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Figli di un altro dio?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cos'è una "foiba"?

L'origine della parola

Il fenomeno geologico

Luogo di massacri e di occultamento di cadaveri

 

Foibe

Cos'è una "foiba"?

Le foibe nel contesto storico

I massacri delle foibe

Il genocidio e l'esodo italiano - "istriano" o "giulio-dalmata" - dalla Jugoslavia

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Cos'è una "foiba"?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'origine della parola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'italiano fòiba è la corruzione dialettale friulana foibe del latino fovea, che significa letteralmente "fossa", "cava" o "buca", nell'antichità una specie di trappola per farvi cadere le fiere.

 

 

Per estensione il termine verrà ad associarsi alle uccisioni di massa delle popolazioni italiane delle regioni Giuliano-Veneta, Fiumana, Istriana e Dalmata, durante e subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, principalmente a seguito delle repressioni da parte dei partigiani jugoslavi soprattutto nella città di Trieste e nelle regioni nord-orientali italiane.

 

Altri neologismi che ne derivano: il verbo infòibare, che sta per "spingere qualcuno in una foiba", "ammazzare una persona gettandola in una foiba" o "uccidere una persona e gettarne il cadavere in una foiba", quindi gettare o seppellire in una foiba, da cui infòibato, ed i sostantivi infòibatore, "colui che infoiba", ed infòibazione "l'atto o l'effetto dell'infoibare".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il fenomeno geologico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La foiba è un vuoto circolare o ellissoidale con ingresso a strapiombo, un pozzo naturale di grandi dimensioni che può raggiungere una profondità di 200 metri ed oltre, tipico delle valli carsiche, cosiddette doline, dallo sloveno appunto "valle" o avvallamento, depressione, caratteristiche nella Provincia di Trieste, ma diffuse anche nell'ex Venezia Giulia, in quasi tutta la penisola Istriana ed in molte zone della Dalmazia.

 

 

La foiba è normalmente l'abisso o inghiottitoio che un fiume si apre per iniziare il suo corso sotterraneo: di queste voragini, che si creano quindi per millenaria erosione idrica assumendo una tipica forma ad imbuto capovolto, ne esistono circa 1.700 soltanto nella penisola d'Istria.

 

Geologicamente la formazione della foiba avviene a causa della conformazione del terreno, il quale favorisce lo scorrimento delle acque in una direzione forzata, dove infine la pioggia ed i corsi d'acqua che se ne formano vanno a disciogliere le sottostanti rocce ad alto contenuto di carbonato di calcio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Luogo di massacri e di occultamento di cadaveri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'utilizzo delle foibe come luogo di massacri e di occultamento di cadaveri avviene in due ondate di terrore:

 

- la prima dopo l'8 settembre 1943, coperta da una insurrezione della Comunità Slava in Istria e Dalmazia all'annuncio Armistizio tra il Regno d'Italia e gli Alleati: migliaia di Italiani vengono uccisi indiscriminatamente per "vendicare" i torti subiti dai Nazi-Fascisti...;

 

- la seconda alla fine della guerra, principalmente a Gorizia e Trieste, tra il 1º maggio e il 12 giugno 1945, quando i partigiani di Tito trucidano altre migliaia di Italiani, molti gettandoli vivi nelle foibe.

 

 

 

 

 

Le foibe vengono usate per l'occultamento di cadaveri a tre scopi ben precisi e convergenti:

 

- pura vendetta ed arricchimento personali, spesso per appropriarsi dei beni delle vittime;

- cruda dimostrazione di potere, per terrorizzare la popolazione italiana all'esodo dalle zone;

- dura eliminazione degli oppositori politici italiani, sloveni e croati, fascisti e anti-fascisti, anche partigiani.

 

 

Il vice di Josip Broz, nome di battaglia "Tito" ed in seguito "Maresciallo Tito", lo sloveno Edvard Kardelj, pseudonimo Sperans e nome partigiano "Krištof", dichiarerà:

 

"Ci chiese di mandare via gli Italiani con tutti i mezzi e fu fatto!".

 

 

In pratica chiunque di etnia italiana e chiunque, borghese o proletario, alla disgregazione dell’Esercito Italiano alla fine della Seconda Guerra Mondiale, si opponga con motivazioni personali, religiose, politiche o nazionali all’annessione delle Terre Giuliane alla Jugoslavia viene colpito con inaudita violenza.