Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La cultura siamo noi Noi la parola

La società siamo noi, noi la cultura e la nostra storia:  la cultura non ha comparti né livelli - o c'è o non c'è.

Proteggiamo la cultura popolare, madre di tutte le culture!

Il materiale originale in questa pagina, tutto riportato dal web, è © dei rispettivi autori, La Repubblica e gli altri notiziari online, redatto nel portale da Luciano Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chiesa senza Cristo

“Non credo alle parole, ma ai comportamenti”: basta con una Chiesa in retro- marcia al Medioevo, che perde ogni giorno quel che resta della sua credibilità!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"La CEI: la pedofilia non ci riguarda" 

 

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"Chiesa e pedofilia - l’omertà imposta da Ratzinger"

"Il muro del 'Segreto Pontificio': silenzio obbligatorio sui religiosi pedofili e/o adescatori in confessionale" 

 

Il testo integrale tradotto dal latino dell’ordine impartito per iscritto da Ratzinger e Bertone circa la secretazione dei "Delitti più gravi" del clero

Dagli Archivi Vaticani la definizione del misterioso "Segreto Pontificio"

"L’errore filologico e teologico di Papa Benedetto XVI, nel titolo della sua prima Enciclica"

 

Noi, uomini "liberi" – dal comunismo primitivo allo schiavismo, dal Cristianesimo primitivo alla "schiavitù di fatto" dei nostri giorni

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"La CEI: la pedofilia non ci riguarda"  di Marco Politi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da La Repubblica - 22 maggio 2002

 

 

 

 

 

La CEI: la pedofilia non ci riguarda 

 

di Marco Politi

 

 

L'Assemblea dei Vescovi Italiani ritiene il problema "estremamente limitato" e non prevede alcun "monitoraggio"
Allarme solo per il calo dei preti, tra 20 anni un terzo in meno


Allarme pedofili alla Conferenza Episcopale Italiana.

 

Allarme, nel senso che la Gerarchia Ecclesiastica è terrorizzata all'idea che si apra in Italia una discussione sulle molestie sessuali perpetrate da esponenti del clero ai danni di minori.

 

Invece di prendere spunto dalle vicende americane per indagare lucidamente su ciò che avviene (o non avviene) nelle strutture ecclesiastiche, la CEI ha scelto di chiudersi a riccio e di negare l'esistenza del problema.
 

I preti pedofili, sostiene recisamente il vertice della CEI, sono un fatto assolutamente marginale che non richiede interventi da parte delle istanze centrali della Chiesa Italiana.

 

"Si tratta di un fenomeno estremamente limitato - ha dichiarato il Segretario Generale dell'Episcopato, Monsignor Giuseppe Betori, incontrando la stampa al termine della prima giornata di dibattito plenario - e i Vescovi riaffermano la loro fiducia nella stragrande maggioranza dei preti, che servono con fedeltà la Chiesa e l'educazione dei giovani".
 


Betori ha difeso con grande determinazione la linea scelta dalla Gerarchia Ecclesiastica:

 

"Il Consiglio Permanente non ha mai parlato di casi di pedofilia, alla CEI non c'è nessun elenco in proposito, non abbiano né casi in evidenza né una procedura di monitoraggio".

 

Alla domanda se la CEI si fosse interessata del caso della Diocesi di Monreale, dove un prete latino-americano era stato accusato e condannato per atti di molestia a bambini (e l'unico intervento pubblico ecclesiastico era consistito in un'assemblea di solidarietà da parte di altri sacerdoti), Betori ha replicato:

 

"Non spetta a noi vedere cosa fa il Vescovo di una Diocesi o se è ricorso alla Santa Sede.

 

La CEI non esercita sorveglianza sui Vescovi, non è una superconferenza che li controlla, perché è responsabilità di ogni singolo Vescovo affrontare la questione".
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Perentoria l'affermazione che "non sta alla CEI monitorare il problema" e che non intende assolutamente farlo, perché "il fenomeno pedofilia all'interno della Chiesa è talmente minoritario che non merita attenzione specifica più di quanto non vada riservata ad altre categorie sociali".
 


Nulla di cui curarsi?

 

I dati a disposizione degli psicoterapeuti in Italia sembrano smentire le certezze dei Vertici Ecclesiastici.

 

Nel segreto della "confessione" terapeutica emergono sistematicamente tantissimi casi di molestie (a volte lievi a volte meno) di cui sono stati vittime minori inseriti in strutture ecclesiastiche.

 

 

Proprio in questi giorni lo psichiatra Paolo Crepet porta all'attenzione del pubblico - sulla rubrica da lui curata per un settimanale - la vicenda di una professoressa di liceo, che ha scoperto l'inquietante esperienza di una sua allieva:

 

"Il suo prete dell'oratorio tenta di usarle violenza e siccome non riesce a penetrarla, si spoglia e la costringe a guardare mentre le si masturba addosso".

 

Ciò che è successo alla ragazza (che ha taciuto traumatizzata) sarebbe accaduto anche ad altre tre studentesse.

 

La profesoressa ha informato il Preside e il Vescovo, ma aggiunge: "Invano".
 


Sull'Agenzia di Informazione Religiosa Adista
un prete, abusato sessualmente da un parente per otto anni da quando ne aveva dieci, segnala un caso di segno diverso.

 

Per sette anni è andato regolarmente a confessarsi e "nessuno (dei confessori) che abbia mai tirato questo bambino dal confessionale e abbia detto 'ehi, mamma e papà dove sono?'".
 


Intanto l'Assemblea Generale dell'Episcopato è entrata nel vivo del tema centrale all'ordine del giorno: la crisi della fede in una società multiculturale e multireligiosa.

 

Paradossalmente, mentre il mondo politico tira di qua e di là la coperta del messaggio del Papa e della relazione del Cardinal Ruini, nessuno dei Vescovi ha ritenuto necessario toccare i temi politico-sociali nei propri interventi alla riunione plenaria.

 

Segno che i Vescovi hanno poca voglia di immischiarsi nelle vicende politiche italiane e preferiscono, invece, concentrarsi sulle proprie difficoltà.

Preoccupa moltissimo la crisi delle vocazioni.

 

Per venticinquemila parrocchie oggi ci sono quarantamila preti (di età media elevata).

 

"Tra vent'anni - prevede allarmato monsignor Betori - saranno un terzo di meno".