Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La cultura siamo noi Noi la parola

La società siamo noi, noi la cultura e la nostra storia:  la cultura non ha comparti né livelli - o c'è o non c'è.

Proteggiamo la cultura popolare, madre di tutte le culture!

Il materiale originale in questa pagina è © Luciano Russo: la Redazione ringrazia l'autore per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Antichi mestieri Il “ciarlatano”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Venghino, siori, venghino!"
Tanto tempo fa in quel della Tuscia Ducale...

 

"Venghino, siori, venghino!"
Tanto tempo fa in quel della Tuscia Ducale...

Da verità "di fede" a verità "imposte"

Piccola Guida per apprendisti "ciarlatani"

Prima di tutto "stupire"

Poi, naturalmente, "illudere"

E, infine, "vendere" - qualsiasi cosa

Ma come si esercita il mestiere di "ciarlatano"?

Normativa italiana riguardante il mestiere di “ciarlatano”

In conclusione

 

 

Luciano Russo – Una presentazione

 

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"Venghino, siori, venghino!"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tanto tempo fa in quel della Tuscia Ducale...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cerreto di Spoleto è oggi un piccolissimo Comune in Provincia di Perugia, un migliaio di abitanti in tutto.

 

Sul colle di S. Sebastiano il castello medievale domina il panorama, strategicamente eretto, su fondamenta ancora di molto più antiche, proprio al confluire delle strette valli del Nera e del Vigi.

 

 

Molto probabilmente sono i Franchi di Carlo Magno a fondarlo, ben mille e duecento anni fa, per contrastare l'importante Gastaldato longobardo di Ponte.

 

Il suo nome deriva dalla ricca presenza nell'area del cerro o Quercus Cerris, una pianta possente, tronco dalla corteccia tipicamente grigio-brunastra con profonde solcature rossicce, la cui chioma può raggiungere un'altezza fino trenta metri e oltre: intere foreste ne sono completamente sparite...

 

 

“Cento scudi sott’a ‘n cierro
Nantr’e ccento ci mettierro
Quanno gnerro a pija’
‘N ci trovarro ppiù:
Je scapparro l’occhi!”

 

Nascosero cento scudi [moneta in uso fino all'Ottocento] sotto un cerro,

poi ce ne misero altri cento,

ma quando li andarono a riprendere,

non ce li trovarono più:

gli uscirono gli occhi fuori dalle orbite (dall'incredulità)!

 

Nel XII secolo Cerreto si libera alla fine dal gastaldato eleggendosi libero Comune sotto la protezione della Chiesa, suo avamposto prezioso per il controllo del territorio tra i Comuni di Spoleto, Cascia, Norcia e il Ducato di Camerino.

Ha così inizio un'epoca di splendore...

 

 

Ma non è questo che lo rende famoso: molti forse non sanno come sia proprio Cerreto a (ri)modellare uno dei mestieri di maggior successo di sempre in assoluto, di sicuro in Italia (!), ancora oggi gelosamente custodito e tramandato, la cui funzione rimane determinante nello sviluppo - o, meglio, nel mancato tale - della nostra società.

 

Il "ciarlatano".

 

(continua)