Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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UnionTuscia™, l'Unione degli Imprenditori della Tuscia Romana™

La progettualità di UnionTuscia – Perché fare impresa è cultura, ovvero perché lo torni ad essere!

Il materiale originale in questa pagina è © Luciano Russo, Bruno Panunzi e UnionTuscia: la Redazione ringrazia gli autori per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tuscia Valley

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Modello di sviluppo territoriale

Il progetto

Quattro azioni mirate e parallele

Il Distretto Produttivo Culturale-Turistico della Tuscia Romana

Il concetto di "valley"

Esempi riusciti di reti sinergiche in sistemi territoriali ben definiti

 

Il marketing territoriale – Perché e come promuovere la Tuscia Romana

Il boom dell'“incubazione”

Il principio di sussidiarietà

La Scuola Imprenditoriale delle Arti e dei Mestieri della Tuscia Romana

 

Questa è l'Unione

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Tuscia Impresa™

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Bruno Panunzi Una presentazione

Luciano Russo – Una presentazione

 

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Modello di sviluppo territoriale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il progetto

   

 

               
 

Quattro azioni mirate e parallele

                               
 

Già i primi Consigli direttivi dell'Unione hanno interpretato il proprio mandato, articolandone l'attuazione anche in quattro tipi di azioni, propedeutiche al contributo che l'associazione si propone di dare alla tutela, allo sviluppo e alla promozione del territorio eletto - la Tuscia Romana:

 

- l’accreditamento formale di UnionTuscia presso le Autorità politico-amministrative preposte alla gestione del territorio eletto, cioè la Regione Lazio, le Province di Roma e di Viterbo, tutti i 90 Comuni della Tuscia Romana;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

- la creazione una rete di contatti personali, oltre che con le autorità di cui sopra, anche con le Camere di Commercio delle Province di Roma e di Viterbo, Camere di Commercio Italiane all’estero, BIC Lazio, Agenzia Sviluppo Lazio, ISI - Impresa Sviluppo Innovazione, Consorzio Tuscia Turismo;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

- la mappatura del territorio al fine di identificare e coinvolgere le competenze, native ed immigrate – numerose dall’estero, oggi presenti nella Tuscia Romana, per arricchire qualitativamente il lavoro interno ed esterno dell’Unione;

 

- anche con il supporto di queste competenze, dar vita ad una serie di piccoli progetti pilota, una progettualità di eccellenza, la quale sia capace di concretizzare i principi che ispirano l'azione della associazione, di renderla comunicabile e credibile, nonché di creare modelli di realizzazione progettuale riproducibili sull’intero contesto territoriale.

 

 

 

        

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Distretto Produttivo Culturale-Turistico  della Tuscia Romana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per il contributo dell’Unione allo sviluppo economico-occupazionale del territorio in un Piano di Marketing Territoriale per la Tuscia Romana mirato alla creazione di un nuovo Distretto Produttivo Culturale-Turistico, abbiamo scelto un modello di sviluppo denominato “Tuscia Valley™”, il quale si basa sull’interazione tra soggetti di eccellenza presenti sul nostro territorio:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

- Centri di Studi, come le Università degli Studi "La Sapienza" di Roma e “La Tuscia” di Viterbo;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

- Centri di Ricerca, come l'ENEA-Casaccia, Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, ed il CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

- Incubatori di imprenditoria innovativa, già fisicamente realizzati, ma non operanti nel loro autentico ruolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il concetto di "valley"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il concetto di “valley” - valle o vallata - creato e lanciato mezzo secolo fa negli Stati Uniti dall’Università di Stanford, in realtà per risolvere dei propri problemi economici, è poi catalizzante per l’avvio e lo sviluppo di quell’incredibile ed epico agglomerato imprenditoriale meglio conosciuto come "Silicon Valley", in California.

 

 

 

 

In italiano letteralmente "la valle del silicio", nome  coniato nel 1971 dal giornalista Don C. Hoefler, per indicare la parte meridionale della San Francisco Bay Area.

 

Viene chiamata "Silicon" per la fortissima concentrazione di industrie legate ai semiconduttori e ai computer, basati sul silicio, e "Valley" dal nome della Santa Clara Valley.

