Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La cultura siamo noi Noi la parola

La società siamo noi, noi la cultura e la nostra storia:  la cultura non ha comparti né livelli - o c'è o non c'è.

Proteggiamo la cultura popolare, madre di tutte le culture!

Il materiale originale in questa pagina è © Antonella Colonna Vilasi: la Redazione ringrazia l'autore per averne autorizzato la ripubblicazione e l'adattamento nel portale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Libri: "Il Terrorismo" di Antonella Colonna Vilasi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[La strategia della tensione] “Il terrorismo” di Antonella Colonna Vilasi, Mursia, Milano 2009

[“Anni passati? Anni che non torneranno mai più?”]

[... per riportare la luce su un passato che tale non sembrerebbe essere]

 

 

Antonella Colonna Vilasi Una presentazione

 

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Dalla prima di copertina del libro di Antonella Colonna Vilasi "Il Terrorismo", Mursia, 2009

 

 

[La strategia della tensione] “Il terrorismo” di Antonella Colonna Vilasi, Mursia, Milano 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A Brescia in Piazza della Loggia il 28 maggio 1974 la Strage di Piazza della Loggia, un attentato terroristico compiuto dall'estrema destra brescianana con il fortemente sospettato coinvolgimento di rami dei Servizi Segreti e di apparati dello Stato: una bomba nascosta in un cestino portarifiuti durante una manifestazione antifascista indetta dai sindacati e dal Comitato Antifascista uccide vigliaccamente otto persone e ne ferisce altre centodue, ma ancora oggi non esiste un colpevole... 

 

(Foto di archivio)

 

 

[“Anni passati? Anni che non torneranno mai più?”]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Con il termine strategia della tensione, utilizzato per la prima volta dopo l’attentato di Piazza Fontana, ci si riferisce a una teoria interpretativa che analizza l’insieme delle stragi e degli attentati terroristici italiani avvenuti nel secondo dopoguerra e, con particolare intensità, tra il 1969 e il 1984 e, in misura minore, anche successivamente.

 

Il movente principale di questa particolare strategia è ravvisato nella destabilizzazione della situazione politica italiana.

 

 

(…)

 

 

150 morti, 562 feriti, 11 stragi, un numero ancora indefinito di tentativi di strage: per quindici anni, dal 1969 al 1984, l’Italia è stato un Paese insanguinato dalla logica del terrore.

 

Una logica stragista al servizio di finalità politiche per nulla oscure: il condizionamento della vita democratica di una nazione e la lotta politica concepita come sconto senza quartiere e improntata al ricatto del terrore.

 

 

Anni passati?

 

Anni che non torneranno mai più?”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A Milano in Via De Amicis il 14 maggio 1977 Giuseppe Memeo, dei Proletari Armati per il Comunismo, organizzazione extraparlamentare armata lombarda di estrema sinistra, punta una una Colt 45 Auto contro la Polizia durante una manifestazione di protesta: foto simbolo dei cosiddetti "anni di piombo". 

 

(Foto di archivio)

 

 

[... per riportare la luce su un passato che tale non sembrerebbe essere]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con l’esperienza acquisita come saggista, autrice di pubblicazioni criminologico-forensi, nelle quali si occupa di criminalità organizzata, mafia ed intelligence, Antonella Colonna Vilasi ricostruisce ora uno dei periodi più misteriosi e controversi della storia contemporanea del nostro Paese, rivisitando proprio quel quindicennio maledetto che, tra eversione “rossa” e “nera”, ha inciso, forse indelebilmente, le nostre stesse coscienze.

 

 

“Il Terrorismo” (Mursia, Milano 2009, € 19.00) reca la prestigiosa prefazione di Piero Luigi Vigna, Procuratore Nazionale Antimafia tra il 1997 ed il 2005 che, dopo aver evidenziato le tre principali direttrici lungo cui si muove la ricerca (la strategia della tensione, l’eversione rossa e quella nera), rimarca come il testo di Antonella Colonna Vilasi si caratterizzi “per un linguaggio narrativo distaccato che completa le conoscenze anche di coloro che hanno avuto l’occasione di svolgere indagini sul fenomeno terroristico, mediante opportune citazioni testuali di articoli di stampa editi nei vari momenti storici e di documenti, anche di fonte internazionale, che, preclusi un tempo all’accesso, sono diventati via via disponibili grazie all’apertura di archivi riservati”.

 

 

E il lettore non impiegherà molto per verificare, di persona, l’estrema attualità del testo che - ancora parole di Vigna - “è testimonianza del fatto che la repressione del terrorismo avvenne, pur fra le notevoli difficoltà incontrate dall’azione investigativa - specie quella diretta a contrastare l’eversione di destra - nel rispetto dei fondamentali principi costituzionali, senza ricorrere alle 'scorciatoie' propugnate dai sostenitori del cosiddetto 'diritto penale del nemico', ma anche perché dà conto, a chi non visse quei periodi, dei percorsi che si sono dovuti compiere per la stabilizzazione del nostro assetto democratico.

 

 

Utile come non mai, la ricerca di Antonella Colonna Vilasi è uno strumento di ricerca per riportare la luce su un passato che tale non sembrerebbe essere.

 

Del tutto…