitto ed il benessere generato, cercando conseguentemente di liberarsi da penalizzazioni territoriali di tipo feudale e dall'assoggettamento al lontano, ma comunque onnipresente, potere imperiale.

 

 

In questo senso e con questa lettura il Comune non può essere altro che l'espressione di una profonda lotta politica per l'emancipazione delle classi cittadine.

 

Di fatto questa lotta porta ad una delle più epocali trasformazioni sociali e le attività produttive artigianali diventano dapprima piccolo industriali ed infine industriali nel vero senso della parola, arrivando a generare nuove attività commerciali le quali, a loro volta, andranno a creare una nuova classe sociale - il ceto della "borghesia" o abitanti del borgo o città, in contrapposizione a quelli delle campagne - e con essa la sperimentazione più o meno forzata di nuove forme di governo, che fanno inesorabilmente esaurire il ruolo del "Comune" a favore della "Signoria" cittadina...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'organizzazione e la gestione del Comune

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Comune ha un'organizzazione politica in cui è governato da un "Consiglio generale cittadino", il quale a sua volta elegge ad esercitare il potere esecutivo dapprima dei "Magistrati", rappresentanti cioè della collettività chiamati Boni homines (cioè uomini buoni e giusti di cui tutti si fidano) o "Consoli", e più tardi il cosiddetto "Podestà", uno straniero che possa essere "al disopra delle parti" in quanto al di fuori dei conflitti interni, vale a dire un funzionario "di mestiere" con compiti amministrativi del territorio e di mediatore tra potere formale e cittadinanza.

 

 

È proprio nel Comune che nasceranno i fenomeni associativi delle Coniurationes, fra gruppi di cittadini, e delle Corporazioni delle Arti e dei Mestieri, associazioni di artigiani e mercanti a regolamentare e tutelare le loro attività professionali (Arti in Italia, Guildes in Francia, Guilds in Inghilterra, Gremios in Spagna, Zünften in Germania, Gremi in Sardegna, influenzata soprattutto al nord dalla Spagna: ma il nome ufficiale rimane dappertutto in Latino Universitates, di cui da noi ad esempio l'"Università Agraria", o o Collegia, dal Corpus o Collegium di epoca romana).

 

 

Da notare come i Consoli prestino giuramento di fedeltà direttamente ai Cittadini, elencando i propri doveri di eletti in una lista da considerare una delle prime formule di "Statuto Cittadino", e redigano il cosiddetto "Breve", un protocollo, ufficiale e da archiviare, di rendicontazione delle attività svolte, con particolare nota delle opere pubbliche iniziate ma non portate a termine (oggi diremmo delle "promesse politiche elettorali non onorate").

 

Ed è ancora fondamentale nel Comune il "Parlamento", organo composto - almeno all'inizio - da tutti i Cittadini che godano di diritti urbani, anche se poi progressivamente ed inesorabilmente ridotto ad un piccolo gruppo di persone "dirigenti", a rappresentare le famiglie con più potere, quelle i cui membri cioè godranno sempre più di maggiori diritti rispetto agli altri...

 

Pensando proprio a Polibio verrebbe da dire piuttosto l'immancabile "degenerazione dell'anarchia"!

 

 

Tutto ciò pur rimanendo il potere esclusivo dei "maschi maggiorenni, proprietari di una casa e tassati", con la conseguente esclusione di donne, poveri, i servi, Ebrei e Musulmani non convertiti...

 

C'è anche da dire che il successo dei Comuni e la loro successiva espansione dalle città alle campagne con la creazione del cosiddetto "contado" o comitatinanza, a comprendere il Comitatus delle campagne già del Comune con il Districtus delle campagne annesse, vengano sostenuti dall'evidente interesse delle Nobiltà locali di sganciarsi dal controllo imperiale.

 

A riprova di questa ennesima manovra politica ancora una volta a danno del Popolo il fatto che i Podestà, professionisti con studi di diritto nelle nascenti Università, siano loro stessi quasi tutti nobili!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Comune come innovazione "scomoda" al potere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'Istituzione Comunale entra in crisi alla fine del XII secolo e finisce con il collasso agli inizi del XIV secolo, perché scomoda ai "potenti" e quindi attaccata sia dall'esterno che al suo interno.

 

 

Dall'esterno viene duramente combattuta fin dai suoi inizi da parte degli Imperatori tedeschi del Sacro Romano Impero, come Federico I il "Barbarossa", il quale vuole a tutti i costi riprendersi le regalie "usurpategli" - in chiaro testo il diritto cioè di far pagare tasse, battere moneta ed eleggere i Magistrati della città.

 

Sconfitto il Barbarossa a Legnano nel 1176 dai Comuni unitisi nella "Lega Lombarda", solo 7 anni dopo si raggiungerà un compromesso nella Pace di Costanza, che da una parte fa tornare i Comuni ad una pur "formale" ubbidienza all'Imperatore in cambio del "sostanziale" riconoscimento della propria autonomia.

 

 

All'interno gli inevitabili contrasti sociali a tutti i livelli: le solite Famiglie aristocratiche in lotta fra di loro per primeggiare l'una sull'altra, il nuovo ceto borghese delle Arti Maggiori che minaccia seriamente i Patrizi cittadini nel loro ruolo di leader, la solita massa inquieta ed insoddisfatta degli esclusi dal raggiunto benessere economico, i sempre e comunque emarginati dal vero potere...

 

A nulla servirà la inventata figura del cosiddetto "Capitano del Popolo" ad affiancare, anche lui spesso straniero, quella del Podestà: di fatto anche questa carica finirà per rappresentare esclusivamente gli interessi delle Arti Maggiori - la nuova borghesia.

 

 

Più tardi i Comuni entreranno addirittura in lotta fra di loro con le rispettive Nobiltà che con tutti i mezzi e ad ogni costo cercheranno ingordamente di espandere ciascuna i propri già enormi interessi nel Contado, sottraendo naturalmente terre ai Comuni limitrofi.

 

Infine con l'avvento delle Monarchie centralizzate verrà dato il colpo di grazia all'autonoma Istituzione Repubblicana del Comune.

 

La Signoria cittadina rimetterà "ordine" nelle strutture sociali, appunto con i "Signori" che per definizione presuppongono dei "servitori".