Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La cultura siamo noi Noi la parola

La società siamo noi, noi la cultura e la nostra storia:  la cultura non ha comparti né livelli - o c'è o non c'è.

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Il materiale originale in questa pagina è © Bruno Panunzi e De Luca Editore: la Redazione ringrazia l'autore e l'editore   per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale [Struttura della Redazione]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Bracciano e gli Orsini – Tramonto di un progetto feudale"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Gentil Virginio Orsini: vita e imprese di un feudatario romano"

[Prima parte]

 

Da "Il '400 a Roma e nel Lazio"

"Gentil Virginio Orsini: vita e imprese di un feudatario romano"

[Prima parte]

[Seconda parte]

[Terza parte]

[Quarta parte]

[Quinta parte]

[Sesta parte]

[Settima parte]

 

Welcome to our portal! "Bracciano's Castle – Impregnable fortress, magnificent palace"

"La breve 'stagione' di Juan Borgia tra Bracciano, Ostia e Roma"

"Il 'Palazzo fuori della Porta', municipio di Bracciano"

"Il cannocchiale conteso"

"Girolamo Gastaldi: il cardinale contro la peste"

 

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"Gentil Virginio Orsini: vita e imprese di un feudatario romano" di Bruno Panunzi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[Prima parte]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella prima metà del XV sec. da uno dei rami principali della famiglia Orsini, quello di Tagliacozzo, ebbe origine la casa feudale di Bracciano.

 

Al pieno possesso del paese e del territorio di Bracciano gli Orsini erano giunti attraverso una lunga serie di acquisti dai numerosi condomini che secondo diritto longobardo, ancora presente nella zona in epoca medioevale, avevano raccolto l'eredità dei Prefetti di Vico, antichi signori del luogo.
 


Nello stesso tempo ne avevano ricercato l'investitura formale, ottenuta per la prima volta nel 1419 da Martino V che concesse a Francesco, Carlo e Orsino Orsini "in vicariatum castrum Brachiani" per il censo annuo di un avvoltoio.

 

 

Con l'acquisto di Bracciano gli Orsini avevano completato la creazione di un enorme stato feudale che partiva dalle contee di Tagliacozzo, Alba e Carsoli nel regno di Napoli, scendeva per il Sublacense fino a raggiungere il mare a Palo attraverso la zona Sabatina, controllando le più importanti vie d'accesso a Roma.

 

Primo fra i feudatari della chiesa e tra i maggiori di Napoli, Napoleone Orsini elesse Bracciano a piccola capitale del suo stato e verso il 1470 iniziò la trasformazione della rocca dei Prefetti di Vico nell'attuale castello concepito per essere ad un tempo piazzaforte militare e palazzo di rappresentanza.

 

Suo modello ideale sembra essere Federico da Montefeltro, a cui fu legato da lunga amicizia, ed il ricordo dell'inimitabile "domus" urbinate e forse tra i motivi non minori che lo spinsero alla creazione del palazzo-fortezza di Bracciano, monumento alle più antiche e recenti fortune familiari.

 

 

Capitano generale della Chiesa sotto diversi pontefici, Napoleone si distinse tra i piccoli condottieri militari del suo tempo per la sontuosità del modo di vivere che per le effettive doti militari, ma seppe sfruttare appieno l'influenza politica che gli derivava dall'importanza strategica delle sue terre e che lo rendeva alleato prezioso per gli stati confinanti, come appare chiaro dalle alleanze e dai matrimoni che gli vennero offerti dai Medici o dagli Aragona.

 

Dal suo matrimonio con Francesca Orsini di Monterotondo nacque un unico figlio maschio, Gentil Virginio, che aveva passato la giovinezza alla corte di Napoli, allora una delle più fastose e colte d'Europa, frequentando sicuramente la sua famosissima scuola di armi e formandosi culturalmente nel clima fervido dell'umanesimo napoletano dominato dalla figura del Pontano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il matrimonio di Gentil Virginio con Isabella, figlia di Raimondo Orsini principe di Salerno e di Eleonora d'Aragona, rafforzò i legami con il ramo meridionale della sua famiglia e con gli Aragona, presso i quali fece le sue prime esperienze militari.

 

Nel 1463 agli ordini del duca di Calabria, affiancato dalle truppe pontificie comandate dal padre Napoleone, partecipò alla guerra contro Carlo d'Angiò meritando per il valore dimostrato l'ordine dell'Ermellino, che gli fu conferito da re Ferrante.
 


Sempre al seguito delle milizie napoletane, nel giugno 1465 prese parte alla spedizione contro Deifobo e Francesco d'Anguillara voluta dal papa Paolo II, comandata dal padre e da Federico d'Urbino.

 

L'indebolimento degli Anguillara, che pure erano legati agli Orsini da strettissimi vincoli di parentela, consentirà a questi ultimi di impadronirsi dopo pochi anni delle loro terre, raggiungendo così la massima espansione territoriale dello stato di Bracciano.
 


L'elezione a pontefice di Sisto IV, favorita in modo determinante dal cardinale Latino Orsini, che pure era uno dei maggiori candidati alla tiara, guadagnò alla famiglia Orsini la riconoscenza papale per tutto il lungo pontificato roveresco.

 

Gentil Virginio visse in quegli anni più spesso a Roma presso il padre, nominato nel 1477 Gonfaloniere della Chiesa, ospitando più volte il Papa, a causa delle pestilenze ricorrenti, a Campagnano ed a Bracciano, dove Sisto IV soggiornò dal luglio al settembre del 1478 nella nuova rocca di S. Giacomo ancora in fase di trasformazione.
 


Si era al culmine dell'antico contrasto tra il papa e Lorenzo de' Medici, riacceso dalle sanguinose repressioni seguite alla fallita congiura dei Pazzi e i due Orsini, stretti congiunti dei Medici, dando prova di notevole disinvoltura politica ospitarono nelle stesse settimane i rappresentanti di Venezia, Milano, Ferrara e del re di Francia che stilarono un documento ufficiale di condanna del comportamento di Sisto IV firmandolo il 1° agosto "in dom. Napoleonis de Ursinis et in palatio sive fortitio dicti oppidi Bracchiani".
 


Il 5 dicembre re Ferrante, dimenticando di essere il principale alleato del Papa contro Firenze, accolse a Napoli Lorenzo de' Medici con il quale firmò un trattato di pace che, si disse pubblicamente, era stato possibile per la mediazione e l'influenza goduta presso il re da Gentil Virginio.

 

(Continua)