Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Tuscia Romana – Cultura e società

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La canzone di questo sito Approfondimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carne da cannone

Il testo

Casa del Vento

 

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Carne da cannone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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dipende anche dalla qualità della tua connessione...)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il testo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sulla strada di casa mia

due nomi e due fiori hanno un desiderio:
lasciarsi dietro la scia di ingiustizia,

per far nascere un nuovo pensiero!
Carne da cannone siamo,

l'esercito dei manipolati,
sotto l'effetto della grandezza

di plagiatori ben allenati...

Per soddisfare la voglia dei grandi

di conquistare senza ritegno,
abbiam sporcato il campo di rosso

e consumato ogni compromesso!
Ci hanno venduto pane e promesse:

in prima linea col falso ideale,
ogni volta lanciati nel fuoco,

abbattuti a poco a poco...

Io non sarò all'appuntamento!

Possono forte chiamare il mio nome:
non sarò complice di nessuno,

non sarò carne da cannone!
Ed i secoli sono passati,

ragazzi uccisi senza ragione
da governanti senza coscienza:

siamo carne da cannone...

La giustizia dei potenti

ci ha rubato la primavera,
incurante della mestizia,

della paura e della miseria!
Ed il popolo di Dio

ha stipulato un tacito accordo:
che per ogni contratto di fede

sia contemplato un soldato morto...

Benvenuti all'assurdo macello!

Nella trincea come un animale
mi hanno descritto il nemico cattivo

come un feticcio da trucidare:
ma l'ho visto lottare nel fango

per sopravvivere e disperare.
Abbiamo occhi, braccia ed orecchie,

la stessa bocca per parlare...

Io non sarò all'appuntamento!

Possono forte chiamare il mio nome:
non sarò complice di nessuno,

non sarò carne da cannone!
Ed i secoli sono passati,

ragazzi uccisi senza ragione
da governanti senza coscienza:

siamo carne da cannone...

Ci puoi vedere volare in alto

con poca voglia di perdonare.
Milioni di voci in un grande lamento:

ci puoi sentire cantare nel vento!
Il fiume è grande, il fiume è rosso:

macchia la terra come l'inchiostro,
macchia la terra fino ad un mare

pieno di voci da ascoltare...

 

Io non sarò all'appuntamento!

Possono forte chiamare il mio nome:
non sarò complice di nessuno,

non sarò carne da cannone!
Ed i secoli sono passati,

ragazzi uccisi senza ragione
da governanti senza coscienza:

siamo carne da cannone...

Picchia la terra con un bastone:

possono forte chiamare il mio nome...
Picchia la terra con un bastone:

carne da cannone!

 

Picchia la terra con un bastone!

possono forte chiamare il mio nome...
Picchia la terra con un bastone:

carne da cannone!

 

Picchia la terra con un bastone!

possono forte chiamare il mio nome!
Picchia la terra con un bastone:

carne da cannone!

 

Picchia la terra con un bastone!

Possono forte chiamare il mio nome!
Picchia la terra con un bastone
!

Carne da cannone!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Casa del Vento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da quando il gruppo aretino nasce nel 1991, agli inizi come "Teach na Gaothe" con musica folk irish - in irlandese Gaeilge o "gaelico" il nome significa appunto "Casa del vento", un lungo percorso di note e di impegno: calca i palchi di tutta Italia prima di arrivare alla produzione discografica quando, solo nel 2000, autoproduce il CD “Senza Bandiera”, un condensato del meglio del loro cammino musicale fino ad allora, frutto di impegno e passione politica espressi in un folk rock molto contaminato.

 

 

 

 

Nel 2001 arriva il primo progetto importante: la collaborazione con Cisco Bellotti, voce dei Modena City Ramblers, da cui esce "‘900" o "Novecento", prodotto dalla Mescal a nome “Cisco e la Casa del Vento” - pezzi del vecchio CD autoprodotto e nuovi, poi il gruppo torna a camminare sulla propria via con due nuovi, importanti progetti nel 2002 - "Genova chiama" e "Pane e rose".

