Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La cultura siamo noi Noi la parola

La società siamo noi, noi la cultura e la nostra storia:  la cultura non ha comparti né livelli - o c'è o non c'è.

Proteggiamo la cultura popolare, madre di tutte le culture!

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Continua la creazione dei miti e la sistematica manipolazione delle idee

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Premio Nobel per la Fisica 2013

Il cosiddetto "bosone di Higgs"

Scienza e Fede

Da "dannata" a "divina"... (con quadruplo salto immortale e avvitamento decisamente all'indietro!)

 

 

Luciano Russo – Una presentazione

 

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Premio Nobel per la Fisica 2013

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’8 ottobre 2013 a Stoccolma viene annunciato il Premio Nobel per la Fisica dell’anno, assegnato al britannico Peter Higgs dell'Università di Edimburgo, oggi ottantaquattrenne, e il belga François Englert dell'Università di Bruxelles, ottantunenne, considerati i padri del cosiddetto “bosone di Higgs” - “la particella mancante” ribattezzata la "particella di Dio".
 


La motivazione della
Reale Accademia Svedese delle Scienze spiega che i due scienziati ricevono il premio per "la scoperta teorica di un meccanismo che contribuisce alla comprensione dell'origine della massa di particelle subatomiche e che, recentemente, è stata confermata dalla scoperta della particella (il bosone di Higgs), così come era stata prevista nello studio teorico, scoperta realizzata dagli esperimenti ATLAS e CMS, esperimenti del Large Hadron Collider del CERN di Ginevra".


L’“LHC” è
il più grande e potente acceleratore di particelle al mondo, in un tunnel di quasi 30 km al confine franco-tedesco, un laboratorio da tre miliardi di euro: due fasci di protoni sparati gli uni contro gli altri vi si scontrano creando milioni di particelle al secondo, condizioni simili a quelle dell’infinitesimale frazione di secondo a seguire il Big Bang, migliaia di miliardi di collisioni di cui solo minima parte quelle “giuste”.

La
probabilità che le conclusioni dell’analisi dei dati raccolti dall'acceleratore durante il test siano il risultato di un caso statistico è inferiore a uno su un milione: quindi la particella esiste!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il cosiddetto "bosone di Higgs"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella fisica quantistica i “bosoni” sono particelle elementari che obbediscono alla statistica di Bose-Einstein e prendono appunto il nome dal fisico indiano Satyendranath Bose, stretto collaboratore di Albert Einstein e vero padre del concetto stesso di “bosone”, ma il suo nome non compare oggi, come già ignorato fino alla sua morte nel 1974.

La specifica particella in questione gioca un
ruolo fondamentale in natura e la sua importanza deriva dal fatto di essere “portatrice di forza”, permeando l'intero Universo e conferendo massa alle altre particelle elementari.

Pur
teorizzato già nel lontano 1964, il bosone di Higgs viene però osservato per la prima volta solo nel 2012 e la sua scoperta fa subito il giro del mondo quale notizia scientifica dell’anno, la conferma empirica della validità delle nostre ad oggi più avanzate teorie sull’esistenza stessa, a completamento di un quadro di 17 particelle subatomiche che compongono la materia come a noi finora nota, quindi il tutto - noi compresi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scienza e Fede

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stiamo parlando di fenomeni verificatisi immediatamente dopo il famoso “Big Bang”, 13,7 miliardi di anni fa (!), di qualcosa formatosi quindi all’origine dell’Universo, più precisamente nel primo miliardesimo di secondo dopo il Big Bang, e che sarebbe la chiave per cui tutte le altre particelle elementari a comporre la materia abbiano una “massa” e interagiscano formando appunto la “materia”, anziché schizzar via alla velocità della luce: proprio grazie al bosone di Higgs quel gigantesco “brodo primordiale” di molecole - veloci come la luce ma senza massa - rallenterebbero e, per effetto della gravità, andrebbero a formare combinazioni sempre più complesse, fino a far nascere stelle e pianeti - tra cui la Terra - e la vita stessa, tutti gli esseri viventi...

Stiamo parlando di
scienza, non religione - eppure...
 


I mass media di mezzo ci bombardano con l’
espressione “particella di Dio”, la Chiesa si affretta ad impossessarsene e rilanciarla, rinforzando efficacemente l’assurdo messaggio: oggi il “bosone di Higgs” è per i più una particella “divina”, la “particella di Dio”, qualcuno lo definisce addirittura “dio”!

Scienza e Teologia si pongono domande ben diverse ma a questo proposito addirittura anche il
Concilio Vaticano II esprime nell'Enciclica “Gaudium et spes” che “Scienza e Fede non si oppongono tra loro”, cioè che anche un credente può “ammirare” le fantastiche scoperte della fisica, come il bosone di Higgs.

In altre parole, ora che
la Teologia non può più pretendere che sia la Fede a guidare la Scienza, si vorrebbe far valere il contrario, che fosse la Scienza a diventare “religiosa”.


