Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La cultura siamo noi Noi la parola

La società siamo noi, noi la cultura e la nostra storia:  la cultura non ha comparti né livelli - o c'è o non c'è.

Proteggiamo la cultura popolare, madre di tutte le culture!

Il materiale originale in questa pagina è © Lorenzo Paolini e Forum Magazine: l'articolo, già pubblicato in Forum - Magazine di riflessioni, attualità, società, arte, cultura - Lorenzo Paolini Editore, viene qui riportato come uno in una serie di contributi sui temi di Etica e Religione - la Redazione ringrazia i rispettivi autori e l'editore per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Paolesimo e Cristianesimo” di Lorenzo Paolini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[Una sostanziale confusione]

 

[Una sostanziale confusione]

Cambiamenti

Vorrei fare una premessa

Come parlare a questi “nuovi selvaggi”?

Ebraismo, Paganesimo e Culti Misterici

Qualche esempio?

Il culto di Mitra

Paolo di Tarso, Ebreo e cittadino romano

Il Vangelo di Luca

Etica Romana e Etica Cristiana

Il ruolo della donna nel mondo romano

Cosa concludere?

 

Per una dignità dell’Etica Laica

Laicismo e Religione

Laicità oggi

Gesù non era Cristiano

Paolesimo e Cristianesimo

Paolo - un romantico tragico

Il pensiero non convenzionale

 

Lorenzo Paolini Una presentazione

 

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Libro dei Visitatori

 

 

 

[Una sostanziale confusione]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non sarebbe ora di tornare all’esempio e all’insegnamento dell’uomo Gesù e riconquistare alla vita spirituale centinaia di milioni di cervelli affascinati sempre più dalla materialità piuttosto che dall’etica?

 

 

Gli “incontri on-line sono ormai moda diffusa e risultano essere una delle più redditizie attività per le web company.

 

Tra le considerazioni che emergono dall’osservazione dei database nei più popolari siti di questo tipo, è interessante sottolineare la qualifica di “Cattolico/Non praticante” che uomini e donne appongono accanto alla casella “Religione” (... non che le altre osservazioni relative ai “Cattolici/Non praticanti” siano meno interessanti, come le più svariate aspettative in funzione delle fasce d’età, come il rapporto che la divorziata/separata “over 40” ha con il potenziale compagno avendo la sua vita di madre con figli da crescere, come il fatto che mentre la maggioranza delle divorziate è in cerca del principe azzurro, sono molti di meno gli uomini di età analoga che cercano null’altro se non avventure poco impegnative).

 

La risposta ad un incalzare di domande provocatorie circa la descrizione apposta a fianco della casella “Re­ligione” fa emergere una sostanziale confusione che dimostra quanta poca riflessione si faccia nel mondo della gente comune sull’essenza della “Cattolicità”, quando non del Cristianesimo in generale.

 

 

A questa confusione dovremmo aggiungere un dubbio che ci rode da quando il fenomeno “Codice da Vinci” è assurto a dimensioni di isteria collettiva.

 

Il dubbio che dovrebbe sorgere, data la fiducia che milioni di lettori occidentali hanno riposto nel mare di paccottiglia propinatovi, è il seguente:

 

“Se costoro credono a non più del 30% di ciò che vi è contenuto, allora le Chiese dovrebbero svuotarsi e la gente dovrebbe cominciarsi a porre delle domande serie su ciò che ha sempre dato per scontato!”

 

Giacché questo non accade la risposta non può che essere: la gente non sa cosa sta credendo.

 

 

In realtà detiene fin dall’infanzia nell’inconscio una serie di condizionamenti stratificati e non organizzati, accettati come si è accettata l’esistenza di Babbo Natale.

 

La differenza è che con il tempo la vita reale svolge il proprio copione che prevede che il concetto di “Babbo Natale” percorra la strada di demistificazione segnata, mentre ciò che attiene alla sfera religiosa continua ad essere sostenuto come reale.

 

La metafisica religiosa, dunque, sembra ormai essere un pianeta indistinto in cui ciascuno “inventa” una propria dimensione all’interno della quale porre il rapporto fra il sé e un oscuro principio creatore dalle attività indistinte e spesso contraddittorie.

 

 

Le perle escono ancor di più quando si provocano le signore che si definiscono “Cattoliche praticanti” e che hanno indicato con “mai più” la propria opinione circa il matrimonio.

 

“… Ma scusa”, provoco, “qualora trovassi qui l’uomo della tua vita, per bene, romantico, affidabile… ti rendi conto che - se sei Cattolica praticante - ti sarebbe vietato farci l’amore?

 

E non solo perché non intendi sposarlo, ma soprattutto perché, alla tua età, credo tu escluda la finalità procreativa dal rapporto sessuale...”.

 

 

E qui partono una serie di risposte contraddittorie, confuse che sottendono una religione “fai da te” che nulla ha a che vedere con gli insegnamenti di Santa Romana Chiesa e col suo Catechismo.

 

Superstizione e formalismo sono dunque gli elementi che contraddistinguono la media delle persone “intervistate”, le quali appartengono ad una classe economico-culturale superiore, con un grado di istruzione che và dalla maturità alla laurea, con un lavoro di concetto e la capacità di usare un computer.

 

Elementi che sinceramente non ci si aspetterebbe di trovare in una audience ben diversa dalla massa cattolica dei secoli passati, volutamente mantenuta nella paura e nell’ignoranza.

 

 

Ma la civiltà mediatica, la scuola riformata e la famiglia assente, malgrado l’innegabile percorso di crescita compiuto dalle popolazioni del cosiddetto “primo mondo”, sembrano aver prodotto in campo religioso solo risultati che navigano esclusivamente nel range delimitato dai due estremi “superstizione - appartenenza”.

 

L’approfondimento religioso, dunque, diviene di fatto impossibile: la Religione Cattolica [Altra confusione, purtroppo anche da parte dell'Autore: "Religione" è e rimane soltanto il "Cristianesimo", mentre "Cattoliche" si autodefiniscono invece alcune "Chiese" cristiane, quindi non solo quella di Roma, da cui leggi volentieri "la Religione Cristiana come insegnata dalla Chiesa Cattolica Romana" - Nota della Redazione] non è passibile di “critica” o discussione, o si accetta “a pappagallo” o si rifiuta totalmente, sia come religione che come magistero ecclesiastico.

 

Non c’è dubbio che questa discrasia dipenda dalla divaricazione dei percorsi del Vaticano e della Società Civile a partire dagli Anni ’70.

 

 

E ci si domanda: con i ritmi frenetici con cui si modifica l’inconscio collettivo grazie al progresso tecnologico e all’informazione globalizzata, si può ancora pensare ad una religione immutabile, sclerotizzata da dogmi e convinzioni estranei al sentire della gente e costruiti su una società aristocratico/contadina?

 

L’unico neo del Pontificato di Woityla è stato quello di non capirlo.

 

 

Questo ha di fatto allontanato i greggi dai pastori, continuando a tenerli legati in modo tenue solo dalla tradizione e dalla superstizione.

 

Ma possiamo senz’altro affermare che la pratica quotidiana dei Cattolici d’oggi è tutt’altro che conforme a quanto prescriverebbe la Chiesa, e che - a guardar bene - tutti costoro vivono in costante situazione di “peccato mortale”.

 

Tale incapacità di cambiare ha portato un grave danno al Vaticano, al punto che l’anno passato in una città come Milano il numero dei matrimoni civili ha superato quello dei matrimoni religiosi.