Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La cultura siamo noi Noi la musica

La società siamo noi, noi la cultura e la nostra storia:  la cultura non ha comparti né livelli - o c'è o non c'è.

Proteggiamo la cultura popolare, madre di tutte le culture!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Poeti a braccio" di Giuseppe Pontuali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Et alteri – Una annotazione 

Quando società, storia e cultura non sono cose astratte

 

"Tradizioni Vocali del Lazio"

Esempi contemporanei di poesia "in ottava rima"

Et alteri – Una annotazione

 

"Le musiche, le danze ed i canti popolari dell'Italia Centrale"

 

Giuseppe Pontuali Una presentazione

 

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Libro dei Visitatori

 

Et alteri – Una annotazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando società, storia e cultura non sono cose astratte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sarà pure un tipo strano, ma nessuno ci fa caso, perché qui lo siamo tutti, chi più chi meno, chi in un modo chi nell'altro, ancora fortunatamente distinguibili nelle nostre umane, individuali peculiarità, pregi e difetti – comunque una cosa è certa: Massimo Perugini non è un nostalgico.

 

Nella cantina quattrocentesca che da Via dell’Arazzaria si raggomitola sotto la lava della Bracciano più storica, da ormai decenni raccoglie e restaura amorosamente arnesi ed oggetti di una Tuscia Romana

sconsideratamente perduta, segni di tradizionali abilità artigiane e saperi contadini, noi bambini ancora vivi e vissuti, di cui presto non rimarrebbe segno, né di persone né di luoghi, né di vite né di lavoro: una cultura “terra terra” cui mai verrà dato spazio nei libri di storia o in quelli di scuola.

 

 

Eppure Massimo non è una rarità: di cultori e custodi della nostra identità collettiva ce ne sono molti, pur ciascuno con la sua particolare predilizione – chi, come lui, accarezzando un aratro o una botte, sa parlarti con rivivificante passione di semine e vendemmie – chi, come Pino Pontuali, si costruisce di sana pianta strumenti musicali scomparsi per improvvisarti dimenticati canti e strofe d'osteria – chi, come Angela Carlino Bandinelli, si cala nelle necropoli di polverose sacrestie facendoti risorgere personaggi e vicende da registri anagrafici – chi, come Sandro Carradori, con eroica tenacia ed incredibile entusiasmo mantiene vivi spirito di comunanza, identità collettiva e tradizioni popolari – chi, come Bruno Panunzi, ti prende per mano inebriandoti lungo percorsi di storia e d'arte da cui non vorresti più venir via – chi, come Massimo Mondini, muovendosi fra ali stanche di gloria e motori taciturni come fossero vecchi amici, ti trasuda orgoglio finanche dalla pelle del suo giubbotto da pilota, pronto a intraprendere sempre nuovi voli – chi, come Gianni Orsini, annota, colleziona e custodisce gelosamente, una per una, perle di espressioni dialettali di una comunità, lavoro certosino di una vita, per divulgarne un'anima altrimenti andata perduta per sempre – chi, come Bruno Fiorentini, fa del dialetto vivo la sua grande passione liberandone con rinuovata freschezza tutte le potenzialità espressive – chi, come Sandro Becchetti, Germano Lucci, Socrate Pontanari e Renzo Senatore, s'affascina di presente e documenta una quotidianità in continua evoluzione, volti e luoghi in rapida evanescenza, immagine di una cultura in via di estinzione – chi come Rosanna Vettori e Maria Luigia Morea-Panico, mantiene appassionatamente vivo il ricchissimo patrimonio dei lavori già tipicamente femminili – chi, come Luca Belllincioni, si innamora del magico paesaggio della nostra terra fino a diventarne uno dei più validi difensori contro deturpazioni e sciacallaggi – chi, come Luciano Russo, da paesi lontani onora le sue radici con immensurabile orgoglio di appartenenza, dedicando giorno dopo giorno la cura più attenta e amorosa a questo portale – e così tanti, tanti altri...

 

 

 

 

Angela Carlino Bandinelli

La nostra amica e collaboratrice ci ha lasciato

i primi di maggio 2016.

 

 

 

Sandro Becchetti

Il nostro amico e collaboratore ci ha lasciato

i primi di giugno 2013.

 

 

 

Luca Bellincioni

 

 

Sandro Carradori

 

 

 

 

 

Bruno Fiorentini

 

 

 

Germano Lucci

 

 

Massimo Mondini

 

 

 

Maria Luigia Morea-Panico

 

 

 

 

 

Gianni Orsini

 

 

Bruno Panunzi

Il nostro amico, sostenitore e collaboratore ci ha lasciato il 4 marzo 2010.

Grazie di tutto, Bruno!

 

 

 

Massimo Perugini

 

 

Socrate Pontanari

 

 

 

 

 

Pino Pontuali

 

 

 

 

Luciano Russo

 

 

Lorenzo Senatore

 

 

Rosanna Vettori

 

 

 

 

È la magia di immagini, sensazione di luci, ombre e colori, di odori, aromi e profumi, di voci, suoni e frastuoni, di luoghi, avvenimenti ed atmosfere solo apparentemente dimenticati, ma in realtà così profonde e inconsciamente radicate nella nostra memoria individuale e collettiva, da tornare a vivere di colpo, se appena solo richiamate.

 

Non c'è persona che non riviva questa esperienza di risveglio e di trasporto, che non si entusiasmi, perché, a dire il vero, quel “passato” costituisce fortemente parte integrante del nostro presente, il perché evidente di tutto quello che siamo, che pensiamo e che facciamo: parlare di “successo di pubblico” ad ogni mostra di Massimo Perugini, ad ogni esibizione di Pino, ad ogni libro di Angela, ad ogni proiezione di Renzo, ad ogni conferenza di Bruno, ad ogni visita guidata di Massimo Mondini, non è solo un modo di dire.

 


Riscoprire, preservare, custodire e tramandare
la nostra storia, spiegarne alle nuove generazioni il senso e iniziarle all'attenzione, all'amore e alla lettura dei segni della nostra cultura, ci ridà di fatto e a tutto tondo quello che ci caratterizza e definisce da secoli e millenni, risollevandoci dal piattume di uniformità e d'impoverimento, di anonimità ed annullamento, cui il dilagare massmediatico di pretestuosa modernità, decontestualizzante frammentazione e antipluralistica globalizzazione tendono insistentemente a ridurci.