Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La cultura siamo noi Noi la parola

La società siamo noi, noi la cultura e la nostra storia:  la cultura non ha comparti né livelli - o c'è o non c'è.

Proteggiamo la cultura popolare, madre di tutte le culture!

Il materiale originale in questa pagina è © Luciano Russo salvo parte della citata corrispondenza elettronica, la quale è rispettivamente di Giulio Lucarini, Aldo Pedaletti e Francesco Stefani, tutti dell'Associazione braccianese Forum Clodii: la Redazione ringrazia l'autore per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il “doppio mistero” fronte-retro come le Pale del Santissimo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Personalmente preferisco la "benedictio memoriae"

Una censura che non finisce mai

 

Le secolari lotte fra "Welfen" e "Wibeling"

Il trittico

Frammenti di memoria in una corrispondenza sparsa

Personalmente preferisco la "benedictio memoriae"

Una censura che non finisce mai

Breve annotazione storica

Da ultimo

"Meglio tardi che mai..."

 

Bracciano – Museo dell'Opera del Duomo "Bruno Panunzi"

 

 

Luciano Russo – Una presentazione

 

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Libro dei Visitatori

 

 

 

Personalmente preferisco la "benedictio memoriae"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una censura che non finisce mai

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'ultima mail citata porta la data del maggio 2011 - quindi ad oggi, maggio 2014, sono passati tre anni...

 

 

E ancora il sito, ormai nemmeno più tanto "nuovo", della Forum Clodii - à la "Braccianese nun se smente!" - riprende la medesima e immutata, documentatamente censurata storia riportata in "Parlando di Bracciano".

 

È proprio vero che, "fascista", "comunista" o "papalino", può cambiare il colore di moda di Partitelli e di Amministrazioncine, (o fare finta di!), ma quell'humus culturale di Provincia ha radici talmente profonde che richiederà tempi lunghissimi cambiarlo - se mai...

 

 

D'altronde non c'è più nulla che possa meravigliarmi, dato che, come mio nonno già circa un secolo fa, anch'io ho ben più di recente vissuto questo antico ma sempre attuale ostracismo sulla mia pelle d'imprenditore e, posso dire, tuttora lo vivo in molti subdoli modi da Braccianese D.O.C. solo che atipico, da sempre fuori e lontano il più possibile da mafie e mafiette, scambi di favori e favoreggiamenti, alternanti arroccamenti faziosi "ad escludere", aggrumati di quasi-intellettuali e pseudo-politici, i soliti "Welfen" e "Wibeling" anche se, in questo caso, di caratura scarsissima già in partenza, eppure inverosimilmente capaci di renderla ancora più svalutata.

 

Comunque sia, proprio come il buon "Mastro Peppe" mi ha insegnato fin da moccioso, lo faccio con il suo medesimo orgoglio, di fatto prendendolo quale unico pubblico riconoscimento accettabile in cotanto contesto, decisamente la più apprezzabile medaglia al merito!

 

 

A proposito, questo è il giovane Giuseppe Bresciani circa all'epoca del famoso secondo "ritrovamento" delle Pale del Ss. Salvatore, qui mentre posa con una delle prime motociclette a Bracciano, i cui pezzi, ordinati attraverso un catalogo postale, monta pazientemente con le sue mani, pezzo per pezzo.

 

Un confronto con la figura centrale nella foto-ricordo dell'apertura della famosa cassa per l'imballaggio di lastre di vetro è dovuto e raccomandabile: in basso a sinistra, appoggiato su un paletto, si può anche vedere il suo cappello nero preferito, sì, certo, quello che indossa nell'altra foto, ma che qui si è tolto per l'occasione, solo per sostituirlo il tempo della foto per far scena con tanto di berretto e occhialoni da spericolato "centauro".