 

Sostanzialmente coincide con la Santa Clara County, il cui capoluogo e città principale è San Josè,  circondata da numerose cittadine che insieme vanno a formare una metropoli allargata di circa 4 milioni di abitanti.

 

 

La prima azienda di elettronica civile nata della Silicon Valley è la Hewlett-Packard, fondata nel 1939, da due laureati dell'Università di Stanford, Bill Hewlett e David Packard, ma il vero boom si ha negli anni '50, grazie a un incubatore tecnologico creato dall'Università di Stanford, lo Stanford Research Park, in cui lo Xerox Palo Alto Research Center costutisce un'importante tessera nel mosaico di imprese altamente tecnologiche, che si va velocemente formando intorno all'Università, grazie alla diretta commercializzazione dei risultati della sua ricerca applicata - scoperte, invenzioni e brevetti (dalla Xerox viene tra l'altro il primo interfaccia grafico per PC, poi plagiato dalla Apple e introdotto con enorme successo nel suo rivoluzionario "Macintosh").

 

 

 

 

Silicon Valley si è oggi ripresa dal crollo delle "dot-com", società operanti su internet, del 2000 (rara eccezione la Google, da sempre in rapida crescita) ed ospita migliaia di aziende d'avanguardia, in cui lavorano i più grandi esperti di informatica del mondo, le cui attività attingono da una continua ed innovativa ricerca scientifica e sono sostenute finanziariamente da enormi flussi di investimenti con capitale a rischio.

 

Il successo del modello - centri di studi, centri di ricerca ed incubatori di imprenditoria innovativa - porta ad ineguagliabile sviluppo imprenditoriale in una zona completamente "fuori mano" e per lungo tempo "terra di nessuno", tanto che ne susseguono rapide clonazioni sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo, sia in contesti provinciali che urbani, qui sotto la variante del nome “alley” - viale.

 

 

Questo modello di valley, applicato al territorio della Tuscia Romana - "Tuscia Valley" potrebbe esser applicato al nostro ricchissimo patrimonio tanto di risorse climatico-naturali - quali sole e aria, laghi e mare, acque minerali e termali, macchia e boschi, materiali vulcanici - quanto di risorse storico-culturali - beni archeologici, urbanistici, architettonici,  storico-documentali e artistici - e risorse agricolo-artigianali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esempi riusciti di reti sinergiche in sistemi territoriali ben definiti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Negli U.S.A.:

 

 

- la East Silicon Valley di Boston, Massachusset

- la San Fernando Valley di Los Angeles Times, California

- la Dell Data ad Austin, Texas

- la Silicon Alley di New York

- il Centro di Salt Lake City, Utah

- la Microsoft a Seattle, Washington

- l’Area Suburbana di Virginia in Washington D.C.

 

 

Nel resto del mondo:

 

 

- il progetto di Bangalore, India - clicca qui

 

 

 

 

- il progetto di Tel Aviv, Israele - clicca qui

 

 

 

 

- le iniziative di Cambridge, Gran Bretagna - clicca qui

 

 

 

 

- la Crystal Valley nella Prefettura di Aomori, Giappone - clicca qui

 

 

 

 

- lo Hsinchu Science-Based Industrial Park, Hsinchu, Taiwan - clicca qui

 

 

 

 

- l'Ideon Science Park, Lund, Svezia, creato nel 1983 (!) con la sponsorizzazione di Ingvar Kamprad, fondatore dell'IKEA - clicca qui

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

- la Fiber Optic Valley, Hudiksvall, Svezia - clicca qui

 

 

 

 

- il centro di Sophia-Antipolis, Nizza, Francia - clicca qui

 

 

 

 

- la Napa Valley - Wine Country, San Fransisco, California, U.S.A. - clicca qui

 

 

 

 

- la "Valley" della Provincia Autonoma di Trento (dove la Fondazione Bruno Kessler raccoglie l'eredità dell'ITC) - clicca qui

 

 

 

 

- la Tuscany Valley, ad un passo da noi... - clicca qui