 

L’idea di "Genova chiama" scaturisce dall’impegno personale di alcuni membri del gruppo contro il "modello di globalizzazione neoliberista", nel movimento critico impropriamente e arbitrariamente definito “No global”: l'attualità dei drammatici eventi in occasione del G8 di Genova, un intreccio di tragedia e speranza, il quale non può non lasciare una traccia profonda nella creatività poetica del gruppo, e la battaglia per l'Articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, dopo l'ennesimo attacco ai loro duramente conquistati diritti, in "Hermanos, hermanos!", un'esortazione a chi in fabbrica passa una vita dimenticato dal mondo.

 

“Genova Chiama”, che viene definito l’inno del movimento, e la ballata “Canzone di Carlo” a onorare la memoria di Carlo Giuliani, ucciso il 20 luglio 2001, portano all'idea di un CD per il Forum Sociale Italiano, i proventi dalla cui vendita vanno a sostenere il finanziamento del Forum Sociale Europeo di Firenze del novembre 2002.

 

 

Il titolo del secondo progetto - “Pane e Rose” - non solo riferisce all’omonimo film di Ken Loach, ma richiama al movimento di protesta americano che reclama sì il diritto alla propria dignità - "il pane", ma anche il sacrosanto diritto alla dolcezza - "le rose": volontà risoluta di non piegarsi alle ingiustizie del modello di sviluppo neoliberista e voglia di seguire la tenerezza dei propri sogni, valore della memoria e amore per l’intercultura, rifiuto della guerra e costruzione di un mondo migliore - una voce di speranza e allo stesso di denuncia!

 

Nel 2004 “Al di là degli alberi”, un album carico di emozioni ed energia, “Sessant'anni di Resistenza”, dedicato alla Resistenza antifascista ad Arezzo, ed il singolo “Good morning, Baghdad” in collaborazione con lo scrittore bolognese Stefano Tassinari, vice direttore dell’associazione Scrittori di Bologna: il suo “I segni sulla pelle”, Marco Tropea Editore, in cui racconta la storia di una giovane giornalista presente al G8 di Genova diventa canzone.

 

Il 2006 porta “Il grande niente”, più ballabile e decisamente in controtendenza con lo stile del gruppo.

 

Nel 2008 “Il Fuoco e la Neve”, una doppia antologia che raccoglie le due facce dell'anima del gruppo: nel “Fuoco” quella urlante, rabbioso, desideroso di giustizia ed equità (nel CD canzoni storiche come “Carne da cannone”, “Novecento” ed “Hermanos, Hermanos!” e più recenti come “Ala sinistra”, “La meglio gioventù” e “Il grande niente”) mentre nella “Neve” quella dolce, tenera e sognante, alla ricerca di una armonia necessaria in un mondo così incerto: malinconie, calore d'un incontro, amori perduti, amore per le nuove vite, vite spezzate, viaggi ed esigenza di “perdersi” in vecchie ballate come “Inishmore”, “Pioggia nera”, “La canzone di Carlo”, “Notte di San Severo” e più recenti come “Il fiore del male” (lettera a Pasolini), “Alla fine della terra”, “L’amore infinito” e “Un giorno”.

 

 

Come loro stessi dicono, "la Casa del Vento è abitata da" (in ordine alfabetico):


Riccardo Dellocchio
, chitarra elettrica

Massimiliano Gregorio, basso elettrico

Luca Lanzi, voce e chitarre acustiche

Sauro Lanzi, fisarmonica, fiati (tromba, trombone, tin whistle o pennywhistle - in gaelico "feadòg" o "feadóg stáin", un flauto a fischietto con sei fori normalmente di latta, tipico della musica popolare irlandese), pianoforte e organo

Fabrizio Morganti, batteria e percussioni

Patrick Wright, violino e mandolino, fino a quando lascia il gruppo nel 2006 e

Andreas Petermann, violino e viola, lo sostituisce.