Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La cultura siamo noi Noi la musica

La società siamo noi, noi la cultura e la nostra storia:  la cultura non ha comparti né livelli - o c'è o non c'è.

Proteggiamo la cultura popolare, madre di tutte le culture!

Il materiale originale in questa pagina è © Giuseppe Pontuali: la Redazione ringrazia l'autore per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Le musiche, le danze ed i canti popolari dell'Italia Centrale" – Approfondimento 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il due bassi

Il tre bassi

Il quattro bassi

L'otto bassi

L'otto bassi standard

L'otto bassi ciociaro

L'otto bassi di Filottrano

La timbrica

 

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Tecniche esecutive strumentali del saltarello

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L'organetto - Glossario

 

Giuseppe Pontuali Una presentazione

 

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Tipologia dell'organetto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il due bassi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ha due soli accordi alla tastiera della mano sinistra: tonica e dominante.

 

Ad esempio, un organetto in tonalità SOL avrà fondamentale ed accordo maggiore di SOL in chiusura di mantice e fondamentale ed accordo di RE settima in apertura di mantice.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il tre bassi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nato negli ultimi quindici anni e sviluppatosi principalmente per le gare di virtuosismo del "du' botte", è l'ultima frontiera del due bassi.

 

Ha la tastiera della mano destra composta di due file di bottoni (diciannove tasti) ed un registro sul traforo molto vicino ai bottoni del canto (come sulle fisarmoniche), in modo da poterlo usare durante l'esecuzione di un brano musicale, consentendo la veloce trasformazione della tonalità dell'organetto da maggiore a minore (per esempio SOL , SOL -), mentre sulla cassa dei bassi, pur rimanendo inalterati i fondamentali degli accordi, il terzo accordo contiene l'accordo minore della tonica nella fase di chiusura del mantice.

 

Queste modifiche permettono di suonare brani di musica moderna e di sicuro maggiore effetto rispetto a quanto sia possibile fare con il tradizionale  due bassi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il quattro bassi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un po' meno conosciuto, ma simile al due bassi, con la variante di una "vocetta" in più sulla tastiera della mano destra, verso le note acute.

 

Per la mano sinistra quattro bottoni, di cui, i due più in alto hanno accordi uguali al precedente modello, i due in basso permettono invece, in apertura di mantice, l'accordo di sottodominante (nel nostro caso DO maggiore) e, in chiusura, la ripetizione dell'accordo di tonica (SOL maggiore) - è vero che alcuni artigiani invertano la disposizione dei bassi, ma la sostanza non cambia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'otto bassi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'otto bassi standard

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'evoluzione naturale del quattro bassi, con il raddoppio delle tonalità a disposizione (ad esempio SOL/DO), quindi un doppio quattro bassi e l'aggiunta di due accordi supplementari, di cui uno minore: un otto bassi in SOL/DO avrà quindi gli accordi di SOL maggiore, RE maggiore, DO maggiore, FA maggiore, MI maggiore e LA minore.

 

Ancora oggi però alcuni artigiani di Castelfidardo producono organetti con solo accordi maggiori, cosa che palesemente dimostra quanto giovane sia l'evoluzione dello strumento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'otto bassi ciociaro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nell'Alta Ciociaria l'organetto più usato è il modello ad otto bassi con delle caratteristiche particolari, che fanno di questa fisarmonica diatonica la testimonianza "fossile" della sua evoluzione nel passaggio dal due al quattro ed, infine, all'otto bassi standard in uso oggi.

 

In tempi remoti in zona è molto popolare l'organetto a quattro bassi, per cui, nel corso dei decenni, complice anche l'isolamento dell'Alta Ciociaria, si  sviluppa una linea melodica diversa dal saltarello in generale, cioè una musica che utilizza al suo interno tre accordi anziché due: tonica, dominante e sottodominante.

 

 

In seguito si sente il bisogno di uno strumento a due tonalità, che consenta il canto degli stornelli "a botta e risposta" tra uomo e donna, uno strumento che deve però somigliare quanto più possibile ad un doppio quattro bassi, e tutto ciò porta in Ciociaria all'affermazione di uno standard particolare tuttora in uso: un otto bassi con la tastiera della mano destra invertita, in relazione al movimento del mantice, delle note del tasto numero 5 della fila interna (cosa che lo fa somigliare ad un quattro bassi), la tastiera della mano sinistra con la possibilità di disporre di soli quattro accordi, ma di uso più istintivo, inoltre la possibilità della doppia scala, propria dell'otto bassi, la quale permette, oltre che di far cantare le voci sia femminile che maschile, anche il passaggio da una tonalità all'altra, caricando di tensione l'atmosfera del ballo (questa impostazione è detta "sorana", dalla zona di Sora nel Frosinate.

 

La tonalità più usata è FA/SI b, ma fino a trenta anni fa è accordato un'ottava sopra la normale frequenza per questa tonalità (il timbro, molto acuto e penetrante, lo chiamano "fraulino"), tanto che le donne cantano quasi in falsetto, ma con un grande effetto di penetrazione della voce: è la tradizionale tecnica vocale che consente loro da sempre di comunicare a grande distanza sui monti Ernici, dove trascorrono gran parte del loro tempo al seguito delle greggi di capre e di pecore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'otto bassi di Filottrano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche questo uno strumento con modifica rispetto allo standard.

 

L'organetto è ancora usato nella zona di Filottrano, in Provincia di ANcona, e la sua particolarità sta nella tastiera della mano destra dove il bottone n° 5 della fila interna è unitonico (produce cioè la stessa nota sia in chiusura sia in apertura di mantice); questa nota è chiamata "la pietosa" oppure "su e giù", ed è molto usata nella castellana e nel saltarello di Filottrano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La timbrica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se ascoltiamo suonare tanti organetti sentiremo tanti timbri diversi, ed anche se molto difficilmente  troveremo strumenti che emettano lo stesso identico suono, possiamo tuttavia raggruppare la timbrica degli organetti italiani in tre famiglie principali.

 

La timbrica del suono va da un tremolo su due ance quasi  inesistente (detto anche swing) nel nord Italia ad un tremolo, sempre su due ance, brillante (detto tremolo italiano) oppure molto acceso però su tre ance (detto tremolo ascolano e in questo caso senza registro) nelle regioni del centro, ad un timbro senza tremolo ma aspro con due ance operanti su due ottave diverse in Calabria; su tutti con eventuale registro che mette in funzione ance supplementari accordate un'ottava più bassa.