Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La cultura siamo noi Noi la parola

La società siamo noi, noi la cultura e la nostra storia:  la cultura non ha comparti né livelli - o c'è o non c'è.

Proteggiamo la cultura popolare, madre di tutte le culture!

Il materiale originale in questa pagina è © dei rispettivi autori: la Redazione li ringrazia per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

Il materiale è redatto per lo schermo da Luciano Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giulio Barlassina Ricordando un Giusto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Insieme per dire Grazie (continua)

Il ricordo (continua)

Ciao, Giulio!

 

Insieme per dire Grazie

Il Progetto

Le lettere del prima

Le dimissioni da Superiore Regionale della Guinea Bissau

Analisi sulla situazione della Guinea Bissau

Le lettere del dopo

Il ricordo

Elisa Moriggi

Ciao, Giulio!

 

Chiesa senza Cristo “Non credo alle parole, ma ai comportamenti”: basta con una Chiesa in retromarcia al Medioevo, che perde ogni giorno quel che resta della sua credibilità

Noi, uomini "liberi" – dal comunismo primitivo allo schiavismo, dal Cristianesimo primitivo alla "schiavitù di fatto" dei nostri giorni

“Per una dignità dell’Etica Laica” di Lorenzo Paolini

“Paolesimo e Cristianesimo” di Lorenzo Paolini

Visionari: Le idee che cambiano il mondo - "Intervista a Santa Chiara"

La "grande differenza"

άν-άρχή ‒ Il pensiero anarchico, "La libertà degli altri espande la mia all'infinito!" Michail Bakunin

Fabrizio Cristiano De André – Uomo, poeta, anarchico
 

Luciano Russo – Una presentazione

 

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Insieme per dire Grazie (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il ricordo (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ciao, Giulio!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vai, Giulio: c'abbiamo creduto con tutto noi stessi!

Venti caldi di Concilio, profumo di pulizie: tarde, dovute, mai fatte.
Via del ritorno a un semaidio fattosi carne proprio a darcene il senso.
Speranze al solito abortite da carne che manc'a dirlo si rifece dio.

"Padre Spirituale" un'etichetta di cui non m'è fregato più di tanto.

Checché t'avessero chiamato quegli zombi, tu l'alter ego sconosciuto.

L'"io diversamente amico" da scoprire - se fortunati - solo nell'altro.

Così specularmente opposto che non ci sarei mai diventato.
C'annusavamo come due animali, senza pregiudizi né paranoie - cauti.
Incuriositi dall'odore semi"nostro", gioiosamente sorpresi a vicenda.


Sai, Giulio: quella era per me la tua futura Guinea

 

Esubberante, impazziente, cchiassoso di "romanità" mai scelta goduta.
Tu paesino amenamente sparso: (riservato) (silenzioso) [determinato!].
Mina vagante io, tu piccoli passi sicuri cadenzati a portar lontano.

Con certificata insofferenza t'ho lasciato nelle tue sofferte certezze.
Io mai prete - e né tant'altre cose: eppoi ritrovarti lì, spretato convinto...
Se a te stava stretta, quella livrea a me non voleva proprio entrare!

Coi miei di angedemoni c'ho voluto far subito i conti - tu, zitto, oltre.
Di "colpa" ti rinfaccio solo quel vaffanculo liberatorio sempre mancato.
Grazie comunque dioincuinoncredo, per te, fratello di terra incognita.


Dai, Giulio: è di politica che in fondo parlavamo...

La parolaccia che non t'ho mai sentito dire: ammettilo adesso.
"Uguaglianza" davvero paritaria perché non solo a parole predicata!
Qui e adesso o in bilico per l'eternità - io incazzato, tu dura mitezza.

Marina, Sessantotto, sampietrini, arie lacrimogene e all'autoconfino.
I tuoi fumi allora, ancora e troppo a lungo solo liturgici d'incenso.
Insistere a rimanerci in "quella" Chiesa a farti male più delle mie pietre.

Domandarmi/ti se alla fin fine ci siamo potuti capire, che importa?
Fatto sta che tu e io ci siamo incontrati, eccome: sopra e sottopelle.
Pregno ciascuno di "verità" da non dover infierire sul dubbio dell'altro.
 


M
ai, Giulio: non siamo scesi a compromessi!

A reciproca insaputa dovevamo lottare, insieme e l'uno per l'altro.

Se non proprio la strada, condivisa è pur stata la visione e la coerenza.
Anche se c'è voluta una vita - per me di rabbia, per te di dolore.

Solo t'avessi portato via con me su quella Lambretta modificata...

Per te avrei addirittura tolto il portapacchi cromato smisurato apposta.

E c'avrei rimesso il sellino, e dietro uno ancora: per Francesco.

 

Ti sapessi davvero "vivo" bell'e morto, te ne direi - sorrideresti e basta.
Beh, mi ti terrò così, col sorriso timido, buono e rassicurante del Giusto.
Di carne, ossa, sangue, pensiero, parola e azione: ti ricorderò d'amore!
 

 

Luciano

 

 

 

 

 

Quella ad Esino del '65 fu purtroppo l'ultima, bellissima estate con "i miei ragazzi".

In autunno misi in moto la Lambretta e me ne andai - a farmi i miei 24 mesi di leva in Marina.

Mai a pensare che nemmeno dieci anni dopo tu...: ben fatto, Giulio!