Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La cultura siamo noi Noi la parola

La società siamo noi, noi la cultura e la nostra storia:  la cultura non ha comparti né livelli - o c'è o non c'è.

Proteggiamo la cultura popolare, madre di tutte le culture!

Il materiale originale in questa pagina è © Massimo Perugini e Luciano Russo: la Redazione ringrazia gli autori per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"I 'battibecchi' di Curzio Malaparte" di Massimo Perugini e Luciano Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I battibecchi del maledetto Toscano parlano di nient'altro che Libertà e Verità: non è poco...

Gli Italiani [...] preferiscono la Menzogna alla Verità

 

I battibecchi del maledetto Toscano parlano di nient'altro che Libertà e Verità: non è poco...

Gli Italiani [...] preferiscono la Menzogna alla Verità

[...] orgoglioso di essere Italiano

Imparate dai Toscani!

"Mala-parte" (che cambia spesso parte) e tutti i Bona-parte...

Detto di Malaparte

Detto da Malaparte

L'"Arcianarchico" maledetto

Dalla sua penna vita vissuta

La produzione

L'Italia e gli Italiani visti da Malaparte Et Alteri

La casa "come me"

 

άν-άρχή ‒ Il pensiero anarchico: "La libertà degli altri espande la mia all'infinito!" Michail Bakunin

Noi, uomini "liberi" – dal comunismo primitivo allo schiavismo, dal Cristianesimo
primitivo alla "schiavitù di fatto" dei nostri giorni

Fabrizio Cristiano De André – Uomo, poeta, anarchico

 

Massimo Perugini Una presentazione

Luciano Russo – Una presentazione

 

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Libro dei Visitatori

 

 

La tomba-mausoleo di Curzio Malaparte, che domina Prato dall'alto impervio del Monte Spazzavento.

 

(Foto di archivio)

 

 

I battibecchi del maledetto Toscano parlano di nient'altro che Libertà e Verità: non è poco...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli Italiani [...] preferiscono la Menzogna alla Verità

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

... Questa solita Italia ha nella Verità il suo più pericoloso avversario.

 

Ma alle Cinque difficoltà di chi scrive la Verità, elencate nel suo famoso saggio da Bertolt Brecht, l'autore di Mutter Courage, dobbiamo, noi Italiani, aggiungerne un'altra, la Sesta:

 

la difficoltà di persuadere gli Italiani che una verità è una verità, che la Verità è la Verità.

 

Poichè in Italia, dove è viva la tradizione della Menzogna, ed è vivissima la tendenza a scambiar per verità le menzogne della classe dominante, la prima reazione dell'opinione pubblica di fronte alla Verità è di negarla:

 

"Non è vero, non può essere vero".

 


Gli Italiani, purtroppo, preferiscono la Menzogna alla Verità.

 

È più facile, meno pericoloso, più comodo, e più redditizio, credere nella Menzogna che nella Verità.
 

La Menzogna li lascia tranquilli, dà loro il senso della sicurezza morale e materiale.

 

La Verità non solo non li fa arrossire, ma li spaventa, turba i loro sonni, mette in pericolo i loro meschini compromessi di tutti i giorni.
 

La Verità è nemica del conformismo.

 

E purtroppo gli Italiani inclinano ad esser conformisti con la Menzogna, più tosto che con la Verità.

 

Sanno che si tratta di una menzogna, ma vi si conformano.

 

In un Paese borbonico, come il nostro, la Verità è sempre sediziosa.

 


Ecco perchè gli Italiani giudicano con sospetto tutti coloro che dicono la Verità.
 

Si domandano che cosa spinga costoro a dire la Verità contro il parere dei più, e contro il tornaconto di chi comanda, quali segreti scopi perseguano, a quali misteriosi interessi obbediscano; e il nome che essi danno a questi sediziosi è tristissimo: li chiamano "Nemici della Patria".


Chiunque dica la Verità, in Italia, è un nemico della Patria.
 

Vi sono due modi di amare il proprio Paese:

 

quello di dire la Verità apertamente, senza paura, sui mali, sulle miserie, sulle vergogne di cui soffriamo;

 

e quello di nascondere la realtà sotto il mantello dell'ipocrisia, negando piaghe, miserie, e vergogne, anzi esaltandole come virtù nazionali.

 

Tra i due modi, preferisco il primo...

 


Nè vale la scusa che i panni sporchi si lavano in famiglia.


Vilissima scusa: un Popolo sano e libero, se ama la pulizia, i panni sporchi li lava in piazza.

 

Ed è inutile e ipocrita invocare la carità di Patria.

 

La carità di Patria fa comodo soltanto ai responsabili delle nostre miserie e vergogne, e ai loro complici e servi, fa comodo a chi ci opprime, ci umilia, ci deruba, ci corrompe...

 


Io non so che farmene di una Patria che non sopporta la Verità.
 

L'Italia in cui credo, in cui ho sempre creduto, per la quale ho combattuto in trincea, ho versato il mio sangue, ho sofferto la prigione ed il confino, l'Italia per la quale sono pronto, così oggi come ieri e come domani, a lottare e a soffrire,

 

è la Patria ideale dell'Onore, della Libertà, della Giustizia, la Patria di tutti coloro che hanno sofferto e soffrono per la Verità, di tutti coloro che hanno dato la vita per combattere la Menzogna:

 

è l'Italia degli uomini semplici, onesti buoni, generosi, chiusi da secoli in quella "prigione gratis" della miseria e della delusione,

 

delle leggi borboniche e degli arbitrii polizieschi, dei privilegi di classe e della corruzione amministrativa,

 

che "Lor Signori" chiamano Libertà Italiana.

 

 

Dalla "Prefazione", scritta a Forte dei Marmi nel 1955, per la raccolta "Battibecco"