Certo, anche l’astrofisica
Margherita Hack dichiara “il bosone è dio”, ma lei - atea convinta e Presidente Onorario della UAAR, l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti - lo fa provocatoriamente, perché questa particella elementare è “creatrice”, cioè capace di generare materia.

 

Prendendo la cosa sul serio però, chiamare “dio” una particella è fondamentalmente un errore ideologico e lo stesso Higgs vi si oppone fermamente.


Poi, al contrario, c'è chi, come lo statunitense
Ian Low, si spinga a chiamare il bosone un “impostore”, perché rilevabile solo indirettamente nelle particelle in cui decade, come fotoni e le particelle “W e Z zero” scoperte dal nostro Carlo Rubbia, e quindi potrebbe sembrare quello che non è: ma si sa, la scoperta europea del CERN brucia insopportabilmente agli Americani...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da "dannata" a "divina"... (con quadruplo salto immortale e avvitamento decisamente all'indietro!)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comunque, al di là del fatto scientifico, incredibile è la “sacrale religiosità” che gli si va condensando attorno, che dovrebbe farci davvero riflettere.

Quello che all’inizio lo stesso Higgs casualmente e molto ironicamente chiama
“goddamn particle”, cioè “dannata particella” - semplicemente perché così "inafferrabile" - nel giro di un attimo la si fa diventare nell'immaginario collettivo “The God Particle”, vale a dire “la particella di Dio”
...

 

 

"'The God Particle: If the Universe Is the Answer, What Is the Question?'

 

Lederman explains in his book why he gave the Higgs boson the nickname 'The God Particle':

[...] This boson is so central to the state of physics today, so crucial to our final understanding of the structure of matter, yet so elusive, that I have given it a nickname: the God Particle.

 

Why God Particle?

 

Two reasons.

 

One, the publisher wouldn't let us call it 'the Goddamn Particle', though that might be a more appropriate title, given its villainous nature and the expense it is causing.

 

And two, there is a connection, of sorts, to another book, a much older one [...]


Ecco quanto profondamente l’
“episteme” giudaico-cristiana invada, impregni e deturpi ancora oggi, anche se incosciamente e quindi, peggio, nostro malgrado, tutta la conoscenza umana, tanto che, dopo duemila anni di totale indottrinamento e condizionamento mentale, liberarsene per tornare ad un pensiero davvero "libero" sembri quasi ormai impossibile.


Epistème - dal Greco
έπιστήμη, qualcosa “che si tiene su da sé” - sta ad indicare una conoscenza "certa e incontrovertibile" delle cause e degli effetti del divenire, un sapere su fondamenta "così certe da essere ritenute al di sopra di ogni possibilità di dubbio", ma l'espressione dovrebbe oggi limitarsi alla “scienza” o, meglio, allo studio storico e metodologico della scienza.

Invece noi uomini moderni amiamo tanto vivere in bilico nell’assurda contraddizione di, da una parte,
una vita di fatto sempre più “materialista” e, dall'altra, nella più totale immersione in una arcaica "superstizione" di carattere religioso, nella segreta speranza di un sempre più palesemente improbabile “al-di-là” della realtà.  

Politica e religione ci confortano dal canto loro in questa disastrosa confusione a ovvio proprio esclusivo vantaggio di mantenimento di potere, mettendocela subdolamente tutta per consolidare i miti e crearne anzi sempre di nuovi.
 


Linguisticamente sappiamo come
“goddamn” ed una serie di varianti - tra cui goddam, goddammit, goddamned, goddamning, goddamns, goddams, goddard, goddaughter, goddaughters - siano semplici rafforzativi per esprimere in Inglese frustrazione o rabbia o disgusto - “God-damned”, significa infatti letteralmente (con)dannato da Dio”, traducibile in un Italiano più corrente in “dannato” o "maledetto" e basta, come nel banalissimo “ho un dannato mal di testa” o "che maledetto pasticcio".
 
Ora per fare dell'esclamazione
“dannato” o “maledetto” qualcosa di assertivamente “divino” ce ne vuole, eccome, eppure da ora in poi il bosone di Higgs resterà per la maggior parte dell'umanità “la particella di Dio”, se non addirittura - fortunatamente non proprio per tutti i preti e soltanto per i più superficiali fanatici tra i loro fedelissimi bigotti - dio-ce-ne-guardi-scampi-e-liberi la “prova scientifica” dell’esistenza di Dio...

 

 

Quindi non meraviglierebbe affatto sentirselo proprinare in uno degli innumerevoli programmi televisivi di divulgazione del peggior neo-oscurantismo clericale da parte di qualche novello santone, eletto o autoelettosi a uomo "di scienza", o nella predica domenicale di qualche altro guru, nella fattiscpecie magari un uomo "di culto", in qualsiasi caso non certo uomini "di cultura"!