Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La cultura siamo noi Noi la parola

La società siamo noi, noi la cultura e la nostra storia:  la cultura non ha comparti né livelli - o c'è o non c'è.

Proteggiamo la cultura popolare, madre di tutte le culture!

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

50 anni dopo "L'Italia è tutta un Vajont"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un disastro annunciato e denunciato

 

Un disastro annunciato e denunciato

L'articolo di denuncia pubblicato da Tina Merlin sull'Unità il 5 maggio 1959 (!)

Prima della tragedia

La tragedia

Dopo la tragedia  

Al di là di tutto, restano al solito le troppe morti inutili e la difficile sopravvivenza di pochi

 

Ricordando con dovuto rispetto ed immutato affetto le vittime del terremoto in Abruzzo, anche se non fa più “titolo”...

La nostra “comune umanità”

Migrante che vai – migrante che vieni

 

Luciano Russo – Una presentazione

 

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Un disastro annunciato e denunciato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo una vita passata ai vertici del Partito Fascista - anche come Ministro plenipotenziario, Governatore della Tripolitania Italiana, Ministro delle Finanze, Presidente della Biennale di Venezia e Presidente di Confindustria, in un arco di tempo che va dal 1921 fino al 1943, Giuseppe Volpi, Conte di Misurata, contribuisce dopo la destituzione di Mussolini a finanziare la resistenza veneta, in particolare i partigiani comunisti del Monte Grappa, così nell'immediatol Dopoguerra, grazie all'Amnistia Togliatti e diverse testimonianze a suo favore di autorevoli antifascisti, ogni accusa a suo carico decade.

 

Come titolare della S.A.D.E. - Società Adriatica di Elettricità, lo ritroviamo come uno dei più potenti e convinti promotori dela costruzione della diga del Vajont, progettata dal 1926 al 1958 dall'Ingegner Carlo Semenza e costruita tra il 1957 e il 1960 nel Comune di Erto e Casso in Provincia di Pordenone, Regione Friuli-Venezia Giulia, lungo il corso appunto del torrente Vajont, un'opera ardita, pazza o quasi impossibile, all'epoca infatti la più alta in assoluto e ancora oggi la quinta più alta del mondo...

 

 

 

 

 

 

La diga, oggi in disuso, rimarrà tristemente famosa per il disastro del 9 ottobre 1963, quando una frana, precipitata del Monte Toc nel bacino artificiale, lo fa traboccare inondando conseguentemente con inaudita violenza il paese di Longarone, in Provincia di Belluno, che viene spazzato via causando 2000 vittime, di cui 487 bambini e ragazzi sotto i 15 anni.

Causa principale del disastro il riempimento dell'invaso e suo successivo svuotamento per abbassare il livello delle acque a quota di regime, con una tale variazione di pressione sul lato della montagna da provocarne il franamento,
sollecitazioni poi calcolate di quasi 10 volte superiori a quelle previste durante il normale esercizio.

 

 

Pochissimi giornalisti coraggiosi, tra cui Tina Merlin dell'Unità (per questo processata!), e alcuni periti onesti ne segnalano invano la pericolosità da anni prima della tragedia.

 

Se ascoltati, la strage potrebbe essere benissimo evitata, ma prevalgono le solite logiche economiche del profitto, un "profitto" mai comunque beffardamente mai ottenuto, perché quella diga è in disuso, con dentro al posto dell'acqua un pezzo di montagna!